Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Diritto » Fisco e tasse » Gestione del Debito » Pignoramento / Fermo amministrativo va in prescrizione?

Fermo amministrativo va in prescrizione?

Il fermo amministrativo va in prescrizione? La risposta in questo approfondimento.

di Romina Cardia

Dicembre 2023

In questo articolo scopriremo se il fermo amministrativo va in prescrizione (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Il fermo amministrativo va in prescrizione?

Cerchiamo di capire subito se il fermo amministrativo va in prescrizione. Il fermo amministrativo non può essere prescritto, ma il debito associato può andare in prescrizione, annullando così anche il fermo.

Se l’Agenzia delle entrate-Riscossione richiede il pagamento di un debito dopo che è scaduto il termine di prescrizione, il debito e il fermo amministrativo decadono.

Per verificare se il debito è in prescrizione, è importante considerare la sua natura. Ecco la Tabella dei termini di prescrizione dei debiti:

CreditoTermine di prescrizione
IVA10 anni
IRPEF10 anni
Imposta ipotecaria10 anni
Diritto annuale10 anni
Canone Rai10 anni
Imposta sul reddito10 anni
Contributi Inps e Inail (successivi al gennaio 2016)5 anni
Imu5 anni
Tari5 anni
Tarsu5 anni
Bollo auto3 anni
Bollette luce, gas, acqua2 anni
Tabella dei termini di prescrizione dei debiti

Se ritieni che la cartella di pagamento sia ingiustificata, puoi contestarla e chiedere l’annullamento all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate coinvolto.

Se l’ufficio riconosce l’illegittimità dell’atto, provvederà all’annullamento del debito e alla sua cancellazione.

Che cos’è il fermo amministrativo

Gli Enti creditori possono chiedere all’Agenzia delle Entrate – Riscossione di recuperare i crediti non pagati, come tributi, tasse o multe per violazioni del Codice della Strada.

Per recuperare questi crediti, viene utilizzato il fermo amministrativo, che blocca un bene mobile iscritto nei registri di proprietà del debitore o dei coobbligati.

La procedura inizia con l’invio della cartella di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione ai contribuenti.

Se la cartella non viene pagata entro 60 giorni, il concessionario della riscossione può intraprendere azioni cautelari e conservatorie, oltre a procedure di riscossione coattiva sui beni del debitore. Una di queste azioni è il fermo amministrativo sui beni mobili registrati, come veicoli.

Il fermo amministrativo sui veicoli, iscritto nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA), segue una procedura.

Prima dell’iscrizione, il debitore riceve una notifica di preavviso di fermo amministrativo. Questa notifica include un invito a mettersi in regola con i pagamenti entro 30 giorni. Nel caso di mancato adempimento, il fermo verrà iscritto sul veicolo corrispondente alla targa indicata.

La visura PRA per targa fornisce informazioni dettagliate sul proprietario del veicolo, compresi i dati anagrafici e, se presente un leasing, del conduttore. Include anche dati tecnici sul veicolo (telaio, cilindrata, modello, ecc.) e lo stato giuridico attuale, segnalando eventuali fermi amministrativi, ipoteche, gravami e vincoli.

Molti si chiedono se si può pignorare l’auto di una persona con disabilità. Scopriamo cosa dice la normativa a riguardo.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Conseguenze

Se un debitore non paga una cartella esattoriale entro i due mesi dalla notifica, il concessionario della riscossione può richiedere il fermo del veicolo intestato al debitore.

Questa procedura viene registrata nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA), impedendo al proprietario di utilizzare il veicolo finché il debito non è saldato.

Se il debitore non adempie entro il termine, l’Agenzia delle Entrate può intraprendere azioni esecutive. Se il debito è inferiore a mille euro, il debitore ha circa quattro mesi per conciliare prima delle azioni esecutive. Il termine di 120 giorni parte dalla ricezione della comunicazione scritta dettagliata sulla cifra dovuta.

Prima del fermo, l’Agenzia delle Entrate avvisa il debitore, concedendogli un mese per regolarizzare la situazione. Se la cartella esattoriale rimane inevasa, il concessionario iscrive il fermo nel PRA.

Anche il mancato pagamento del bollo auto può portare all’iscrizione al PRA. Tuttavia, se il debito è inferiore a 120.000 euro, non può essere iscritta un’ipoteca sull’abitazione del debitore, e il fermo colpisce il parco auto.

Il contribuente ha 30 giorni per dimostrare che l’auto è necessaria per il lavoro, evitando l’iscrizione al PRA. In mancanza di notifiche, il fermo può considerarsi illegittimo. Nel preavviso devono essere indicati l’importo del debito, la sua natura e l’anno in cui è stato contratto.

Scopri come funziona il fermo amministrativo per mancata revisione e come evitarlo.

Come verificare se c’è un fermo amministrativo

Se vuoi sapere se il tuo veicolo è soggetto a fermo amministrativo, hai diverse opzioni:

Controllo online con ACI:

Verifica di persona:

Tieni presente che se scegli quest’ultima opzione o un consulente automobilistico privato, dovrai aggiungere una commissione alla tariffa legale di 6 euro.

Fermo amministrativo e telecamere: cosa si rischia? Scopriamolo insieme.

Come evitarlo

Il fermo amministrativo per il mancato pagamento del bollo o di una multa può essere evitato in diverse circostanze.

La prima opzione è la cointestazione del veicolo con una seconda persona, come un amico o un congiunto.

In questo caso, non si può procedere con il fermo, poiché sarebbe illegittimo. Diverse sentenze hanno stabilito che il debito di uno degli intestatari non può compromettere il diritto dell’altro di utilizzare l’auto.

Quindi, se l’auto è intestata a più persone e uno di loro non ha pagato il bollo o una multa, il veicolo può circolare liberamente.

Un’alternativa per evitare il fermo è dimostrare che l’auto è un bene strumentale essenziale per svolgere l’attività professionale.

Questo richiede la presentazione di documenti che attestino l’indispensabilità del veicolo per la propria attività.

Inoltre, c’è la possibilità di dimostrare entro 30 giorni dalla ricezione della notifica di pagamento che l’auto è un bene strumentale, ma questa opzione è riservata a professionisti o imprenditori.

Un’altra situazione prevista dalla legge per evitare il fermo amministrativo riguarda i veicoli destinati al trasporto di persone diversamente abili. Per dimostrare questa condizione, è necessario seguire una procedura burocratica presso gli organi competenti quando l’auto viene utilizzata per motivi di lavoro da parte del contribuente.

Quando arriva il Bonus benzina da 80 euro: c’è una data precisa o bisogna ancora aspettare? Ecco le ultime novità e chi beneficerebbe del sussidio.

fermo amministrativo va in prescrizione
Il fermo amministrativo va in prescrizione? Nella foto: ganasce su un pneumatico.

Come cancellarlo

Puoi cancellare il fermo amministrativo dal tuo veicolo? La risposta è sì, ed ecco come farlo.

Se il fermo è stato imposto prima del primo gennaio 2020, devi seguire le vecchie procedure. Invia la tua richiesta di cancellazione a un ufficio provinciale del Pubblico Registro Automobilistico tramite PEC o email. Ricorda di pagare una tassa di 32 euro.

Se il fermo è successivo al primo gennaio 2020, la procedura è più semplice. Non devi fare nulla tranne che saldare il debito. La cancellazione avverrà automaticamente tramite notifica telematica dal concessionario della riscossione al sistema informativo del PRA.

Fermo amministrativo e assicurazione: cosa succede quando il veicolo sottoposto a fermo circola comunque e provoca un incidente? Ne parliamo in questo articolo.

Come fare ricorso

Se hai ricevuto un fermo amministrativo per la tua auto e pensi che sia ingiustificato, hai il diritto di fare ricorso per ottenere la sua cancellazione.

Ci sono diverse situazioni in cui il fermo potrebbe essere considerato illegittimo. Ad esempio, se non ti è stata notificata la cartella di pagamento o se non hai ricevuto un preavviso di fermo, potrebbe essere un motivo valido.

Anche il mancato rispetto delle tempistiche previste per ratificare il provvedimento è un aspetto da considerare. In alcuni casi, potrebbe trattarsi di un errore classico: un fermo amministrativo senza alcun motivo valido, specialmente se non hai debiti.

Per far valere i tuoi diritti e presentare un ricorso, è importante rivolgersi al giudice competente. Questo potrebbe essere un giudice ordinario o tributario, a seconda della situazione specifica.

FAQ sul fermo amministrativo

Cosa rischia l’auto che circola con il fermo amministrativo?

Circolare con l’auto durante il periodo di fermo amministrativo può comportare sanzioni pesanti. La multa varia da 1.984 euro a 7.937 euro, con ulteriori conseguenze come la confisca del veicolo e la revoca della patente. Se si rifiuta di seguire le istruzioni della polizia per custodire il veicolo, si rischia una multa da 774 euro a 3.105 euro, con sospensione della patente da 1 a 3 mesi. È importante notare che il fermo amministrativo può coinvolgere più veicoli, ma ciò dipende dall’importo del debito, come stabilito dalla legge.

Può avvenire il fermo amministrativo se l’auto è cointestata?

Anche se non esiste una legge specifica, la giurisprudenza e le sentenze dei tribunali confermano che il fermo amministrativo di solito non si applica a veicoli cointestati, a meno che tutti i proprietari non siano debitori.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul fisco e sulle tasse:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp