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Gas russo, stop dal 31 marzo? Che può succedere

Gas russo, stop dal 31 marzo? Che può succedere in Italia se l'Ue non accetta di pagare l'energia in rubli come ha chiesto Putin.

di The Wam

Marzo 2022

Gas russo, stop dal 31 marzo? È una ipotesi in questo momento molto probabile: la Russia pretende pagamenti solo in rubli per fornire gas ai Paesi europei, lUe con la Gran Bretagna hanno già detto no. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Significa che le forniture di gas russo – oltre il 40% del fabbisogno continentale sono appese a un filo. E mancano pochi giorni a quella scadenza. Al momento non sembra ci siano margini di trattativa.

Gas russo, stop dal 31 marzo? Mai gratis

La posizione russa è stata ribadita anche ieri al portavoce del Cremlino, Dimitry Peskov. Che ha aggiunto: «Di certo non forniremo il gas gratuitamente».

Muro contro muro, dunque.

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Gas russo, stop dal 31 marzo? L’annuncio il 23 marzo

Putin ha deciso di accettare solo pagamenti in rublo per le forniture di gas russo il 23 marzo. Una risposta alle sanzioni occidentali che continua a ritenere illegittime. Sanzioni che oltre a colpire settori chiave dell’economia del Cremlino (e gli interessi degli oligarchi) ha di fatto causato una notevole inflazione del rublo e l’incremento a un impressionante 20% dei tassi di interesse.

La scelta di far pagare le forniture di gas in rublo serve proprio a rinforzare la moneta russa. Passo fondamentale, anche perché tra le sanzioni applicate c’è il congelamento delle riserve valutarie estere della Banca centrale russa.

Gas russo, stop dal 31 marzo? Cosa dice il contratto

Putin può decidere di cambiare la moneta di pagamento dell’energia? Siamo a una prima volta. Come per la prima volta anche l’Arabia Saudita ha chiesto nei giorni scorsi di essere pagata in yuan cinesi e non in dollari per l’acquisto del suo petrolio. Ma in genere l’energia viene pagata con mometa americana e solo raramente in euro.

Comunque sia quella di Mosca è una palese forzatura. Suoi contratti firmati tra i governi europei e Gazprom, si fa riferimento sia alla quantità di gas da acquistare, sia al prezzo e sia alla valuta da utilizzare, che è appunto il dollaro.

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Gas russo, stop dal 31 marzo? Una forzatura

Contratti alla mano Mosca non potrebbe cambiare da sola la moneta di scambio, servirebbe almeno un accordo con il compratore e adottare eventualmente il rublo solo dopo aver ricevuto il via libera. Cosa che non è accaduta e non accadrà.

Sarebbe molto diverso se la richiesta del Cremlino, infatti, applicasse questa scelta (il pagamento dell’energia in rubli) ai contratti che verranno. Più complicato farlo per quelli che sono già stati stipulati e a lungo termine.

Gas russo, stop dal 31 marzo? Cosa succede

La domanda è: cosa succede ora? Se cioè la Russia arrivi a decidere di interrompere l’erogazione di gas dopo che l’Ue ha fatto sapere che non pagherà le forniture con i rubli.

Al momento, come sapete, le pesanti sanzioni imposte dall’occidente non hanno intaccato le forniture di gas e petrolio (800 milioni di euro al giorno). L’interesse è di entrambi:

Gli esiti possibili di un braccio di ferro possono essere al momento 4:

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Gas russo, stop dal 31 marzo? E in Italia…

Nelle prime due ipotesi, sospensione quasi immediata dell’import di gas proveniente dalla Russia, l’Italia si troverebbe in grave difficoltà. Sarebbe impossibile coprire quel 36% del fabbisogno energetico nazionale al momento assicurato proprio dalle importazioni energetiche fornite da Mosca.

In queste settimane l’Italia è corsa ai ripari, trovando anche altri Paesi esportatori di energia, ma resta da coprire un buco di 10, 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Gas russo, stop dal 31 marzo? Razionamento

L’effetto potrebbe essere, per il prossimo inverno, un razionamento del gas, sia per le industrie, sia per il riscaldamento domestico (con una riduzione di temperature e orari di accensione).

Con il gas americano si risolve qualche problema. Ma bisognerà aspettare fino al 2030 per una sostituzione completa delle esportazioni.

Beh, direte, allora perché non pagare in rubli ed evitare problemi. In fondo per noi cosa cambia?

Non è così facile reperire sul mercato internazionale i rubli, i Paesi europei dovrebbero rivolgersi alla Banca centrale russa che a sua volta potrebbe gestire il tasso di cambio a piacimento e far rialzare le quotazione della moneta. Il risultato sarebbe quello di indebolire l’effetto delle sanzioni e contenere l’inflazione interna.

Anche per questo l’ipotesi non viene ritenuta percorribile dall’occidente.

Tra pochi giorni lo scenario potrebbe essere più chiaro (nel caso peggiore preparatevi all’acquisto di pannelli solari).

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