File nei centri vaccinali: è corsa alla terza dose

File nei centri vaccinali, non si vedevano da mesi: è l'effetto terza dose ma anche la preoccupazione per i casi che nelle ultime settimane sono in risalita. Se il numero dei richiami dovesse mantenersi costante, 120.000 somministrazioni al giorno, la quarta ondata in Italia potrebbe avere conseguenze molto meno serie rispetto al resto d'Europa. La situazione nelle diverse regioni.

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Ci sono di nuovo le file nei centri vaccinali. Incide la scelta di tanti di fare la terza dose e affrontare la stagione invernale con maggiore sicurezza. Ma anche un altro punto: l’aumento dei casi, in Italia come in Europa, ha convinto una parte di cittadini che per mesi sono stati scettici sul vaccino.

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Si sono riviste di nuovo le file davanti ai centri vaccinali. Scene che erano consuete fino a qualche mese fa. Molto meno negli ultimi tempi, quando molti hub sono stati addirittura chiusi.

File nei centri vaccinali: i numeri della quarta ondata

I dati sulla diffusione del covid in Italia suscitano una certa preoccupazione. Non siamo certo ai livello dello scorso anno, quando si registravano fino a 600/700 decessi al giorno. Ma ieri comunque i morti sono stati 68 e ci sono stati 80 ricoveri in ospedale (52 in terapia intensiva) nelle ultime 24 ore.

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File nei centri vaccinali: non è finita

Lo ribadiamo, la situazione è diversa rispetto allo scorso anno, quando ancora non era iniziata la campagna vaccinale. Ma nessuno può dire che la pandemia sia finita.

Ci sono anche bambini tra i contagiati, come l’11enne di Napoli ricoverato al Santobono: è in pericolo di vita.

La risposta a questa preoccupazione, alla voglia di sicurezza rispetto alla possibilità di contagio, si evidenzia, appunto nelle file nei centri vaccinali.

File nei centri vaccinali: protezione fondamentale

La speranza degli esperti è che questo trend vada avanti. La protezione garantita dalla terza dose viene ritenuta fondamentale. Anzi: non c’è tempo da perdere.

Sarà più semplice convincere chi ha già completato il ciclo vaccinale a farsi somministrare la terza dose piuttosto che portare nei centri chi ha già detto categoricamente no all’iniezione, nonostante gli appelli e il green pass.

File nei centri vaccinali: ma troppi no vax

Ma i no vax sono sette milioni. Tanti, soprattutto in vista dell’inverno e con una variante Delta che è estremamente contagiosa: ha un R con zero pari a 8, altissimo. Potrebbero essere contagiate tutte le persone senza protezione. Un grave rischio.

File nei centri vaccinali: medici e prof

Ci sono di nuovo le file nei centri vaccinali e si accelera in modo importante per mettere in sicurezza chi si è vaccinato più di sei mesi fa ed evidentemente ora ha una protezione molto ridotta.

Ci sono gli operatori sanitari, che sono stati tra i primi a vaccinarsi. Ma a oggi solo il 50% dei camici bianchi ha effettuato il richiamo.

E poi anche gli insegnanti, con la scuola che inevitabilmente rappresenta uno dei luoghi a rischio diffusione del virus.

Ma mentre per medici e infermieri si procede con le terze dosi a prescindere dall’età, per gli insegnanti c’è ancora lo stop: si stanno vaccinando solo gli over 60.

File nei centri vaccinali: una media importante

Le file nei centri vaccinali sono dimostrate anche dai numeri. Con la somministrazione della terza dose la media giornaliera dei cittadini che si recano negli hub per il richiamo è intorno a 120.000. È già un buon numero. Significa 700/800mila vaccinati a settimana. Un dato che potrebbe attenuare e di molto gli effetti della quarta ondata, che anche ieri ha sfondato il muro dei 6mila casi.

File nei centri vaccinali: ma non ovunque

La situazione in Italia come spesso accade è a macchia di leopardo. Con Regioni che stanno subendo in modo serio gli effetti della quarta ondata, spesso sono quelle dove è più alto l’indice dei no vax, altre dove il numero dei contagi e dei ricoveri è assolutamente sotto il livello di guardia.

Il Friuli Venezia Giulia è la Regione dove si registra il tasso di contagio nettamente più alto in Italia.

File nei centri vaccinali: il caso Trieste

Nella sola Trieste sono 200 le persone in ospedale. La città paga i giorni di protesta dei no vax, quando era diventata l’epicentro dei contestatori del green pass.

A Trieste la situazione è di nuovo critica negli ospedali. Al punto che i medici sono stati costretti a rinviare tutti gli interventi programmati, proprio come è accaduto nei giorni peggiori dell’infezione covid.

Numeri, quelli che arrivano proprio da Trieste, che hanno convinto il governo a vietare manifestazioni di questo tipo nei centri storici.

Numeri alti anche per Lombardia e Veneto, con 800 contagi, ma su un numero di abitanti otto volte maggiore del Friuli.

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