Avellino Calcio – Ecco quando va presentata la fideiussione

Facciamo chiarezza sulla fideiussione dell'Avellino Calcio.


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Molti lettori ci hanno scritto per chiedere della sostituzione della fideiussione da parte della nuova proprietà dell’Avellino Calcio. La garanzia, da rilasciare nei confronti della Lega Pro, è un argomento spinoso da affrontare in città dopo le dinamiche della stagione 2018-19.


Ma facciamo chiarezza. La nuova proprietà, targata Luigi Izzo, non è tenuta a sostituire la fideiussione presentata ad inizio stagione da parte di Claudio Mauriello e del gruppo Sidigas. Il motivo è da ritrovare nell’articolo 1523 del codice civile, la cosiddetta “riserva di proprietà”. In sostanza, l’articolo ci dice che la proprietà del bene venduto non si trasferisca all’atto della stipula del contratto, o alla consegna del bene, ma solo con il pagamento dell’ultima rata del prezzo. In questo caso si parla di vendita con riserva di proprietà.


Attualmente la proprietà dell’Avellino Calcio è ancora nelle mani della Sidigas fino al termine dei pagamenti. La cordata targata Izzo-Circelli-Riccio, dovrà versare circa 140mila euro, in due rate con scadenza a gennaio e marzo 2020, ed un’ultima trance a maggio di di circa 75 mila euro. Solo una volta ultimati questi passaggi la proprietà del bene sarà trasferita ufficialmente nelle mani della Idc.

Quando va presentata la fideiussione

Alla luce di quanto detto, è comprensibile che la fideiussione, non verrà presentata prima dell’ultimo pagamento in programma per maggio 2020. L’ultima rata corrisponde proprio alla fine del campionato e quindi non sarà più la necessaria la stipulazione una nuova garanzia in sostituzione della precedente. La nuova proprietà dovrà contrarre la nuova fideiussione nel mese di giugno per iscriversi al campionato 2020-21 (salvezza permettendo).

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Con il pagamento rateizzato e con l’ultima rata a fine stagione, la Idc ha risparmiato circa 350 mila euro di fideiussione bancaria. Il costo totale dell’operazione al momento ammonta a circa 495 mila euro totali rispetto alla cifra inizialmente pattuita di 1,3 milioni di euro. Izzo e soci sono riuscite a contenere il costo dell’affare, facendo affidamento sui debiti fisiologici del club e di altri creditori comparsi alla finestra col cambio di società.

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