Veleni nei fiumi irpini: fra inchieste e nuove denunce

Ecco spiegata la schiuma nella Solofrana: imprenditore nei guai
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Inquinamento dei fiumi irpini di nuovo al centro delle polemiche dei cittadini. E, ora, è chiamata a intervenire la magistratura. Da un lato l’intervento della Procura di Nocera, invocato con un esposto dalla sindaco di Castel San Giorgio, Paola Lanzara. (La foto di copertina è tratta dal nostro archivio)

Al centro della denuncia l’inquinamento del torrente Solofrana. Le cui acque, da anni, cambiano colore a causa degli scarichi abusivi. La prima cittadina ha allertato anche la regione Campania, l’Arpac e il Genio Civile.

Veleni nell’Isclero e nell’Ofanto

Situazione analoga per il fiume Isclero. Il consigliere di minoranza, Giuseppe Mainolfi, ha annunciato una denuncia per gli scarichi abusivi nel corso d’acqua che lambisce anche diversi comuni del Benevento. C’è chi ha parlato di metalli pesanti nelle acque. Verifiche che andranno realizzate proprio dagli enti competenti.

I cittadini hanno denunciato miasmi e una puzza fetida che proviene dal corso d’acqua.

Ofanto e Sabato inquinati

In Alta Irpinia il sindaco di Calitri aveva portato la questione dell‘Ofanto sul tavolo della Prefettura. Per via di una presenza anomala di mercurio nelle acque. L’amministrazione era stata costretta a vietare l’utilizzo di alcuni pozzi per tutelare l’incolumità dei cittadini.

Senza dimenticare l’inquinamento che, purtroppo, da anni interessa il fiume Sabato e il Calore. Più volte i comitati ambientalisti hanno invocato maggiori controlli, contro gli scarichi abusivi, indagini che portino all’identificazione dei colpevoli. E pene salate. Spesso, infatti, anche le acque del Sabato hanno assunto colorazioni che vanno dal rosso al viola.

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