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Flat tax al 15 per cento: ora è meglio la partita Iva

Flat tax al 15 per cento: ora un lavoratore autonomo ha decisamente più vantaggi fiscali di un dipendente.

di The Wam

Dicembre 2022

Flat tax al 15 per cento: ora la partita Iva è decisamente più vantaggiosa rispetto allo stipendio di un dipendente. Con la nuova aliquota decisa dal governo i lavoratori autonomi hanno un risparmio evidente sulle tasse. (scopri le ultime notizie sul fisco e sulle tasse e poi leggi su Telegram tutte le news sui pagamenti dell’Inps. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp e nel gruppo Facebook. Seguici anche su su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Un esempio fornito dal Centro Studi della Cattolica spiega bene quello che accadrà a partire dal prossimo anno: un elettricista forfettario pagherà 6.500 euro di imposte in meno rispetto a un elettricista identico assunto da un’impresa. Ma non solo, l’autonomo avrà anche un reddito, al netto di tutte le imposte e i contributi, maggiore di quasi 10mila euro rispetto all’elettricista dipendente.

Questo esempio vale per tutte le categorie di lavoratori. Ovvero, il confronto tra dipendente e autonomo con la flat tax al 15 per cento è sempre a favore del secondo.

Scopri la pagina dedicata al fisco e alle tasse.

Anche se il lavoratore autonomo forfettario ha un maggiore rischio di impresa e non gode delle stesse coperture assicurative del dipendente, il vantaggio economico è sproporzionato.

Lo verifichiamo meglio in questo post, anche con altri esempi.

Su questo argomento avevamo già scritto che a perderci sono dipendenti e pensionati; c’è anche un articolo che spiega l’ipotesi di estendere la flat tax anche ai dipendenti.

Flat tax al 15 per cento: cos’è e perché è stata introdotta

Come sapete la flat tax al 15 per cento è una misura fiscale proposta dal governo (e in particolare dalla Lega) per semplificare il sistema tributario e rendere più equo il carico fiscale.

Con la flat tax, tutti i redditi inferiori a 80mila euro verranno tassati al 15 per cento. Mentre i redditi superiori a questa soglia resterebbero soggetti all’aliquota marginale, che è del 43 per cento.

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Flat tax al 15 per cento: perché è stata adottata

Il governo sostiene che la flat tax al 15 per cento permetterebbe di eliminare diverse agevolazioni fiscali e deduzioni attualmente in vigore (ed è quindi una semplificazione). Inoltre, consentirebbe di ridurre il carico fiscale per i contribuenti con redditi bassi o medi, aumentando il loro potere di acquisto.

La flat tax al 15 per cento è stata accolta con favore dai lavoratori dipendenti e autonomi: potrebbe portare a un aumento del loro stipendio netto. Tuttavia, ci sono anche delle preoccupazioni riguardo all’impatto della flat tax sulla fiscalità delle imprese. Alcuni temono infatti che la misura possa favorire le grandi aziende rispetto alle piccole e medie imprese, poiché le prime potrebbero avere maggiori possibilità di trasferire i profitti in modo da beneficiare dell’aliquota più bassa.

Flat tax al 15 per cento e debito pubblico

Diversi esperti fiscali sostengono che la flat tax al 15 per cento potrebbe far crescere il deficit pubblico. Il motivo? La riduzione delle aliquote fiscali comporterebbe una perdita di entrate per lo Stato. 

Altri sostengono invece che la flat tax consentirebbe di aumentare gli investimenti e la crescita economica, portando a un aumento delle entrate fiscali a lungo termine.

Vedremo.

Flat tax al 15 per cento e disuguaglianza fiscale

C’è un altro aspetto controverso rispetto alla flat tax al 15 per cento: potrebbe creare una maggiore disuguaglianza fiscale. C’è chi sostiene infatti che la misura favorirebbe i contribuenti con redditi più alti: beneficerebbero dell’aliquota più bassa per una parte maggiore dei loro redditi. 

Inoltre, la flat tax al 15 per cento non tiene conto delle diverse capacità contributive dei contribuenti, si applica infatti la stessa aliquota a tutti i redditi fino a 80mila euro.

Flat tax al 15 per cento: esempi e confronti

Per capirci meglio vediamo qualche esempio. In particolare verifichiamo quanto pagheranno di tasse le partite Iva nel 2023 rispetto all’anno precedente dopo l’introduzione di questa fiscalità più agevolata.

Flat tax al 15 per cento: quanto pagano i dipendenti

I dipendenti che percepiscono un reddito lordo da lavoro dipendente devono invece pagare le tasse sulla loro retribuzione in base alla scala delle aliquote progressive dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). 

L’IRPEF è l’imposta sul reddito che i contribuenti italiani devono pagare sui loro redditi da lavoro dipendente, autonomo, pensione e da capitale.

Le aliquote dell’IRPEF variano in base alla fascia di reddito del contribuente e sono queste:

Bisogna ricordare che i dipendenti versano anche i contributi previdenziali dovuti all’INPS sulla loro retribuzione. I contributi previdenziali sono una forma di tassazione sui redditi da lavoro che serve a finanziare i sistemi di previdenza sociale come la pensione di vecchiaia e di invalidità.

Ad esempio, un dipendente che percepisce un reddito lordo di 30.000 euro l’anno dovrà pagare le tasse sulla sua retribuzione in base all’aliquota del 27 per cento (4.050 euro) e i contributi previdenziali dovuti all’INPS, che variano in base al tipo di lavoro svolto. 

Inoltre, il dipendente dovrà versare anche l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) sugli acquisti che effettua, che è un’imposta indiretta e viene addebitata sulla maggior parte dei beni e servizi.

In media i dipendenti italiani pagano circa il 50 per cento del loro reddito lordo in tasse e contributi previdenziali. Ciò significa che, ad esempio, un dipendente che percepisce un reddito lordo di 30.000 euro l’anno dovrà pagare circa 15.000 in tasse e contributi previdenziali.

Nell’immagine scrivania ingombra di fogli: si studiano gli effetti della flat tax al 15 per cento

Flat tax al 15 per cento/ Dipendenti: detrazioni e cuneo fiscale

Il carico fiscale per i dipendenti può essere ridotto attraverso diverse agevolazioni fiscali, come ad esempio le detrazioni fiscali per i figli a carico o per gli oneri deducibili. Tuttavia, le agevolazioni fiscali sono soggette a regole e limiti specifici e possono variare in base alla situazione del contribuente.

I dipendenti possono anche beneficiare del taglio del cuneo fiscale, una misura che prevede una riduzione dei contributi previdenziali dovuti sui redditi da lavoro. 

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