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Fondi di solidarietà: quali sono e a chi spettano

Scopri in cosa consistono i fondi di solidarietà, quando spettano e come funzionano.

di Chiara Del Monaco

Gennaio 2023

I fondi di solidarietà sono strumenti di sostegno al reddito, destinati ai dipendenti quando viene ridotta o quando termina definitivamente l’attività lavorativa. In questo approfondimento vediamo quali sono i più comuni, a chi spettano e come funzionano (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

A partire dalla pandemia da Coronavirus, il nostro Paese è andato incontro a una grave crisi economica che ha danneggiato molte imprese italiane. Per sostenere le aziende in difficoltà, il Governo ha istituito degli ammortizzatori sociali, cioè delle forme di sostegno come la cassa integrazione INPS per i dipendenti.

Tuttavia, ci sono diverse aziende che non prevedono questo tipo di sostegno per i lavoratori e che hanno bisogno di un altro supporto. Proprio per aiutare queste realtà, sono stati istituiti i fondi di solidarietà per chi non è coperto da altre forme di integrazione del reddito. Nei prossimi paragrafi spieghiamo di cosa si tratta e come funzionano.

Indice

Fondi di solidarietà: cosa sono

Come anticipato all’inizio del nostro approfondimento, i fondi di solidarietà, noti anche come fondi di solidarietà bilaterali, sono ammortizzatori sociali previsti dalla legge italiana per supportare economicamente alcune categorie di dipendenti.

Questi fondi, infatti, sono stati introdotti per sostenere il reddito dei dipendenti che hanno subìto la cessazione o sospensione dell’attività lavorativa all’interno di aziende non coperte dalla cassa integrazione o da altre forme di integrazione salariale.

Inoltre, i fondi di solidarietà valgono anche per i dipendenti di aziende che appartengono a settori coperti dalla normativa, ma dove quest’ultima non risulta sufficiente a sostenere il reddito.

Nel prossimo paragrafo vediamo nel dettaglio quanti fondi di solidarietà ci sono e quali sono.

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Fondi di solidarietà: quali e quanti sono

Nel paragrafo precedente abbiamo visto cosa sono i fondi di solidarietà, spiegando che sono degli aiuti economici destinati ai dipendenti di aziende non coperte dall’integrazione salariale ordinaria, come la cassa integrazione.

Confermati anche dalla legge di bilancio 2023, i fondi sono disciplinati dall’articolo 26 del dlgs n.148/2015 e successivi. Quelli previsti attualmente sono i seguenti:

A questi fondi elencati, si aggiungono poi i fondi bilaterali alternativi, che riguardano i settori dell’artigianato e della somministrazione di lavoro. Già prima dell’istituzione dei fondi di solidarietà, in questi settori operavano altri sistemi di supporto bilaterali, che sono stati adeguati alla nuova normativa dei fondi bilaterali.

In particolare, i fondi bilaterali alternativi devono assicurare almeno una di queste due prestazioni:

Che cos’è il FIS e quando si applica?

Il FIS è il Fondo di Integrazione Salariale dell’INPS e si applica quando le aziende non possiedono contratti o accordi collettivi che prevedono un fondo di solidarietà specifico. In questi casi, le aziende che occupano più di 5 dipendenti, limite sceso a un solo dipendente con la legge di bilancio 2022, possono ricevere le prestazioni del Fondo di integrazione salariale istituito dall’INPS.

In foto, un dipendente che ha perso il lavoro e perciò ha diritti fondi di solidarietà.

Fondi di solidarietà: come funzionano

Le prestazioni previste dai fondi bilaterali per il supporto economico dei dipendenti sono erogate dall’INPS.

Inoltre, tali prestazioni sono finanziate grazie al versamento dei contributi ordinari, ripartiti tra l’azienda e il dipendente. La ripartizione dei contributi avviene in questo modo:

La prestazione economica principale erogata dall’INPS è l’assegno ordinario, cioè un’integrazione salariale di importo pari o superiore alla cassa integrazione guadagni.

Per quanto riguarda la durata dell’assegno ordinario, non può essere inferiore a 13 settimane in un biennio mobile, ma neanche superiore ai limiti previsti per la CIGO e la CIGS.

Inoltre, i fondi possono anche essere finalizzati a corsi formativi, a prestazioni integrative o emergenziali in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Possono essere erogati anche assegni straordinari a favore di determinate tipologie di lavoratori fino alla maturazione del diritto alla pensione.

Fondi di solidarietà: dettagli sul FIS

Come anticipato nei paragrafi precedenti, il FIS è il Fondo d’Integrazione Salariale gestito dall’INPS. Questo tipo di fondo viene si può utilizzare per i datori di lavoro che occupano almeno un dipendente appartenente a settori, tipologie e classi dimensionali che non rientrano nell’integrazione salariale ordinaria.

Agisce anche nei casi in cui un’azienda non ha costituito un proprio fondo bilaterale o bilaterale alternativo come quelli elencati alcuni paragrafi più su.

Le prestazioni garantite dal FIS sono l’assegno ordinario per coprire i periodi di di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro e l’assegno di solidarietà di durata pari a dodici mesi in un biennio mobile per evitare licenziamenti per giustificato motivo oggettivo.

In merito al primo tipo di prestazione (assegno ordinario per sospensione o riduzione del lavoro), il FIS riconosce l’assegno ordinario seguendo questi limiti di durata:

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