Fine stato di emergenza: Rem e bonus stagionali al capolinea

Scopri cosa significa la fine dello stato di emergenza. Addio al reddito di emergenza e ai bonus stagionali?

4' di lettura

Il Parlamento ha confermato la fiducia al disegno di legge che proroga lo stato di emergenza fino al 31 marzo 2022. Nessuna novità, invece, sui bonus stagionali e sulla proroga del reddito di emergenza (Rem). Che succederà dopo marzo? (Scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unicoLeggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Fine stato di emergenza: rem e bonus stagionali al capolinea?

Lo scorso 15 febbraio 2022 è stato confermata la fiducia sul decreto del 24 dicembre 2021 n. 221, documento relativo alla proroga dello stato di emergenza nazionale fino al 31 marzo 2022.

Questo particolare strumento giuridico consente al governo di approvare provvedimenti straordinari, come le restrizioni per contenere la diffusione del Covid-19, senza dover ottenere la fiducia del Parlamento. Come si può intuire, questa premessa velocizza i processi decisionali, ma è tollerata dalla Costituzione solo in casi eccezionali.

Il governo Draghi, come riportato da una statistica diffusa da “L’Indipendente”, ha proposto in media 4,2 decreti-legge ogni mese, contro i 3,18 del precedente governo Conte.

La speranza di tante famiglie era che, in quei Decreti, trovassero spazio aiuti come la proroga del reddito di emergenza (Rem). Purtroppo, come sappiamo, le cose sono andate diversamente. Cosa succederà adesso?

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Fine stato di emergenza: quale futuro dopo il Rem e i bonus stagionali

Aumentano, di giorno in giorno, le voci istituzionali che annunciano la fine dello stato di emergenza dopo il 31 marzo.

Uno degli ultimi annunci è arrivato, sul social network Twitter, dal senatore e segretario della Lega, Matteo Salvini. Il parlamentare ha scritto: “Vaccinati oltre il 90%. Riapriamo, ridiamo fiducia, lavoro, speranza. Domani stop obbligo mascherine all’aperto e 31 marzo scade lo #statodiemergenza: mia posizione è che non si debba rinnovare”.

Uno scenario simile rende molto complesso immaginare l’adozione di strumenti come bonus, agevolazioni e reddito di emergenza. Si discute, invece, di ulteriori interventi per ridurre l’impatto delle bollette della luce e del gas. Il caro energia, infatti, ha fatto registrare aumenti superiori anche al 30%.

Al momento, inoltre, sono spariti dall’agenda di governo (almeno sembra) anche riferimenti a nuovi bonus stagionali. Quei contributi economici che, durante il picco dell’emergenza legata al Covid-19, sono stati destinati a numerose categorie lavorative come gli stagionali e gli intermittenti.

In quello che è stato ribattezzato “Decreto Sostegni Ter” non hanno trovato spazio né la proroga del reddito di emergenza (Rem) né i bonus stagionali.

Queste premesse hanno finito per incentivare la delusione di tante famiglie e, in alcune occasioni, alimentare false speranze verso strumenti come il reddito di base europeo. Una misura di sostegno che sarebbe rivoluzionaria, ma che è lontana dal diventare lo standard per gli stati dell’Unione.

L’attenzione del governo, adesso, non sembra orientata al welfare e a politiche di sostegno come quelle attuate durante l’emergenza, ma a provvedimenti che stimolino la ripresa dei settori produttivi più colpiti dalla crisi.

Una scelta che, comunque, potrebbe rivelarsi un pericoloso autogol. Molte famiglie, infatti, complice anche il Covid-19, hanno visto ridurre e in alcuni casi azzerare la propria capacità di spesa. Con premesse simili e mesi incerti davanti, con l’inflazione che galoppa, un rilancio economico rischia di essere una impresa impossibile se non si immaginano politiche più espansive.

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