Con il drone per fotografare dall’alto il fascino dell’Irpinia

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Salvatore Cassese è un dronista, fotografo e videomaker dell’Alta Irpinia, precisamente di Sant’Andrea di Conza. Negli ultimi mesi ci sta facendo innamorare ancora di più della nostra bellissima Irpinia, e del Sud Italia.

Lo abbiamo intervistato, scoprendo come nascono i magnifici scatti che stanno ottenendo cosi grande successo sui social.

Sono alcuni mesi che quasi ogni giorno, sui social, ci fai innamorare ogni giorno di più della nostra Irpinia. Grazie al tuo drone riesci a catturare scorci e immagini che non avevamo mai visto. E quindi, com’è nata l’idea di fotografare l’Irpinia, e non solo, dall’alto e soprattutto perché?

L’Irpinia è una terra che amo e l’idea di fotografarla è nata un po’ per caso e un po’ dalla mia passione per la fotografia. E’ iniziato tutto qualche anno fa , quando la mia ragazza mi ha dato in regalo un drone che mi ha cambiato praticamente la vita. Ritengo che sia il miglior mezzo per catturare per intero la bellezza dei nostri luoghi ed esaltarne i particolari nonché uno strumento utile in vari campi.

Come scegli le tue location, il momento giusto e soprattutto il posto da cui controlli il tuo drone?

Come prima cosa scelgo luoghi ,come da regolamento,in cui posso tenere d’occhio tutta la situazione e non essere un pericolo per gli altri. Per quanto riguarda la scelta del luogo non mi è molto difficile in quanto la nostra terra ci offre molti bei paesaggi. Per il momento giusto, invece, è fondamentale cercare la luce migliore ed è tutta questione di fortuna!

Fortuna che quindi può anche non arrivare e nel frattempo si può aspettare anche molte ore, giusto Salvatore?

Giusto! In effetti non pubblico tutto ciò che scatto, molte volte la sessione fotografica non va a buon fine. Cerco di pubblicare sempre le immagini che io reputo siano migliori.

Con il drone per fotografare dall'alto il fascino dell'Irpinia

Ovviamente. Dalle tue foto, quello che si evince in maniera particolarmente chiara è la diversità geologica dell’Irpinia, con paesi costruiti su terreni sempre diversi e circondati anche da elementi differenti. Ma tu fotografi anche altri paesi ed altre località non irpine, mi viene in mente San Fele ad esempio. Ecco, ci sono delle similitudini che tu hai riscontrato nei tuoi viaggi tra tutti i piccoli borghi delle aree interne, della cosiddetta Terra dell’Osso?

Sicuramente tutto il mondo è paese. Ma ogni regione ha i suoi elementi caratteristici. Ovviamente i problemi delle zone interne sono gli stessi ovunque, non mi soffermo su questi. Ma cerco di mostrare solo il meglio che ha da offrirci il nostro territorio. Sia per lavoro che per passione.

Nei tuoi viaggi hai quindi modo di visitare molti paesi e di parlare con persone che vivono anche situazioni diverse dalla nostra. Dal punto di vista turistico, ma anche sociale ed economico. Cosa ti ha più colpito e quali pratiche possono essere importate con successo anche da noi per far conoscere sempre di più i nostri bellissimi luoghi e le nostre tante potenzialità?

L’atteggiamento migliore è quello di combattere i cosiddetti “scoraggiatori militanti”, così chiamati dal paesologo Franco Arminio. Bisognerebbe avere un atteggiamento positivo e di valorizzazione del bello che deve partire da ciascuno di noi. Solo in questo modo riusciremo a convincere anche gli altri che la nostra terra è bella e vale la pena visitarla.

Con il tuo lavoro sicuramente lo fai. E a volersi basare sul seguito e sulla diffusione delle tue foto, anche con un certo successo. Ma quali sono i progetti che stai portando avanti e quali, invece, quelli destinati ad un prossimo futuro?

Al momento la maggior parte del mio lavoro si svolge fuori dal nostro territorio, sia in ambito documentaristico che in ambito tecnico. Di progetti ce ne sono molti , per ora l’unica certezza è che continuerò questa strada di valorizzazione del territorio. Insieme a tutto il resto che questo lavoro offre, tutt’ora mi occupo di rilievi fotogrammetrici e ricostruzioni tridimensionali, nonché di produzioni video e ormai assodato fotografia.

Quindi tante cose diverse, ma tutte accomunate da una grande passione per i territori e per le loro bellezze. Le tue foto però, stampate in alta definizione, si prestano molto bene per un libro, ci hai pensato?

Certo, tutte le mie foto sono in alta definizione pronte per la stampa in qualsiasi formato e mi piacerebbe molto vederle in un libro. Ecco, questo è uno dei progetti che ho in cantiere.

Se invece vogliamo rivolgerci agli appassionati di fotografia che stanno pensando di seguire la tua strada, prima di tutto quali consigli gli senti di darti. E poi, quali documenti, patentini o autorizzazioni servono per fare foto da così in alto? È un processo lento e burocratico anche questo?

A chi vuole addentrarsi in questa strada consiglio sicuramente di attendere questa estate, in cui sarà emanata una nuova normativa che ci metterà in pari con il resto d’Europa. Come hai ben espresso dalla tua domanda fino ad ora è stato un processo molto lento e burocratico, non tanto per volare in alto, quanto per farlo in sicurezza, soprattutto in luoghi urbani, ed in presenza di assembramenti di persone. Gli attestati ora sono divisi in classi di peso, e per zone critiche o meno. Per essere abilitati al pilotaggio di questi “Aereomobili a pilotaggio remoto” bisognava sostenere anche visite mediche di tipo aeronautico, prove teoriche e pratiche. Bisogna registrare questo drone presso l’aviazione, che rilascia targa identificativa da applicare sul mezzo ed avere svariati documenti per registrare operazioni e manutenzioni. Ed ovviamente avere un’assicurazione specifica che copra danni in caso di malfunzionamenti o errori. Tralasciando la burocrazia per farlo nei pressi di aereoporti o zone a traffico aereo controllato, lì andiamo veramente in processi che impiegano mesi ad avere riscontri.

Capito, quindi una procedura lenta che però nei prossimi mesi dovrebbe semplificarsi. Anche da noi. Permettendo così a sempre più persone, soprattutto giovani, di avvicinarsi a questo mondo che, da quanto sentito da te finora, può offrire diverse opportunità e probabilmente anche di più in futuro. In campi anche diversi dal videomaking e dalla fotografia. Ce ne puoi fare qualche esempio?

Esattamente, così si spera. Tra i campi di applicazione più comuni le ispezioni, rilievi con camere termiche su strutture, ricerca di persone scomparse, fotogrammetria e sempre nuove applicazioni: Amazon vuole utilizzarli per consegnare i pacchi e la Disney per dipingere le loro strutture nei parchi divertimento. Trasporto sangue ed organi per accorciare sempre più i tempi. Ovviamente anche spot pubblicitari, cerimonie e ha assunto un ruolo fondamentale anche nel cinema.

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