Da Tex a Zora, fumetti con la faccia da attori: li riconoscete?

12' di lettura

Fumetti e cinema. O meglio: gli eroi dei cartoon con le sembianze di attori e attrici. Una storia lunga decenni, almeno 70 (giusto per limitarci a Tex Willer, il ranger con la faccia di un divo di Hollywood), e che intreccia l’epopea delle strisce con quella della pellicola. Ci sono attori che – loro malgrado – hanno dato il volto a più personaggi (Zagor e Diabolik), e attrici che si sono ritrovate in albi per adulti, quelli che spopolavano negli anni ’70: un pezzo importante nella storia del fumetto italiano (chi ha una certa età sa bene di cosa parlo, chi è troppo giovane farebbe bene a informarsi). Alcune “somiglianze” sono stranote. Altre meno. E c’è anche un grandissimo disegnatore che ha dato il suo volto a qualche personaggio (un indizio: il gruppo Tnt).

Lungo fucile con il volto di Robert Redford

Partiamo da Ken Parker. Certo non è il più noto degli albi Bonelli, ma è considerato un cult assoluto (confesso: il mio fumetto preferito). Esce in edicola nel giugno del 1977. Le storie sono di Giancarlo Berardi (autore in seguito anche di Julia), i disegni di Ivo Milazzo. E’ uno dei primi albi seriali a ridurre drasticamente didascalie e dialoghi, facendo “parlare” i disegni. “Lungo fucile”, il protagonista, ha la faccia di Robert Redford tra i 30 e i 40 anni. La serie sarà in edicola fino al 1984 e la storia si dipana tra il 1868 e il 1908. Sono stati poi pubblicati saltuariamente altri episodi. L’ultimo nel 2015. Per i pochi che non l’avessero mai letto, un consiglio: rimediate.

Un solo attore per Diabolik e Zagor

C’è un attore che ha prestato la sua fisionomia a due eroi assoluti del nostro immaginario a fumetti: Diabolik e Zagor. Lui è Robert Taylor, un attore importante di Hollywood, non un divo alla John Wayne o Gregory Peck. Ma le sorelle Angela e Luciana Giussani (autrici di Diabolik), avevano un debole per l’attore. Al punto da dare all’imprendibile ladro, amante di Eva Kant, le sue sembianze.

Cosa abbia spinto Giulio Nolitta (alias Sergio Bonelli) e Gallieno Ferri, rispettivamente autore e disegnatore dello “spirito con la scure”, a scegliere l’attore americano, beh, questo non ci è dato sapere. Una scelta vincente, comunque. Visto il successo: Zagor e l’inseparabile Cico sono in edicola dal 1961. E non si può certo dire che a Diabolik, un’icona nazionale, sia andata peggio…

Gary Cooper, macché è Tex Willer

A proposito delle edizioni Bonelli. Tex Willer, il prodotto più longevo e prestigioso della casa editrice, ha una faccia che all’epoca era ben conosciuta a tutti gli amanti del cinema. Quella di Gary Cooper, uno degli attori simbolo tra il ’40 e il ’60, e oggi – chissà perché -, un po’ caduto nell’oblìo.

Il Tex/Cooper è soprattutto quello disegnato da Aurelio Galeppini. Con gli anni lievi modifiche hanno reso quella somiglianza – che pure resta – meno evidente. (Se trovi questo articolo interessante, condividilo con i pulsanti social. E seguici sulla pagina Facebook di The Wam. A te costa un attimo, ma ci farebbe crescere molto)

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Rupert Everett, indagatore dell’incubo

L’altro pezzo da novanta della Bonelli è Dylan Dog (che ve lo dico a fare?). E l’indagatore dell’incubo, come certamente saprete, ha il volto di Rupert Everett, attore inglese che negli anni ’80 ha vissuto stagioni da sex symbol assoluto (ma diciamolo: è durato poco).

Nella stessa serie c’è anche un altro richiamo cinematografico. Solo che non c’è un personaggio con la faccia di un attore. Ma un attore che interpreta se stesso nel fumetto. Parliamo naturalmente di Groucho, che altri non è se non Groucho Marx (della premiata ditta “Fratelli Marx”, da non confondere con l’altro Marx…).

Il dinoccolato Peter O’Toole è Alan Ford

Alan Ford è stato uno dei fumetti italiani di maggiore successo. Creato da Max Bunker (Luciano Secchi) e disegnato da un maestro assoluto del fumetto mondiale, Magnus (Roberto Raviola). I due – tra l’altro – avevano già dato vita ad altri due cult dei cartoon nostrani, Kriminal e Satanik. Il volto – ma anche il fisico – di Alan Ford è ispirato a quello dell’attore inglese Peter O’Toole. (A proposito di fumetti, leggi anche l’intervista a chi ha inventato lo Spotify delle graphic novel)

E Bob Rock è Magnus in persona

Ma all’interno del gruppo Tnt ci sono altre due chicce. Magnus ha inserito se stesso: il vulcanico Bob Rock è un po’ la sua caricatura. Mentre Geremia è quella di Max Bunker. Per gli appassionati di quelle storie, beh, ve lo diciamo: il Numero uno assomiglia solo a se stesso…

Nick Raider con la faccia da Marlowe di Mitchum

Torniamo alla Bonelli. Nel 1985 la casa editrice di Tex e Zagor decide di puntare per la prima volta sul giallo. E affida a Claudio Nizzi (già sceneggiatore di molti albi dei quattro rangers), la creazione di un personaggio. Nasce Nick Raider. Uscirà fino al 2005, duecento numeri in tutto. Un buon risultato. La faccia dell’eroe sarà quella di Robert Mitchum, altro indimenticabile di Hollywood. Uno degli interpreti più apprezzati del detective Marlowe, nato dalla penna irresistibile di Raymond Chandler.

La criminologa che assomiglia a Audrey Hepburn, anzi è lei

Visto che siamo in casa Bonelli, ci restiamo. Per raccontare di Julia (le avventure di una criminologa), la serie è stata scritta da Giancarlo Berardi. Anno di nascita 1998. Dopo venti anni è ancora in edicola e con un buon numero di appassionati. La somiglianza della protagonista con Audrey Hepburn è molto più che evidente. L’attrice di Colazione da Tiffany è dentro l’albo. A sua insaputa. Chiaro.

Sukia la Vampira, albo erotico con “Ornella Muti”

A loro insaputa anche altre avvenenti attrici degli anni ’60 e ’70, sono finite all’interno di un albo a fumetti. E forse con effetti un po’ più imbarazzanti (ma forse era un’altra epoca…). E non solo attrici, anche attori: volti notissimi in quel periodo (ma anche ora).

Partiamo dal “plagio” più clamoroso. Il fumetto è Sukia. Nel 1978 iniziano le pubblicazioni per le Edifumetto. La serie – un noir a tinte molto erotiche – è stato ideato da Renzo Barbieri e Nicola del Principe.

Termineranno dopo 153 episodi nel 1986. La serie è stata pubblicata in Italia, Germania, Francia e in tutto il Sudamerica. Sukia è una vampira con il volto di Ornella Muti, all’epoca una delle donne più desiderate del cinema italiano.

Barbarella, sexy inevitabile con la Bardot

Uno dei primi fumetti con un contenuto erotico evidente (seppur molto soft), è stato Barbarella, del francese Jean-Claude Forest. Era il 1962. E il fumetto era fantascientifico. Il volto dell’eroina era apertamente ispirato alla bellissima Brigitte Bardot.

Nel 1967 è stato tratto un film, diretto da Roger Vadim. Nei panni di Barbarella non c’era però BB, ma Jane Fonda. Fu un grande successo.

Il western erotico della bellissima Vartàn

Sempre fumetti per adulti (ma in questo caso molto più “spinti”, come si diceva una volta), e sempre con un volto francese. L’albo è Vartàn, un western erotico. E’ stato pubblicato dal 1969 al 1977 dalla Furio Viano Editore. Disegnato da Sandro Angiolini, la protagonista (e lo dice già il nome dell’albo), somiglia – soprattutto all’inizio – a Sylvie Vartan, la nota cantante e attrice francese. Con gli anni il personaggio assumerà sembianze sempre più bardottiane.

L’algida Deneuve nei panni della famelica Zora

Negli albi erotici anche un’altra bellissima seppur più algida (rispetto alla Bardot): Catherine Deneuve. E’ suo il volto di Zora la Vampira, uno degli albi più noti dell’epoca. Pubblicato in Italia dalla Edifumetto dal 1972 al 1985. In Francia ha continuato, con anche maggiore successo, la pubblicazione (sarà forse per la somiglianza a una delle attrici simbolo del cinema francese?).

Fumetti: Jacula e Patty Bravo

Sempre vampiri: questa volta Jacula, con Patti Pravo

Zora nasce sull’onda di un altro fumetto dell’epoca: Jacula. Sempre in ambito erotico – horror. Pubblicato dal 1969 al 1982 dalla ErreGi e poi dalla Ediperiodici.

La protagonista è una vampira immune ai raggi del sole (grazie a una pozione). Le avventure si consumano alla fine del 1800. Il volto di Jacula è quello di Patty Pravo, in quel periodo all’apice assoluto della carriera.

Celentano è il Lando tripalluto dei fumetti

Ma nei “giornaletti” (come si diceva all’epoca), erotici, finiscono anche attori famosi. Uno è Adriano Celentano. O meglio Lando (il tripalluto), ha la faccia e le movenze del molleggiato. E’ naturalmente un tombeur de femme, e ne da’ un’ampia dimostrazione in ogni albo. Pubblicato dalla Erregi, divenne famosissimo. Non come Adriano, certo. Ma era uno dei più venduti dell’epoca.

Il Montatore, commedia sexy con Lando Buzzanca

Proprio come Il Montatore, erotico ambientato nella classe operaia. Siamo sul versante “commedia” (vale anche per Lando). Ma in chiave molto sexy. Il protagonista ha il volto di uno degli attori più noti di quel periodo, Lando Buzzanca.

Druuna e Kaprinsky

Chi “interpreta” la bellissima Druuna

Sempre erotismo, questa volta d’autore. Si tratta di Druuna, una serie creata da Paolo Eleuteri Serpieri, ambientata in un futuro apocalittico. E’ uscita per la prima volta in Francia, sulla prestigiosa rivista Pilote tra il 1985 e il 2003. La protagonista è Druuna, appunto. Bellissima, sensuale, disponibile. Il disegnatore si è apertamente ispirato a Valerie Kaprisky, bellissima attrice del periodo.

Fumetti: Weaver e Weaver

Sigourney da Alien all’astronave dei fumetti Bonelli

Chiudiamo ancora con i fumetti della Bonelli. Per altri due personaggi a fumetti con le sembianze di attori del cinema. Legs Weaver è una serie creata nel 1991 (da Nathan Never), ed è il primo albo della casa editrice con una protagonista femminile. Già dal nome è chiaro il riferimento cinematografico: la Sigourney Weaver di Alien… La serie è stata pubblicata per dieci anni.

Fumetti: Dampyr e Ralph Fiennes

Dampyr con la faccia di Strange Days

Si muove invece su coordinate decisamente horror, Dampyr, altro prodotto della Bonelli Editrice e creato da Mauro Boselli e Maurizio Colombo. E’ in edicola dal 2000. E il volto del protagonista, Harlan Draka, è quello di Ralph Fiennes, e più precisamente quello visto in Strange Days.

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