Assegno di mantenimento, cosa fare se un genitore non paga

Cosa fare se un genitore non paga l'assegno di mantenimento: quali sono gli strumenti a disposizione del coniuge per far rispettare i versamenti? Cos'è l'assegno di mantenimento, quando spetta, e cosa cambia tra la separazione e il divorzio.

4' di lettura

In caso di divorzio o separazione uno degli argomenti più discussi è l’assegno di mantenimento.

Come sapete l’assegno di mantenimento deve essere versato ogni mese dal genitore che non ha avuto l’affidamento dei figli. Serve a coprire le spese ordinarie.

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L’ammontare dell’assegno è deciso dal giudice e viene versato direttamente all’ex coniuge. Non termina con la maggiore età del o dei figli, ma valutato ogni singolo caso può continuare anche oltre.

Il mantenimento termina in genere quando il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica.

Assegno di mantenimento per i figli

L’assegno di mantenimento può essere stabilito:

  • per i figli nati nel matrimonio (in sede di separazione o divorzio);
  • per i figli nati fuori dal matrimonio (in sede di regolamentazione dei rapporti personali e patrimoniali con i figli).

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Assegno di mantenimento: le finalità

Ma quali sono le finalità dell’assegno di mantenimento?

Questo strumento assicura una tutela al minore mentre per il coniuge che ha diritto a riceverlo una immediata disponibilità delle somme che sono indispensabili per il sostentamento.

Proprio in virtù di questi motivi, all’assegno non è possibile rinunciare e non è pignorabile.

Assegno di mantenimento: quanto spetta

Quanto è il costo per il mantenimento dei figli in caso di separazione o divorzio?

La questione principale riguarda il reddito dei rispettivi genitori, ci sono comunque delle tabelle di riferimento.

Ecco i dati più significativi:

  • con un solo figlio il 25% del reddito del genitore obbligato a versare l’assegno di mantenimento;
  • con due figli il 40% del reddito del genitore obbligato a versare l’assegno di mantenimento;
  • con tre figli il 50% del reddito del genitore obbligato a versare l’assegno di mantenimento.

Si tratta comunque solo di riferimenti. Conta oltre al reddito anche la situazione personale e patrimoniale dei singoli ex coniugi.

In questo breve sunto abbiamo descritto cos’è l’assegno di mantenimento, quando e a chi spetta e per quanto tempo. Ma l’argomento di questo articolo è un altro: cosa fare se un genitore non paga l’assegno di mantenimento?

Beh, in questo caso bisogna specificare.

Cosa accade se i coniugi sono separati o divorziati.

Assegno di mantenimento: in caso di separazione

Partiamo da una separazione. Su richiesta del coniuge avente diritto al mantenimento, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del genitore che non versa l’assegno. Ma non solo, può obbligare a terzi (come il suo datore di lavoro dell’ex coniuge) a versare le somme che sono dovute.

Il provvedimento del giudice è immediatamente esecutivo.

Questa procedura è molto favorevole per il coniuge che ha diritto all’assegno di mantenimento e in genere mette un freno ad altre inadempienze dell’ex coniuge.

Assegno di mantenimento in caso di divorzio

Quando invece la coppia è già in fase di divorzio, lo strumento che tutela il coniuge che deve ricevere l’assegno di mantenimento, è l’articolo 8 comma 1 della Legge numero 898/70.

Questa norma si applica senza la decisione di un giudice.

Così recita l’articolo: «Il tribunale che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio può imporre all’obbligato di prestare idonea garanzia reale o personale, se esiste il pericolo che egli possa sottrarsi all’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 5 e 6 della presente legge».

La sentenza di divorzio costituisce già un titolo sufficiente per l’iscrizione di una ipoteca.

Cosa significa? Che se il coniuge chiamato a versare l’assegno di mantenimento non risponde all’obbligo, dopo almeno 30 giorni dalla lettera di messa in mora, l’avente diritto può rivolgersi direttamente al datore di lavoro dell’ex coniuge notificandogli il provvedimento in cui si stabilisce l’ammontare dell’assegno per ricevere il versamento diretto delle somme ogni mese.

Se l’ex coniuge continua a rifiutarsi di pagare, l’avvocato della controparte potrà notificare un atto di invito a diffida al datore di lavoro con un invito a versare direttamente l’assegno di mantenimento detraendolo allo stipendio.

Il vantaggio di questa norma lo abbiamo già accennato: si può procedere senza rivolgersi a un giudice e si possono evitare future inadempienze da parte dell’ex coniuge.

Assegno di mantenimento: conclusione

In pratica quindi il coniuge separato o divorziato che ha diritto all’assegno di mantenimento per sé o per i figli dispone di diversi strumenti per indurre al pagamento il coniuge obbligato.

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