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Vittime di spacciatori d’azzardo: il dramma della ludopatia

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2' di lettura

C’è un settore che non conosce crisi, ma che è causa di crisi. Tra tante famiglie. Le erode, le disintegra. Così come la vita di tante persone. Quasi tutte delle classe più fragili. E tra loro tanti sono i giovani disoccupati e gli anziani. Fragili per definizione.

E’ il gioco d’azzardo.

Nel 2018 gli italiani hanno scommesso 106 miliardi di euro. Una cifra mostruosa. Pari a due finanziarie lacrime e sangue. Pari all’altrettanto mostruosa evasione fiscale. Si specula senza remore sulla dipendenza da gioco, come se lo Stato vendesse eroina con i Monopoli, pubblicizzando e incentivandone l’uso.

Il gioco dissangua i più deboli

Ogni tanto si leva qualche voce. I politici giocano a “contrastare il fenomeno”. Si sbandierano misure di facciata: come chiudere qualche sala giochi troppo vicina alle scuole o vietare alcuni spot. Ignorando il mare profondo e implacabile del gioco on line (che prende sempre più piede). Ma nessuno contrasta davvero un settore che dissangua i più deboli. Nessuno che davvero è disposto a rinunciare alle tasse pagate dalle agenzie dell’azzardo.

Le famiglie sul lastrico

Eppure guardatevi intorno. Ognuno di voi conosce gente che si è rovinata la vita con il gioco. Basta andare nelle sale per vedere quanti si agitano compulsivi con qualche bolletta tra le mani, lasciando famiglie sul lastrico. O che cercano di dimenticare una vita senza lavoro e prospettive puntando tutto e di tutto sulla giocata che ti cambia la vita. Ma che irrimediabilmente ti rende ancora più disperato.

Le ragioni di uno Stato cannibale

Servirebbe frequentare i centri per la cura dei ludopatici, i forum sul web, ascoltare le mille e mille testimonianze. Servirebbe per capire il pozzo di dolore nel quale stiamo ficcando milioni di nostri connazionali, nel nome del denaro. Per gli affari miliardari di agenzie che lucrano su una malattia. Per quel pugno di introiti di uno Stato cannibale, che divora i suoi figli.

E tutto questo nella piena, assoluta, insindacabile legalità. Nel silenzio impotente delle istituzioni e di tutte le forze politiche. Tutte, anche quelle che che hanno i forconi pronti per questioni molto meno rilevanti.

E’ uno Stato spacciatore. Di sogni d’azzardo. Nel frattempo però mette in cella un mite barbiere che coltiva per se stesso a casa sua una pianta di canapa indiana.

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