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Festival del Paesaggio. Carluccio: proiettare l’Irpinia nel futuro

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Dal 6 all’8 Settembre si è svolto a Sant’Andrea di Conza, in Alta Irpinia, il quarto Festival di Paesaggio ideato dall’architetto Mario Pagliaro. Dopo 3 anni a Durazzano, in provincia di Caserta, il Festival si è spostato dunque in Irpinia d’Oriente, anche grazie al suggerimento dell’architetto Michele Carluccio, della vicina Conza della Campania.

Architetto Carluccio, domenica 8 Settembre è giunto al termine il Festival di Paesaggio a Sant’Andrea di Conza. Come si è arrivati alla decisione di realizzare questo evento proprio in Alta Irpinia e perchè parlare di paesaggio in un borgo come Sant’Andrea?

Si, il Festival è durato da venerdì 6 a domenica 8 Settembre, a Sant’Andrea di Conza. L’ideatore e principale organizzatore di questo Festival è l’amico e collega architetto Mario Pagliaro, che nei primi tre anni di vita della manifestazione aveva scelto come location Durazzano, in provincia di Benevento. Diversi mesi fa ci siamo sentiti e mi aveva detto che stava cercando un piccolo borgo per ospitare il Festival a inizio Settembre. Io sono di Conza della Campania, quindi il mio primo pensiero è stato rivolto al mio paese, ma subito dopo ho pensato che serviva un paese con un centro storico antico ed abitato. Il vecchio abitato di Conza è stato distrutto dal terremoto dell’80 ed il paese è stato delocalizzato e ricostruito a valle ex-novo. Sotto la vecchia Conza è stata trovata la città di Compsa, che all’epoca romana era il capoluogo di un vasto territorio che comprendeva più dell’attuale Alta Irpinia. Ora dove c’era il vecchio paese c’è il Parco storico ed archeologico di Compsa. Ho realizzato che quindi non c’erano le condizioni per quello Mario aveva intenzione di realizare, a Conza. Ma Sant’Andrea di Conza, il paese a quattro chilometri da Conza e dove in passato ho lavorato a diversi progetti importanti, sarebbe stato perfetto. Grazie al suo centro storico ben conservato, alle numerose associazioni attive e a una cittadinanza ed una amministrazione da sempre sensibili e attente alle questioni del paesaggio, del turismo e della conservazione e valorizzazione delle tradizioni.

Quanti sono stati i partecipanti e da dove provenivano?

I partecipanti sono stati circa 49, proveniente dalla nostra provincia, ma anche da Napoli, dalla Puglia e da altre regioni. Erano quasi tutti tecnici, studenti e amministratori. Ma c’erano anche curiosi e appassionati.

Come ha reagito la cittadinanza e qual è stato l’apporto della Pro loco e delle associazioni locali?

I sant’andreani all’inizio sono rimasti sorpresi, vedere tante persone sedute sulle scalinate o discutere in un angolo del centro storico è stato strano per loro. Non se lo sarebbero mai aspettati. Ma gli faceva piacere vedere il paese pieno di persone e di vita. Soprattutto gli anziani. La Pro Loco e tutte le altre associazioni che esistono a Sant’Andrea, per un paese di 1500 abitanti sono davvero tante, fin da subito hanno capito il valore e l’importanza che poteva avere un Festival del genere e ci hanno messo tutto l’impegno possibile, impiegando il loro tempo, le loro conoscenze e le risorse del comune e dei privati cittadini per far si che l’iniziativa fosse un successo e che i partecipanti e gli esperti venuti a parlare apprezzassero Sant’Andrea così da parlarne ad amici e conoscenti e tornarci quanto prima loro stessi.

Parlando con gli studenti della Summer School, in maggioranza giovani tecnici o amministratori, quali sono state le loro impressioni e cosa gli è rimasto del Festival e dell’Alta Irpinia, secondo lei?

Principalmente sono rimasti colpiti dalla bellezza del paese e dalla cordialità e dalla simpatía dei suoi abitanti. La maggior parte di loro non era mai stata a Sant’Andrea e quindi è stata una scoperta davvero piacevole. Del Festival hanno potuto apprezzare i ritmi serrati e le tante informazioni apprese, la qualità degli interventi. Del paese e dell’Alta Irpinia, invece, le tradizioni e la cultura, storica ed enogastronomica.

Quali potranno essere, architetto, le prospettive e l’evoluzione per un Festival del genere, in Alta Irpinia, nei prossimi anni? Qual è la volontà dell’amministrazione, degli organizzatori e dei volontari?

Probabilmente il Festival continuerà ad essere ospitato a Sant’Andrea di Conza anche nei prossimi anni. È stato davvero un grande successo, da tutti i punti di vista. Potrà continuare come Festival di Paesaggio o come Festival dell’architettura, questo ancora non lo sappiamo. Potremmo anche organizzarci per chiedere i fondi regionali per evento di questo tipo per aumentarne la durata e l’importanza. Il comune di Sant’Andrea di Conza, l’architetto Mario Pagliaro e tutte le associazioni locali ed i volontari, penso siano fortemente motivati a costruire un percorso, che continuerà negli anni. Penso che le condizioni e la volontà dei soggetti interessati lo consentano.

Lei, nel suo intervento iniziale di venerdì 6, ha parlato della ex Fornace di Sant’Andrea di Conza, un progetto a cui lei, da giovane laureato, ha partecipato insieme ad altri due colleghi, tra cui il professore Augusto Vitale. Qual è il valore ed il significato che ha oggi un edificio di questa importanza?

Rappresenta uno dei migliori esempi in Irpinia, e quindi anche in Italia, di archeologia industriale riqualificata. All’epoca dei lavori, non erano in molti a voler salvare la struttura. Si sarebbe preferito abbatterla. Grazie all’amministrazione guidata dal sindaco Vespucci con la collaborazione di Gabriele Giorgio e Pasquale Bellisario. Col senno di poi, penso che la scelta della riqualificazione sia stata la più saggia e lungimirante. Oggi nella ex Fornace di Sant’Andrea si svolgono concerti, convegni, degustazioni, eventi di socializzazione che coinvolgono una vasta area del nostro territorio. In più, all’interno si può visitare il grande forno per la cottura dei laterizi, un forno Hoffman che è un reperto più unico che raro.

Penso che la cittadinanza di Sant’Andrea sia orgogliosa di avere un edificio di rilevanza storica così importante nel suo territorio.

L’Alta Irpinia può, quindi, diventare un’area di discussione e di dibattito, dove si svolgono diversi Festival ed eventi di caratura nazionale ed internazionale, per studiare il nostro comune passato e riflettere, insieme, sul presente in cui viviamo e sul futuro che vorremmo?

Certamente, l’obiettivo è anche questo. Il Festival di Paesaggio è il primo tassello di un puzzle che speriamo diventi grandissimo il prima possibile. Abbiamo i luoghi, abbiamo le conoscenze e le competenze, abbiamo l’impegno e la voglia di fare. Adesso è il momento di mettere insieme tutto questo e di proiettarci, tutti insieme, su scala nazionale ed internazionale. Perchè quello è il posto dove riteniamo di dover essere.

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