Gas russo, a maggio rischio stop: cosa succede

Gas russo, a maggio si rischia lo stop delle forniture, proprio come è accaduto in Polonia e Bulgaria, cosa accadrà nel nostro Paese: razionamento. Non siamo ancora pronti a sostituire il metano del Cremlino, saranno inevitabili dei sacrifici per famiglie e imprese. Non si escludono dei blackout programmati di energia elettrica e sospensione nell'erogazione del gas. Ecco il quadro.

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Gas russo, a maggio si rischia lo stop delle forniture dopo che sono state sospese in Bulgaria e Polonia che si sono rifiutate di pagare in rubli, cosa può succedere in Italia? (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Il Cremlino ha già fatto sapere che l’erogazione di energia verrà bloccata a tutti i Paesi ostili se non accettano di pagare i rifornimenti con la moneta russa. Tra i Paesi ostili c’è anche l’Italia.

Gas russo: stop da fine maggio?

La prossima scadenza per il pagamento del gas che viene fornito alla Penisola da Gazprom, la compagnia statale russa, è fissato alla fine di maggio. Un mese, dunque.

In questo momento si sta discutendo all’interno dell’Ue per capire se con un doppio conto (definito K), aperto presso Gazprombank, si possa aggirare l’ostacolo: ossia si paga in euro poi la banca russa cambia il denaro in rubli. Ci sono seri dubbi però: questo metodo potrebbe essere una violazione delle sanzioni imposte a Mosca. La discussione è aperta e la conclusione è tutta da scrivere.

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Gas russo: razionamenti

Al momento cresce la possibilità di ritrovarci dalla fine di maggio senza il gas russo. Uno scenario che lo stesso governo ha definito molto concreto. Si prospettano interruzioni nell’erogazione dell’energia e razionamenti dei consumi.

Gas russo: cosa succede con le forniture bloccate

Gas russo: stoccaggi

In Italia l’allarme è scattato il giorno dopo l’inizio della guerra. Ad aprile l’obiettivo principale del governo è stato quello di saturare gli stoccaggi in previsione del prossimo inverno, quando un razionamento potrebbe incidere in modo più evidente sulle famiglie costrette a ridurre e di molto l’utilizzo delle caldaie per riscaldare le abitazioni.

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Gas russo: alternative

Come sapete, in caso di stop alle erogazioni di gas, le nazioni europee più esposte sono la Germania e l’Italia, ovvero quelle che importano la maggiore quantità di energia da Mosca.

  • La Germania importa 43 miliardi di metri cubi (il 51% dell’importo);
  • L’Italia importa 29 miliardi di metri cubi (il 40% delle importazioni complessive di metano).

L”Italia è corsa ai riparti stringendo accordi con produttori alternativi:

  • Algeria: 21,1 miliardi di metri cubi;
  • Quatar: 6,9 miliardi di metri cubi;
  • Libia: 3,2 miliardi di metri cubi.

L’altro obiettivo è aumentare la produzione nazionale, che ora è ferma a 3,1 miliardi di metri cubi. Ma ci vorrà tempo per realizzarla.

Gas russo: cosa accade alle famiglie

Sì, tutto questo va bene, lo sappiamo. Anche perché gli sforzi del governo di trovare alternative al gas russo sono ampiamente pubblicizzati. La questione ora è cosa accadrà ai comuni cittadini, alle famiglie, se a maggio – come sembra probabile – la Russia imporrà uno stop all’erogazione del gas?

A riguardo c’è uno studio, condotto dalla Fondazione Eni-Enrico Mattei. Sono state effettuate diverse simulazioni. Il risultato è stato sempre lo stesso: razionamento.

Che si traduce in distacchi programmati. Ovvero: black out della corrente elettrica e tagli all’erogazione di gas industriale e per le civile abitazioni, quello usato per cucinare e il riscaldamento.

Gas russo: mancano 10 miliardi di metri cubi

Ma come, direte, e tutta la ricerca di fonti alternative? Non basta. Mancano all’Italia 10 miliardi di metri cubi di gas rispetto all’uso tradizionale.

Con la riduzione dei consumi energetici negli uffici pubblici, che sono stati disposti nel decreto Energia, si risparmiano 3 miliardi di metri cubi. Ne mancano comunque altri sette.

Gas russo: sblocca trivelle

L’Italia ha stretto accordi anche con Congo e Angola: arriveranno 9 miliardi di metri cubi, ma solo dal 2023, così come dall’Algeria arriveranno altri 9 miliardi, ma sempre dal prossimo anno.

Si sta varando anche il piano sblocca trivelle, per facilitare le estrazioni. Sarà ampliata l’estrazione in Sicilia e ripartirà la produzione nei giacimenti dell’Adriatico, tra Marche ed Emilia Romagna.

Non possiamo ancora rinunciare al gas russo

Ma non solo. Saranno temporaneamente riattivate anche le 4 centrali a carbone (Fusina, Torrevaldigia, Brindisi e Montefalcone), con un risparmio di altri 3,5 miliardi di metri cubi l’anno.

Gas russo: mesi difficili

Potrebbero essere mesi difficili, inutile negarlo. L’importante è avere delle soluzioni alternative. Il problema è che l’Italia sarebbe stata pronta a sostituire il gas russo in un anno e mezzo. Farlo già a maggio rischia di essere assai complicato, se non impossibile.

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