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Ferragosto Avellino 2019, arriva il Cervello: vi porto nella mia Spirale

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Mercoledi 14 Agosto si esibirà all’Avellino Summer Fest l’artista Antonio Preziosi, in arte Il Cervello. In particolare, in questa giornata, il cantante sarà protagonista con altri due artisti, Luciano Rella e il dj Kyllne. I tre saranno truccati dalla make-up artist professionista Miriam D’Argenio. Il 18 Agosto, invece, il cantante si esibirà al Sicinius Music Festival a Sicignano degli Alburni.

Qui, invece di Kyllne, sul palco ci sarà il dj Antonello Troisi. In occasione di questo ferragosto avellinese, Il Cervello presenterà il suo nuovo singolo “Helter Skelter” -prodotto da Kyllne e con le chitarre di Luciano Rella- dal nuovo album intitolato “Falso”. A tal proposito, abbiamo ascoltato Antonio, che ci fa il punto sui suoi progetti.

Helter Skelter, il mio nuovo singolo

“Innanzitutto – inizia il giovane – Helter Skelter non va frainteso. In molti potranno pensare sia una cover dei Beatles. Ma non è così. Questo nuovo mio singolo si rifà al concetto di dualità. Si, perché la canzone prende ispirazione da John Lennon e Charles Manson, un grande artista e un criminale. Ho deciso di analizzarli perché entrambi, a loro modo, rappresentano la società e sono doppiamente collegati. Il primo collegamento è appunto la canzone “Helter Skelter”. Charles Manson era convinto che ci fosse un messaggio in codice su una presunta e futura apocalisse. E credeva che i Beatles fossero i quattro angeli della dell’Apocalisse che ne preannunciavano l’imminente fine.

John Lennon – a mio parere – è un artista completo, nelle sue canzoni ha detto e rappresentato tutto. Un grande esempio. Mentre la storia di Charles Manson è la metafora di come, dopo le delusioni e illusioni avute dalla vita, si cambia. E non sempre in meglio. Manson voleva diventare un grande artista. Ma dopo aver avuto una vita complicata -una madre prostituta che voleva venderlo per una birra-, problemi nella crescita ed essere stato illuso da alcuni manager, è diventato un mostro e ha iniziato a commettere omicidi. Dunque, John Lennon è la dimostrazione di quanto puoi andare in alto nella società, Manson di quanto si possa scendere negli inferi”, racconta Antonio.

Bisogna trovare il proprio posto nel mondo

È vero, spesso le illusioni e le delusioni possono fare molto male per poi lasciare una cicatrice permanente. In particolare, nella società odierna. Bisognerebbe avere più rispetto per chi ha un sogno e combatte per realizzarlo. Questo è un po’ quello che tratta un altro singolo de Il Cervello – il cui videoclip uscirà a settembre – intitolato “Il tuo posto nel mondo”, diretto da Michael Giannantiempo e scritto dal cantante e il regista dall’album Spirale. “Non è vero che la società ti abbraccia -dice il cantante-. Anzi, è sempre pronta a buttarti giù, a farti cadere senza apparente possibilità di rialzarsi. Ma bisogna lottare. E “Il tuo posto nel mondo” spiega proprio questo: bisogna rialzarsi e lottare. Sempre e comunque. Anche perché, quando c’è la volontà c’è tutto. Purtroppo, al giorno d’oggi, agli artisti emergenti non viene dato il giusto valore. E io ne ho avuta esperienza diretta. Sono stato illuso da vari manager. Si, ci sono stato male. Però non ho mai gettato la spugna. Sono alla continua ricerca di me stesso e di ciò che mi fa stare bene.

Ognuno di noi ha bisogno di trovare il proprio posto nel mondo. E per farlo – continua Antonio- occorre che i ragazzi di oggi abbiano uno scopo. Un qualcosa per cui lottare. Sicuramente, incide molto – oltre l’educazione del genitore- anche la formazione data nelle scuole. Oggi la cultura viene sottovalutata ed è sbagliato. Informarsi, conoscere e studiare ci rende essere pensanti. E, in quanto pensanti, ci rende liberi di scegliere chi vogliamo essere. Vedo moltissimi ragazzi di oggi che si fermano alla terza media. Sono convinti che diplomarsi e in futuro laurearsi possa essere una perdita di tempo. Ma non è così, la vera perdita di tempo è realizzare troppo tardi gli errori che possono essere stati compiuti”, afferma Il Cervello.

Altri singoli dell’album Spirale sono Storie di fantasmi e Io sono fatto di cera, primo videoclip d’esordio dell’artista. “Per l’album Spirale -continua l’artista- mi sono ispirato a grandi personaggi che hanno fatto la storia della cultura pop e non solo, come Alejandro Jodorowsky, Carl Gustav Jung, Gurdijeff Robin Williams e David Foster Wallace.

Spirale è, inoltre, ispirato ai tarocchi e alla magia, in particolare alla stesa La Morte, L’Eremita e il Mondo. Lo scheletro del video di “Io sono fatto di cera” è ispirato a una carta dei tarocchi, l’Arcano XIII, La Morte, fraintesa poiché considerata negativa. Ma il senso è un altro. Simboleggia autodistruzione e rinascita. Io stesso pratico l’arte dei tarocchi, anche se li analizzo di più su un aspetto psicologico, in parte Junghiano. Spesso scrivo le mie canzoni utilizzando la stesa a tre carte dei tarocchi. Un bell’esempio di uno scrittore che ha utilizzato i tarocchi per un romanzo è stato Italo Calvino con “Il castello dei destini incrociati”.

Daimon, il mio alter-ego

Difatti – continua- se nel videoclip di “Io sono fatto di cera” protagonista è uno scheletro -che rappresenta il mostro che portiamo dentro, il nostro demone interiore – nel nuovo videoclip lo scheletro diverrà un demone androgino, simbolo di rinascita.

Il videoclip di “Io sono fatto di cera” ha segnato l’inizio di qualcosa di molto importante, di un cambiamento non solo nella fase di scrittura delle nuove canzoni ma anche sotto il punto di vista estetico. Nel video, grazie all’escamotage del sogno lucido, sono entrato all’interno di un otherworld. Un mondo parallelo – in questo caso una città fantasma – dove ho avuto modo d’incontrare e affrontare i mostri della mia psiche e uscirne vincente sì, ma cambiato.

A fine video mi risveglio da questo inferno interiore. Eppure l’interpretazione è molto sottile: e se non mi fossi svegliato? Se fossi all’interno di un altro strato del sogno? O se fossi uscito dal sogno e tornato diverso? Ed è così che nasce Daimon, il mio alter-ego. Come diceva Platone, “Non sarà il demone a scegliere voi, ma sceglierete voi il vostro demone”.

Nella tradizione greca, il daimon rappresenta l’indole dell’uomo. Una sorta di modello da seguire per poter realizzare la propria crescita personale e per trovare realmente sé stessi. Adoro l’idea di poter interpretare un altro personaggio sul palco, non per forza Antonio. Mi sento molto meglio nei panni di un altro individuo, in questi casi il demone androgino. Sul palco mi piace suonare truccato e creare un teatro in movimento, in cui io e la band creiamo qualcosa di unico e differente. Non è detto che Daimon sarà per sempre il mio unico alter-ego. Arriverà qualcos’altro di nuovo, ci metto la mano sul fuoco”, spiega Antonio.

Parola d’ordine: rivoluzione

Infine, Antonio Preziosi conclude così. “Spero il mio lavoro arrivi al pubblico. I miei testi hanno sempre un significato molto profondo, anche a livello spirituale, e non è sempre facile comprenderli a primo impatto. Del resto, ritengo che il mondo della musica abbia bisogno di questo. Di rivoluzione. Di modi innovativi di trasmettere e comunicare.

A tal proposito, non posso non citare cantanti come Salmo, Caparezza e Ghemon, i quali – con la loro arte – sono riusciti a inventare un mondo musicale nuovo e rivoluzionario. Inoltre, il mio prossimo singolo – secondo ad Helter Skelter– si intitolerà Merda D’Artista, ispirato all’opera di Piero Manzoni, ma anche al trattamento poco piacevole che subiscono gli artisti emergenti durante la loro gavetta”.

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