Frode fiscale internazionale: scarcerato irpino, uno dei "capi"
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Frode fiscale internazionale: scarcerato irpino, uno dei “capi”

Mercato San Severino, emissione di false fatture e altri documenti per operazioni inesistenti, il Riesame ha scarcerato uno dei promotori: era irpino

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Emissione di false fatture e di altri documenti per operazioni inesistenti, i giudici del tribunale del Riesame di Salerno hanno scarcerato Giosuè De Piano, di San Michele di Serino, ritenuto uno dei promotori di un’associazione a delinquere sgominata dalla Procura di Nocera Inferiore.

Frode internazionale: la difesa

Il difensore di De Piano, l’avvocato Alberico Villani del foro di Avellino, ha puntato il suo ricorso sull’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche. La prova regina su cui poggiavano le accuse a quello che era ritenuto uno dei promotori di un’associazione finalizzata a una frode internazionale. La difesa ha spiegato come la fonte utilizzata dagli investigatori fosse non verbalizzata, quindi la prova non era utilizzabile e la misura cautelare è caduta. De Piano è potuto tornare a casa.

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Erano dieci le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip, 1,6 milioni di euro la cifra sequestrata, e dodici le società individuate, fra l’Italia e l’esterno, finite al centro dell’operazione antifrode Soap Opera.

Nocera, quelle “frodi carosello”

Nel mirino dell’indagine della guardia di finanza di Salerno  guidata dal generale Danilo Petrucelli e dal tenente colonnello Sebastiano Barbato, e coordinata dal pm Angelo Rubano in aiuto al procuratore capo Antonio Centore, è finito il settore della grande distribuzione di detersivi e di altri prodotti per la casa.

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Il metodo, di quelle che vengono chiamate “frodi carosello”, consiste nel far girare transazioni inesistenti e operazioni finanziare fra società cartiere, che esistono solo nominalmente, per rendere difficile l’individuazione delle tracce fiscali delle merci durante i vari passaggi.

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