Gravina: Godiamoci la ripartenza del calcio. Apertura stadi? Non acceleriamo

Le parole del presidente della FIGC, Gabriele Gravina, in merito alla riapertura degli stadi ai tifosi e del ritorno del calcio giocato dopo 3 mesi.

2' di lettura

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, in un’intervista nel corso di MaratonaSport sul sito di elevensports.it, ha parlato della grande soddisfazione ed emozione per la ripartenza del calcio dopo 3 mesi di sofferenze. Domani riparte la Coppa Italia, poi la prossima settimana i campionati di Serie A e Serie B e poi toccherà anche ai playoff di Serie C.

Queste le parole e le emozioni di Gravina: “Godiamoci la ripartenza, sapendo che dobbiamo ancora limare qualche piccola restrizione imposta dal Comitato tecnico scientifico. Ci sono ancora dei rischi, dobbiamo governarli in maniera corretta. Domani, con la Coppa Italia, il calcio in Italia riparte in linea con quello che è avvenuto a livello europeo, è motivo di grande soddisfazione. Abbiamo evitato l’onda delle offese e dell’esclusione dal campo internazionale. Conseguire questo obiettivo non è stato facile, le condizioni oggettive non hanno dato massima serenità. Abbiamo vissuto momenti complicati e di tensione. Solo un mese fa non pensavamo fosse possibile e invece siamo alla viglia della ripartenza. Non pensavo ce l’avessimo fatta e sono davvero emozionato”.

Sul protocollo: “La curva epidemiologica ci lascia ben sperare, non lo dico solo per il calcio ma ovviamente per la ripresa di tutte le attività. Se dovesse continuare questo trend chiederemo al Comitato Tecnico Scientifico di allentare alcune restrizioni, eliminando la quarantena ai calciatori in caso di positività. Soprattutto se si vuole aprire anche a sport amatoriali, è qualcosa di eccessivo. Però al momento non facciamoci guidare da facili entusiasmi. Il virus c’è ancora e quindi bisogna stare attenti. Ma la strada è quella giusta”.

Riapertura stadi ai tifosi: “Abbiamo chiesto di poter rientrare nell’ambito del mondo dello spettacolo che prevede il pubblico. Ipotizzare un numero di persone con la massima garanzia in uno stadio da 60 mila persone non è possibile ora. Non vogliamo accelerare su questo tema, ci sono altre priorità ora. Dobbiamo far sì che si possa chiudere il campionato e contemporaneamente, se il virus ce lo permetterà, avere la possibilità di far partecipare i nostri spettatori. Sono i tifosi che promuovono l’effetto dell’entusiasmo. Non so se già ad agosto o fine luglio possiamo avere tifosi allo stadio. anche qui bisogna attendere le direttive del governo e dell’organizzazione sanitaria”.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!