Gas russo, vediamo quali saranno gli impatti in Italia e in Europa se le forniture venissero bloccate: gli scenari disegnano una opzione chiara, recessione. - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
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Partiamo da un presupposto: sarà possibile evitare le sanzioni sul gas? Al momento rispondere è impossibile. Dipende ovviamente dalla durata della guerra, ma anche dagli atti violenti sui civili che sarebbero stati commessi dall’esercito di Mosca e sui quali sono in corso le indagini della Corte internazionale di giustizia dell’Aia.
In pratica: se venissero confermati i crimini di guerra sarà inevitabile arrivare a una nuova stretta sulle sanzioni, che potrebbe includere appunto, lo stop alle importazioni di gas e petrolio dal Cremlino.
Niente gas russo, serve l’energia solare: cosa fare
Gas russo: in caso di condanna
Una eventuale condanna comporterebbe anche l’interruzione per giusta causa del pagamento ai fornitori delle società russe, che vengono effettuati con la GazpromBank.
Se si escludono le società e le banche russe dal sistema di pagamento Swif, si bloccherebbero di fatto anche i pagamenti e di conseguenza le forniture. Un effetto a cascata che avrebbe delle immediate ripercussioni sull’economia europea (in particolare quella tedesca e italiana) e chiaramente sui cittadini.
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Gas russo: il valore dei contratti
Ma se l’Ue decidesse di bloccare le forniture e quindi i pagamenti dovrebbe prima trovare la ragioni che impongono il mancato rispetto del contratto e quindi la sospensione o la risoluzione in anticipo degli accordi.
Parliamo di contratti da miliardi di euro, non è una strada semplice. Ma del resto, è difficile muoversi in modo diverso rispetto agli accordi internazionali. Anche per questo una eventuale sentenza della Corte di Giustizia potrebbe avere un peso determinante.
Non possiamo rinunciare al gas russo
Gas russo: cosa accadrebbe?
Questo è il quadro, ma cosa accadrebbe in concreto in Europa, e quindi in Italia, se si arrivasse a una sospensione delle erogazioni di energia dalla Russia?
La cosa più probabile è un immediato rischio sistemico, innescato dalle incertezze sull’offerta di gas per tutte le società continentali che hanno bisogno di molta energia per continuare a produrre.
Ma non solo: i prezzi delle materie prime energetiche salirebbero così tanto da mettere a rischio fallimento l’intera struttura economica e industriale.
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Gas russo: in Italia costo insostenibile
Insomma, al momento l’Italia non può permettersi di rinunciare al gas russo: il costo per le famiglie e le grandi imprese che in gran parte reggono la nostra economia sarebbe del tutto insostenibile.
Come vedete conseguenze gravissime e per l’intera Europa. Una situazione così grave da far sembrare al momento irrealizzabile a breve termine lo stop delle importazioni di gas e petrolio russo.
Anche per questo tra le ipotesi possibili viene ripetuta quella di un prezzo amministrato per il gas russo.
Gas russo: il tetto al prezzo del gas
Il price cap, cioè fissare un tetto massimo al prezzo del gas da parte dell’Europa, che potrebbe imporlo perché è il più grande acquirente del mondo, ed è quindi in grado di avere una forza negoziale che un singolo Paese non potrebbe mai acquisire.

Gas russo: riscaldamento razionato
In caso di sospensione comunque dell’erogazione di gas russo, l’Italia potrebbe fare affidamento sulle scorte. Bisognerà riempirle al massimo, ottimizzando l’importazione di gas liquefatto, utilizzando delle piattaforme galleggianti per la rigassificazione, saturare al massimo i gasdotti che già esistono (come il tap e il Transmed) e ovviamente ridurre anche i consumi.
Il che significa, purtroppo partire proprio dai riscaldamenti a uso domestico per consentire agli ospedali, le stazioni ferroviarie e le grandi imprese di continuare a funzionare per limitare al minimo l’impatto socioeconomico.
Al momento l’Ue non sembra intenzionata a imporre a breve lo stop alle importazioni di energia proveniente dalla Russia, proprio per le ragioni che abbiamo elencato. Ma bisognerà vedere, appunto, come prosegue la guerra in Ucraina. Se dovesse continuare e inasprirsi ulteriormente nulla è precluso. Neppure la possibilità di trascorrere il prossimo inverno in abitazioni molto meno calde del solito.
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