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Gadget aziendali: agevolazioni fiscali e deducibilità per spese di rappresentanza

Le spese per i gadget che fanno parte delle spese di rappresentanza possono essere dedotti. Ecco come funziona.

di The Wam

Maggio 2023

sponsorizzato

Non sempre i gadget aziendali possono essere considerati nella categoria delle spese di rappresentanza. Per sapere se i regali destinati a dipendenti e clienti possono essere dedotti o meno, dunque, è necessario effettuare una valutazione accurata relativa alla tipologia di omaggi aziendali. Come fare, dunque, a capire quali sono le spese di rappresentanza? Occorre in primo luogo che vi sia una finalità promozionale, correlata direttamente al marketing. Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello relativo alla gratuità: per ricevere il dono, il destinatario non deve pagare o comunque offrire alcun corrispettivo in cambio.

I gadget e le spese di rappresentanza

I gadget che fanno parte delle spese di rappresentanza sono – auspicabilmente – coerenti sia con la mission che con la vision aziendale, essendo in grado di dar vita a vantaggi di carattere economico, potenziali o effettivi. Si parla non solo di spese legate ai gadget, ma anche ai banchetti, alle feste o ad altri eventi di intrattenimento.

Regali per i dipendenti e i clienti

Sono quattro le categorie in cui è possibile distinguere i gadget personalizzati: i beni oggetto di attività di impresa per i dipendenti; i beni non oggetto di attività di impresa per i dipendenti; i beni oggetto di attività di impresa per i clienti; i beni non oggetto di attività di impresa per i clienti. In base al tipo di gadget a cui si fa riferimento, dunque, ci sono situazioni differenti. Ai fini della deducibilità, occorre che i gadget rientrino nelle spese di rappresentanza, che sono quelle che devono essere affrontate per la promozione di un’azienda e fare in modo che il suo nome possa essere diffuso sul territorio. I beni ritenuti oggetto di attività di impresa sono coerenti con i servizi e con i prodotti che il team aziendale mette a disposizione, al di là del fatto che siano evidenziati o meno nello statuto societario. Sono tanti gli esempi che si possono citare: i cappellini personalizzati e le t-shirt per un negozio di abbigliamento sportivo, oppure le power bank e le chiavette USB per i punti vendita di articoli elettronici, e via dicendo.

A che cosa servono i gadget aziendali

I gadget aziendali possono essere utilizzati a supporto delle campagne di marketing, o magari offerti in dono ai dipendenti e ai collaboratori in corrispondenza delle festività: i classici cesti di Pasqua e di Natale, per esempio. Chi gestisce un’attività commerciale deve prendere in considerazione una soluzione di questo tipo, anche per i vantaggi che ne derivano dal punto di vista dell’immagine aziendale. I gadget, infatti, vengono considerati da chi li riceve dei segnali di attenzione da parte del marchio. Si possono raggiungere diversi obiettivi: attirare nuovi clienti, per esempio, e fidelizzare gli altri acquirenti. Ma i gadget sono preziosi anche per offrire un riconoscimento ai componenti del tema, un premio per il lavoro che hanno svolto. Il costo dei gadget personalizzati di solito è minimo, e in ogni caso deve essere inteso come un investimento in una prospettiva presente e futura.

Le spese di rappresentanza e la deducibilità

È possibile dedurre le spese di rappresentanza sostenute per l’acquisto dei gadget aziendali nel periodo in cui esse sono state sostenute. Questo non vuol dire, tuttavia, che possano essere detratte al 100%, in quanto esistono dei requisiti che è necessario rispettare. I limiti di deducibilità sono gli standard che rappresentano il punto di riferimento. In particolare è possibile dedurre al 100% le spese di rappresentanza il cui valore unitario è uguale o inferiore a 50 euro. Nel caso degli omaggi multipli – i cesti natalizi, per esempio – il limite massimo riguarda il totale e non gli oggetti singoli.

Oltre i 50 euro

Qualora il valore unitario superi i 50 euro, i limiti a cui si deve far riferimento sono quelli indicati nel DM 19 novembre 2008 aggiornato al 2016. Tali soglie sono in funzione dei proventi e dei ricavi aziendali. In particolare: lo 0.4% dei guadagni se si superano i 50 milioni di euro; lo 0.6% dei guadagni fra i 10 e i 50 milioni di euro; l’1.5% dei guadagni sotto i 10 milioni di euro. Delle spese di rappresentanza fanno parte anche i gadget aziendali che sono beni non oggetto di attività d’impresa gratuiti.

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