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Fermo amministrativo e confisca

Fermo amministrativo e confisca: quando si applicano e quali sono le differenze tra le due sanzioni? Ne parliamo in questo articolo.

di Carmine Roca

Gennaio 2024

Oggi vi parliamo di fermo amministrativo e confisca: quando si applicano e quali sono le differenze? (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Fermo amministrativo e confisca: quali sono le differenze?

Iniziamo il nostro approfondimento su fermo amministrativo e confisca distinguendo le due sanzioni.

Il fermo amministrativo (articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica numero 692, del 1973) è una sanzione accessoria prevista dal codice della strada (articoli 213-214) che si applica per determinate violazioni oltre alla pena pecuniaria.

Con il fermo amministrativo, il veicolo non è autorizzato alla circolazione: in caso di controlli, si incorrerebbe in un’ammenda fino a 2.628,15 euro e alla confisca immediata del veicolo.

La confisca, infatti, è una sanzione accessoria, disciplinata dall’articolo 213 del codice della strada, e scatta come conseguenza alla violazione di norme del codice della strada. Ad applicarla è il Prefetto della città di residenza.

La trascrizione al PRA è esente da tributi ed emolumenti, come previsto al comma 3 bis dell’articolo 213.

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Quando si applica la confisca di un veicolo?

La confisca del veicolo è disposta in questi casi:

Cosa succede quando su un veicolo è applicato il fermo amministrativo?

Quando viene applicato il fermo amministrativo, il veicolo, come disposto dall’articolo 214 del codice della strada, viene affidato al custode tramite recupero con carro attrezzi.

Il mezzo rimarrà “custodito” per almeno 30 giorni. Se superiore a 30 giorni, il proprietario del veicolo può presentare domanda presso l’ufficio fermi e sequestri del Comando di Polizia Locale e chiedere di affidare il veicolo in custodia in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio.

L’articolo 171, comma 3 consente, invece, l’affidamento esclusivo del veicolo sottoposto a fermo amministrativo al suo proprietario, a condizione che questi lo conduca al luogo di custodia.

Nei casi previsti dagli articoli 207/3 e 202/2 quater (obbligo del pagamento immediato delle sanzioni), il veicolo viene sempre affidato al custode sino all’avvenuto pagamento della sanzione o al versamento di una cauzione all’agente accertatore, dell’importo pari a un quarto del massimo della sanzione edittale. In tutti i casi il fermo non può avere durata superiore ai 60 giorni.

Se la sanzione accessoria del fermo amministrativo deriva dalla violazione dell’articolo 116/15 o dell’articolo 186/2 bis (guida senza patente o con tasso alcolemico superiore a 0.8 g/l) e’ previsto il fermo provvisorio del veicolo per 30 giorni, con le stesse regole del primo caso per gli affidamenti.

Quando si applica un fermo amministrativo, viene sempre ritirato il documento di circolazione qualora presente, che verrà custodito assieme alla pratica presso l’ufficio fermi e sequestri.

In ogni caso, il veicolo sottoposto a fermo non potrà mai essere affidato ai minorenni. Sul veicolo “fermato” viene apposto un sigillo adesivo non removibile sino alla fine del fermo amministrativo.

Quando termina un fermo amministrativo su un veicolo?

La fine del fermo amministrativo viene ratificato tramite verbale di restituzione compilato presso l’ufficio fermi e sequestri del Comando della Polizia Locale, alla presenza del proprietario o dell’avente diritto.

Se, trascorsi 3 mesi dalla scadenza del fermo amministrativo, l’avente diritto o il proprietario del veicolo non avrà richiesto la restituzione, il veicolo verrà considerato abbandonato e verrà trasformato in proprietà dello Stato (articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica numero 189 del 2001).

Fermo amministrativo e confisca
Fermo amministrativo e confisca: in foto un martelletto da giudice e un libro di leggi.

Faq sul fermo amministrativo

Il fermo amministrativo può andare in prescrizione?

Il fermo amministrativo non può essere prescritto, ma il debito associato può andare in prescrizione, annullando così anche il fermo. Se l’Agenzia delle entrate-Riscossione richiede il pagamento di un debito dopo che è scaduto il termine di prescrizione, il debito e il fermo amministrativo decadono.

Può essere applicato il fermo amministrativo se l’auto è cointestata?

Anche se non esiste una legge specifica, la giurisprudenza e le sentenze dei tribunali confermano che il fermo amministrativo di solito non si applica a veicoli cointestati, a meno che tutti i proprietari non siano debitori.

Come opporsi al fermo amministrativo?

L’articolo 52, comma 1, lettera m-bis del Decreto Legge 69/2013 stabilisce le situazioni in cui è ammessa la presentazione di un’opposizione al fermo amministrativo.

Secondo la legge, entro un periodo di 30 giorni dalla ricezione della notifica di fermo, se il proprietario di un veicolo, sia esso una motocicletta o un’automobile, è un professionista o un imprenditore registrato con partita IVA, può presentare una richiesta corredata da documentazione che attesti che il veicolo è strumentale all’attività svolta e può chiedere la revoca del fermo.

Se una persona può dimostrare che il veicolo è essenziale per svolgere la sua attività professionale o imprenditoriale, ha la possibilità di contestare il fermo e ottenere la sua revoca.

Cosa accade se il debito non viene pagato durante il fermo amministrativo?

Se il debito non viene pagato durante il fermo amministrativo, le autorità possono procedere con ulteriori azioni legali per recuperare il debito, incluso il pignoramento del veicolo.

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