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Gas razionato, tutti i tagli in arrivo

Gas razionato, tutti i tagli in arrivo: la settimana sarà presentato il piano ufficiale, riduzione dei consumi ovunque.

di The Wam

Agosto 2022

Gas razionato, tutti i tagli in arrivo: la riduzione drastica dei consumi non viene più esclusa da nessuno. È ormai nella realtà dei fatti: scatterà a breve il razionamento nell’erogazione del gas. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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È già accaduto in Germania, dove ora si discute sulle limitazioni all’acqua calda per le famiglie. Lo ha annunciato il presidente francese, Macron, «è finito il periodo dell’abbondanza».

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Ma in Italia è scontro tra Confindustria e Governo: il presidente del Consiglio vorrebbe tutelare il più possibile le famiglie e cominciare il razionamento dalle imprese, gli industriali la pensano al contrario: imponiamo prima sacrifici alle famiglie.

A proposito di risparmio, leggi quanto risparmiano le famiglie con le bollette bloccate, come risparmiare in cucina facendo attenzione alle utenze, quali sconti sono previsti su luce e gas nel Decreto Aiuti bis, come funziona il nuovo bonus bollette potenziato e come cambiare il gestore delle utenze per risparmiare. Si pensa anche a un razionamento di luce e gas da agosto a marzo 2022.

Ma la realtà è questa. C’è poco da fare. Anche perché, mentre si discute, il costo del gas ha superato i 300 euro a megawattora. Siamo già oltre l’insostenibile e gli aiuti di Stato a famiglie e imprese non saranno in grado, a partire da ottobre, di incidere in modo significativo sul contenimento del costo delle bollette.

Il governo presenterà ufficialmente il piano di razionamento la prossima settimana. Le misure sono in gran parte conosciute.

Gas razionato: due fattori

Il taglio dei consumi potrà essere consistente o meno pesante, questo dipende da due fattori:

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Gas razionato: da settembre o ottobre

Al momento quelle che riportiamo nei paragrafi successivi sono le linee guida note del piano che l’esecutivo si appresta a far diventare ufficiale e che dovrebbe entrare in vigore a settembre e comunque non più tardi di ottobre (come detto, in Paesi che sono in situazioni simili all’Italia, la strategia per ridurre i consumi è già operativa). Anche se – come vedremo – sull’attuazione concreta di questo razionamento pesa un dubbio notevole.

Gas razionato per le famiglie

Ok, partiamo dalla riduzione del consumo di gas per uso domestico. Negli anni scorsi le famiglie hanno bruciato 21,7 miliardi di metri cubi ogni 12 mesi. Abbassare quella soglia è inevitabile. Il governo punta a tre interventi:

Secondo l’Enea queste limitazioni consentirebbero di risparmiare 2,7 miliardi di metri cubi in un anno.

Gas razionato: controlli impossibili

Tutto bene dunque? È un sacrificio, ma non sembra così rilevante. Il problema è un altro: chi effettuerà le verifiche. La gran parte delle famiglie ha riscaldamenti autonomi, in teoria i cittadini potrebbero avere temperature a 20 gradi e oltre e prolungare l’accensione giornaliera ben oltre i limiti previsti dalla legge.

Ebbene diciamolo, i controlli sono impossibili.

È infatti molto probabile che quel limite non sarà imposto dal governo, ma dal costo proibitivo delle bollette. Consumare lo stesso gas dello scorso anno significa pagare quattro, cinque volte di più. Non molti possono permetterselo.

Questo è uno dei motivi che spinge l’Europa a evitare di dare aiuti a tutti, ma di modularli solo in base al reddito. Uno dei modi più pratici ed efficaci per ottenere dai cittadini un effettivo risparmio dei consumi.

Gas razionato: illuminazione pubblica

I risparmi includono anche l’illuminazione pubblica (ridotta del 40%) e l’obbligo di spegnere le vetrine dei negozi durante la notte. Queste due misure sono ovviamente semplici da adottare e il controllo è agevole. Peccato però che portino a un risparmio energetico quasi simbolico: meno di un miliardo di metri cubi in un anno.

Gas razionato: imprese

Questo ci riporta alle imprese. È lì che si può ottenere il risparmio maggiore, ma a costi notevoli per l’economia. Il tema più volte sollevato riguarda a esempio l’interruzione programmata delle forniture di metano alle aziende energivore, che consumano grandi quantitativi di energia. Dovrebbero ridurre i consumi del 20%.

Gas razionato: lo scontro

Come accennato Confindustria ha detto no: è contraria a un razionamento che parta dal sistema produttivo. Ma in questo caso funziona proprio come per i consumi domestici: sono già diverse le imprese che hanno deciso di fermare la produzione attivando la cassa integrazione. Non reggono i costi di gas ed elettricità. Il nuovo consistente aumento di ottobre potrebbe spingere tante altre imprese a chiudere i battenti, in attesa di tempi migliori.

Gas razionato: energia elettrica

Il guaio in Italia è che buona parte parte del gas serve per produrre energia elettrica: il consumo annuo è di 24,7 miliardi di metri cubi. Cioè quasi l’equivalente di tutti i consumi domestici.

L’unica soluzione possibile, al momento è la riattivazione a pieni giri delle vecchie centrali a carbone (molto inquinanti), almeno durante l’inverno: si risparmierebbero 5 miliardi di metri cubi.

Le rinnovabili non stanno avendo un impatto significativo. E il resto della produzione, che è alimentato dalle centrali idroelettriche – di cui il Paese è ricco – è stato molto ridotto dalla siccità degli ultimi mesi.

Gas razionato: stoccaggi

La speranza è negli stoccaggi: il livello delle scorte ha finalmente superato l’80%. Sono comunque riempiti a prezzo altissimo (l’aumento è stato provocato dalla drastica riduzione delle forniture russe).

Il gas conservato nei depositi può aiutare ad affrontare i picchi previsti durante l’inverno, ma non sarebbe comunque sufficiente per arginare una emergenza provocata da uno stop alle forniture imposto dal Mosca.

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