Asl, furbetti del cartellino: in tribunale ascoltato un medico

Asl, furbetti del cartellino: in tribunale ascoltato un medico


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Processo ai presunti furbetti del cartellino. Medici e impiegati dell’Asl di Avellino che avrebbero timbrato la loro presenza in ufficio mentre secondo l’accusa erano altrove.

Questa mattina davanti al giudice monocratico del tribunale avellinese, Pier Paolo Calabrese, è stato ascoltato come teste il dottor Piero De Masi. I fatti contestati, lo ricordiamo, risalgono al 2015. Le indagini coordinate dallo stesso magistrato che sostiene l’accusa, Fabio Massimo Del Mauro, sono state condotte dagli investigatori della squadra mobile di via Palatucci.

De Masi è un testimone citato dal magistrato del pubblico ministero, ma risulta anche nella lista dei testimoni presentata da due difensori. De Masi ha riferito in aula sulla organizzazione dell’ambulatorio e quindi sull’operato di Arturo Iannaccone, ex assessore del comune di Avellino, uno dei medici finiti sotto processo.

“Iannaccone – così ha risposto il teste – aveva la possibilità di fare le ore domiciliari esterne senza l’obbligo di timbrare il badge”.

In sostanza – e potrebbe essere rilevante per la difesa dell’imputato -, quando il medico usciva dall’ufficio per effettuare le visite domiciliari, poteva capitare che rientrasse oltre l’orario di servizio. In quel caso è scontato che al ritorno presso la struttura di via Degli Imbimo, il medico trovasse un altro specialista al suo posto. Inoltre Iannaccone – e questo argomento è stato evidenziato dall’avvocato Alberico Villani – avrebbe avuto diritto a permessi speciali per impegni elettorali, ma non ne ha mai usufruito.
Rispondendo alle domande della pubblica accusa, il dottor De Masi ha dichiarato di non ricordare se i medici impegnati fra la struttura di via Degli Imbimbo e il Centro Australia dovessero timbrare il badge in entrambe le sedi.

Gli imputati sono in tutto 33, fra medici dirigenti, infermieri, impiegati amministrativi e operatori tecnici e ausiliari. Sono accusati a vario titolo di falsa attestazione di servizio e truffa aggravata (difesi tra gli altri dagli avvocati Giovanna PernaGaetano AufieroRaffaele BizzarroNello PizzaAlberico VillaniMichele FratelloBenedetto Vittorio De Maio, Elisabetta AconeStefano Vozella ed Italo Benigni).

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