Feste e aperitivi: così è iniziato il maxi focolaio a Roma

Cinquanta giovani contagiati, tra i 18 e i 25 anni, tutti legati alla stessa vacanza in Sardegna e poi un turbinio di altre notti a ballare tra il Circeo, la Capitale e Forte dei Marmi prima di scoprire di essere positivi. Una 20enne ha la polmonite, altri due ragazzi problemi respiratori. Migliaia di tamponi in Costa Smeralda. Un dj: «Il contagio sta dilagando, fra qualche giorno ve ne accorgerete».

Feste e aperitivi: così è iniziato il maxi focolaio a Roma
Viaggio al centro del focolaio romano innescato da ragazzi che sono stati in vacanza in Sardegna: cinquanta contagi ma potrebbero essere molti di più.


3' di lettura

Il super focolaio di Roma fotografa una delle paure di questi giorni. Basta un gruppo di ragazzi, spregiudicati, superficiali e sprovveduti per innescare la fiamma del contagio. Con proporzioni importanti e diffuso in più regioni. Sono già 50 i positivi, e diversi in ospedale con polmonite e problemi respiratori.

Ma il numero potrebbe allargarsi presto e molto, con difficoltà insormontabili per il tracciamento dei contatti. Qualcuno è anche tornato dall’estero, ma il contagio è stato generato tutto nella penisola, tra una discoteca e l’altra, una festa e un aperitivo.

Possibili altri focolai simili

L’interesse per questa storia deriva anche da altro: dalla consapevolezza che questi ragazzi romani non sono stati certo gli unici a essere stati così sconsiderati. Gli esperti si preparano a fronteggiare focolai dello stesso tipo in giro per l’Italia. Da qui a una settimana.

Inizia con la 20enne tornata dalla Sardegna

La traiettoria di questo contagio parte da una ragazza di 20 anni, romana. Dopo essere tornata da una vacanza di 9 giorni a Porto Rotondo, in Sardegna (dal 4 al 13 agosto), partecipa a Roma a feste e serate in discoteca. Ha voglia di divertirsi, ma non sa di essere positiva. E quindi continua a frequentare locali notturni, fa anche un salto al Circeo, per un’altra notte trascorsa a ballare

Siamo tutti positivi

Proprio lì riceve un messaggio da due amici che erano con lei in Costa Smeralda: siamo positivi. Si spaventa, mette un freno alla vita mondana, e si sottopone al tampone: è contagiata. Ora è ricoverata allo Spallanzani di Roma, con una polmonite bilaterale interstiziale. Insieme a lei altri due coetanei, hanno difficoltà respiratorie. Fanno parte dello stesso gruppo: hanno trascorso le vacanze insieme.

In giro per locali e città balneari

Sono stati i primi di una lunga serie di contagi. Hanno partecipato alle stesse feste: dal Billionaire, al Just Cavalli, fino al Country Club. Una striscia di infezioni che ha contagiato per ora 50 ragazzi, tutti tra i 18 e i 25 anni, tutti della stessa zona, Roma Nord, tra i Prati e i Parioli.

Il timore è che lungo il percorso il gruppo abbia infettato tanta altra gente. I 50 positivi, dopo la vacanza in Sardegna, si sono sparpagliati per la Penisola, tra feste e locali notturni: c’è chi è andato al Circeo, chi a Sabaudia, chi a Forte dei Marmi o ad Ansedonia. Capirete che il tracciamento dei contatti diventa un puzzle irrisolvibile.

La fuga da Porto Cervo

Ieri, una 20enne del gruppo che era risultata positiva al tampone e con l’obbligo di quarantena a Porto Cervo, ha pensato bene di mettere fine alla “prigionia” (in attesa del secondo tampone), ed è tornata a Roma. La sua bravata potrebbe costarle qualche guaio giudiziario: è indagata per epidemia colposa.

«Il contagio dilaga»

Ora l’attenzione è altissima a Roma, in Sardegna e anche nel Circeo. Sull’isola è stato programmato un tampone di massa su 4mila persone, tra turisti e addetti dei locali notturni.

Un dj che ha seguito lo stesso percorso dei ragazzi romani ha scritto: «Il contagio sta dilagando in tutta Italia, fra qualche giorno ve ne accorgerete». Chiaro che non ha elementi scientifici per dirlo, ma immagina in quel commento che l’atteggiamento dei giovani della Capitale non deve essere stato dissimile da quello di altri ragazzi in giro per l’Italia. Se così fosse, se avesse ragione, prepariamoci ad altri cluster con tanti contagi e la difficoltà di tracciare i contatti e quindi di arginarli prima che sfuggano al controllo.

Dove essere un’estate diversa. In tanti hanno deciso di viverla come niente fosse. Tanto – ed era un coro che circolava fino a qualche giorno fa -: «Il coviddi non c’è più».

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