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Ferie arretrate non godute: vanno perse o rimborsate?

Le ferie sono un diritto di ogni lavoratore. Ma cosa succede con le ferie arretrate? Vanno perse o i lavoratori hanno diritto a un rimborso? E con i contributi INPS?

di Jonatas Di Sabato

Aprile 2021

Cosa succede quando si hanno delle ferie arretrate non godute? Il diritto alle ferie è sancito dalla Costituzione e dalla legge. I lavoratori dipendenti hanno diritto a quattro settimane l’anno di ferie. Di queste, due settimane devono essere godute entro l’anno di maturazione e, dove è possibile, in maniera continuativa.

Le altre due settimane devono essere fruite entro i 18 mesi successivi, salvo indicazioni diverse dei contratti collettivi di lavoro. Ma che succede quando non si possono prendere? Si perdono definitivamente?

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Generalmente ciò non succede mai. Può capitare, però, che siano convertite in denaro che verrà versato insieme al trattamento di fine rapporto lavorativo. Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, invece, non c’è possibilità di monetizzazione e, quindi, dovranno essere sfruttati tutti i giorni di ferie di cui si hanno diritto.

Ferie vietate dal datore di lavoro

Nonostante non sia frequente, può capitare che il datore di lavoro non conceda ferie ai dipendenti. C’è da precisare che l’ultima parola in merito, purtroppo, è proprio del datore di lavoro e quindi il lavoratore non può andare in ferie di sua spontanea volontà.

Il lavoratore, però, potrà chiedere il risarcimento delle ferie non godute e segnalare la violazione all’Ispettorato del lavoro. Quest’ultimo non solo può obbligare al rispetto delle ferie, ma può provvedere a sanzionare amministrativamente il datore inadempiente.

Quando il lavoratore rifiuta le ferie

Inoltre, il datore di lavoro non può obbligare il dipendente a mettersi in ferie ma, se dimostra di aver informato il dipendente e, soprattutto, lo avrà messo nelle condizioni di poterle godere, il lavoratore, consapevole ed informato, vedrà perso il suo periodo di ferie senza rimborso economico.

Ferie arretrate non godute:

Ferie: come le smaltiscono i dipendenti pubblici?

Il dipartimento della Funzione Pubblica, dopo l’adozione del taglio alla spesa pubblica (spending review) ha stabilito che le ferie debbano essere sempre godute, anche quando c’è una cessazione di rapporto, così da evitare qualsiasi tipo di rimborso economico.

Ci sono solo 3 occasioni in cui tale principio viene meno:

Si evince, comunque, che il lavoratore non potrà mai perdere le proprie ferie.

Ferie arretrate non godute: retribuzione

Non si può avere una retribuzione anticipata delle ferie perché queste potranno essere pagate solo nel momento dell’effettiva fruizione.

Ci sono, però, 3 casi in cui ciò non avviene:

Ferie arretrate non godute: contributi

Anche se le ferie non vengono godute entro i termini previsti, bisogna versare all’INPS i contributi calcolati su di esse.

Il datore dovrà, quindi, trattenere al dipendente la quota del contributo che spetta all’Istituto di Previdenza sulle ferie che ha maturato e non goduto. Questi contributi saranno “restituiti” nel momento in cui il lavoratore usufruirà delle ferie arretrate. In quell’occasione gli sarà data la relativa contribuzione.

Tralasciato il caso in cui il dipendente si rifiuta di andare in ferie, non esiste un limite per beneficiare delle ferie arretrate. Ciò significa che potranno essere prese anche dopo i 18 mesi dall’anno di maturazione o avere la relativa indennità.

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