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Ecco cosa Festa ha promesso di fare nei primi 100 giorni

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Questa campagna elettorale consegna alla città due aspetti positivi (al netto degli insulti e delle bambinate tra candidati): un rinnovato interesse per i programmi e il risveglio della passione politica (che, si spera, duri anche nella fase post voto).

Sul primo punto, i programmi, va dato merito a Luca Cipriano: ha costruito il suo messaggio partendo dalle proposte, dai progetti, dalle idee, dalla visione.

Ha costretto i competitor – in particolare proprio Festa – a scendere sullo stesso terreno. E cioè indicare agli elettori, punto su punto, quali sono gli obiettivi, le ambizioni, le urgenze e anche la strada per ottenerli.

Quest’anno, più degli anni passati, i programmi di alcuni candidati sono stati ricchi, dettagliati, in gran parte credibili, nonostante la procedura di pre dissesto.

Ha vinto Festa, e quindi, sono ora le sue “promesse” che devono essere mantenute. Partendo da un principio indiscutibile: chi ha vinto, chi andrà a governare Avellino, non è il padrone della città, ma è al servizio degli elettori (tutti, naturalmente).

Proprio per costringere chi amministra a non dimenticare le tante cose dette in campagna elettorale, quella passione che ha accompagnato tanti (sulle piazze reali e virtuali), non deve evaporare, ma imporre un reale cambio di passo nella gestione del capoluogo. E’ anche per questo che Cipriano e i suoi (rappresentano quasi mezza città), hanno il dovere – ribadito dallo stesso candidato – di continuare e crederci. Magari dai banchi dell’opposizione. Ma anche da lì si può e si deve incidere sulle scelte amministrative che verranno.

Una stampa seria e non partigiana, e al servizio della comunità, avrà il compito di vigilare, sollecitare, criticare (senza strumentalizzare), i passi che l’esecutivo Festa inizierà a muovere dal giorno dell’insediamento.

Le promesse e i progetti elencati dal neo sindaco sono tutti nel nostro (e non solo nel nostro), archivio. Ricorderemo alla nuova giunta tutti gli impegni assunti. Tutti i debiti che si sono fatti nei confronti degli elettori.

Le prime cose che Festa ha promesso di fare sono le seguenti: ritorno del comune nell’Asi, acqua pubblica (come la mettiamo con la querelle Alto Calore?), consumo di suolo zero (e quindi una Puc rinnovato secondo queste direttive), rigenerazione delle periferie (a partire da Valle e Borgo Ferrovia), manutenzione del verde pubblico, viale Italia “come Sanremo”, attenzione per le fasce deboli, eventi in città ovunque e tutto l’anno per rivitalizzare le vecchie attività commerciali e dare un contributo concreto a chi vuole avviarne nuove, la soluzione per i “buchi neri” del Corso, e la ristrutturazione interna con il miglioramento dell’efficienza della macchina comunale.

Beh, molte di queste cose si possono fare nei primi cento giorni, altre potranno almeno essere avviate. Noi saremo qui per ricordarle a Festa, ogni giorno, proprio come avremmo fatto con Cipriano.

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