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Gas razionato: è già scattata l’emergenza in Italia

Gas razionato: è già scattata l'emergenza in Italia, Mosca taglia ancora le esportazioni e i serbatoi sono pieni a metà.

di The Wam

Giugno 2022

Gas razionato: è già scattata l’emergenza in Italia, siamo passati dalla fase di pre-allarme a quella di allerta, la situazione è preoccupante. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

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Gas razionato, in Italia ma non solo. Se la Francia è già a zero (ma può difendersi con l’energia delle centrali nucleari), la Slovacchia ha quasi finito le scorte e la Germania riceve il 60% delle forniture in meno, il nostro Paese non se la passa molto meglio: Eni ha infatti comunicato al governo che sta ricevendo il 50% di metano rispetto alle forniture standard.

Insomma, la strategia di Putin è chiara: stringere il cappio energetico in modo lento e inesorabile sull’Europa per convincere i leader Ue a più miti consigli rispetto alle sanzioni e all’appoggio militare per l’Ucraina. (Gas russo, ecco cosa succede con le forniture bloccate)

Gas razionato: si realizza lo scenario peggiore

Il ministro della Transizione ecologica ha convocato un incontro per la prossima settimana. Sarà valutata la situazione e presi eventuali provvedimenti. Lentamente, con questo calo costante di forniture, stiamo arrivando verso lo scenario peggiore:

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Gas razionato: cosa accade in Italia

Il passaggio ufficiale nello stato di emergenza consentirà al governo di disporre dei provvedimenti immediati. E il primo possibile sarà un taglio volontario dei consumi da parte delle imprese.

Ma quello è solo un primo gradino. Il secondo – sempre più probabile – è la riattivazione delle centrali a carbone. Per ora non è stato ancora disposto, ma la crisi sembra ormai irreversibile (e le forniture dalla Russia sembrano ormai destinate a essere del tutto interrotte).

Scopri la pagina dedicata alla guerra in Ucraina e alle sue conseguenze economiche.

Con la rimessa in moto delle centrali a carbone (molto inquinanti) per la produzione di energia elettrica si possono risparmiare 5 miliardi di metri cubi di gas. Sono pochi, ma è meglio di niente. Così come sembra sempre più probabile la riattivazione dei pozzi nel mar Adriatico.

Gas razionato: forniture bloccate alle aziende

Oltre alle centrali a carbone saranno anche bloccate le forniture alle aziende che hanno siglato i cosiddetti contratti interrompibili per avere il metano a prezzi più bassi, ma che in cambio dello “sconto” hanno accettato di correre il rischio di eventuali interruzioni nell’erogazione di energia.

Queste sono le conseguenze preliminari. Se la situazione dovesse peggiorare il gas razionato diventerà concreto anche per le famiglie e per tutte le altre imprese che non sono impegnate in settori essenziali.

Gas razionato: quello russo alimenta l’Italia da ottobre a dicembre

Beh, direte, ma l’Italia non ha stretto accordi con un bel po’ di Paesi per creare delle alternative alle forniture di gas russo?

È vero, ma bisogna fare i conti con la realtà. E la realtà è questa: gran parte del gas russo importato in Italia si brucia negli ultimi tre mesi dell’anno, tra ottobre e dicembre (Non possiamo rinunciare al gas russo). In quel periodo non ci sono alternative. Non ora: forse la situazione potrebbe cambiare dal prossimo anno. Ma è un auspicio, non una certezza. Quello che al momento appare chiara è una possibile e gravissima crisi in nverno.

Gas razionato: stoccaggi semivuoti

Per scongiurare questa eventualità l’Unione Europea aveva fissato un obiettivo: riempire almeno all’80% gli stoccaggi.

Un piano che è stato evidentemente preso di mira da Putin. Il taglio delle forniture di questi giorni rende di fatto impossibile riempire i serbatoi.

L’Italia è ferma al 54%.

Del resto la riduzione delle importazioni di Mosca è indicate bene dalle cifre:

Una quantità insufficiente per soddisfare sia il fabbisogno energetico quotidiano e riuscire anche a coprire la necessità di riempire gli stoccaggi.

Gas razionato: prezzi alle stelle

Come accennato la riduzione delle erogazioni consente alla Russia di avere anche un altro significativo vantaggio.

Ieri il prezzo del metano è arrivato a 117 euro, un incremento del 43% in una settimana. Un prezzo troppo alto per conservare il gas: gli operatori lo acquistano e lo rivendono subito nel timore di perderci e tantissimo se dovesse calare il costo. (tagli alle forniture del gas: razionamenti in vista)

Questi costanti aumenti fanno anche lievitare l’inflazione che è ormai fuori controllo e alimentano il rischio di un recessione globale (con effetti che sono difficili da immaginare, ma che avranno sicuramente delle ricadute rilevanti sull’economia reale: inciderà e in modo consistente sulle tasche dei cittadini).

Gas razionato: in ginocchio da Putin

E non è tutto: se l’Europa non riuscirà a riempire gli stoccaggi sarà costretta questo inverno a elemosinare le forniture a Putin che potrà approfittare come meglio crede di questa situazione. E come minimo potrebbe decidere quello che vuole sul costo degli approvvigionamenti.

Dopo l’estate non ci aspettano mesi semplici.

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