Green pass obbligatorio quasi ovunque, anche al lavoro

Green pass obbligatorio quasi ovunque, anche al lavoro: il governo punta a imporre il certificato verde anche ai lavoratori entro ottobre. Il certificato verde sarà necessario in tutte le attività dove è d'obbligo per clienti e utenti. Sarà poi esteso a tutti i lavoratori, del pubblico e del privato, molto probabilmente con una legge. L'alternativa è la vaccinazione obbligatoria.

4' di lettura

Green pass obbligatorio quasi ovunque entro ottobre. Il certificato verde sarà indispensabile per itutti i dipendenti del pubblico e del privato, almeno in quei settori dove il “passaporto” è già obbligatorio per gli utenti. Subito dopo il green pass sarà esteso anche per andare in fabbrica o in azienda.

Ovunque, appunto.

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Green pass obbligatorio quasi ovunque: si parte da qui

Per capirci, dal primo ottobre il green pass obbligatorio sarà esteso anche al personale di queste attività:

  • personale di aerei, treni e navi;
  • bar e ristoranti al chiusi;
  • palestre, piscine, cinema, teatri, sale da gioco, congressi, stadi, palazzetti, fiere, congressi e parchi a tema.

Tradotto in modo ancora più chiaro, il green pass diventerà presto obbligatorio per queste categorie:

  • baristi
  • ristoratori
  • insegnanti i ginnastica e nuoto
  • oltre a steward e mascherine (cinema e teatri)
  • bigliettai
  • hostess
  • ferrovieri, marittimi e così via.

In queste attività la scelta del governo segue una logica: se il green pass è obbligatorio per utenti e clienti deve esserlo anche per chi ci lavora.

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Green pass obbligatorio quasi ovunque imposto anche per legge

Se i sindacati chiedevano una legge per imporre il green pass obbligatorio sui posti di lavoro, ebbene, quella legge si farà.

La scelta di imporre il green pass obbligatorio quasi ovunque, poggia su una cifra che non si riesce a ridurre: 10 milioni. Sono gli over 12 che non hanno ricevuto neppure una dose di vaccino. Tra questi, 3,6 milioni sono gli ultracinquantenni, ovvero quella fascia di popolazione che è più esposta al rischio di covid grave.

Green pass obbligatorio quasi ovunque: la road map

Ma al green pass obbligatorio quasi ovunque si arriverà comunque per gradi. Anche se in tempi molto stretti.

Questa è in sintesi la road map del green pass obbligatorio quasi ovunque:

  • la prossima settimana riunione della cabina di regia;
  • sarà deciso l‘obbligo di green pass per tutti gli statali;
  • l’obbligo scatterà dal primo ottobre, in coincidenza con la fine dello smart working.

Green pass obbligatorio quasi ovunque: le eccezioni (per lo smart working)

Ci saranno delle eccezioni? Sì, sono previste, per i dipendenti fragili e per chi ha gravi problemi in famiglia. La questo non potrà mai superare il 15%.

Questa nuova norma sarà introdotta nel decreto del 6 agosto con un emendamento. Quel decreto, lo ricordiamo, è lo stesso che ha reso necessario dal primo settembre il green pass per navi, aerei e treni a lunga percorrenza dal primo settembre.

Green pass obbligatorio quasi ovunque: le proposte di Confindustria

A metà ottobre il green pass obbligatorio sarà esteso ad aziende e fabbriche. Sponsor di questa scelta è in particolare Confindustria.

Il discorso degli industriali segue questa linea: le aziende stanno finalmente ripartendo e il green pass è uno strumento che assicura la possibilità di consolidare questa ripresa senza il timore di nuovi e gravissimi stop.

I sindacati, come sapete, chiedono sia approvata una legge sul punto. Il timore è che gli industriali con la leva del green pass obbligatorio possano liberarsi di lavoratori renitenti.

Il ministro Orlando ha già risposto che la legge ci sarà.

Green pass obbligatorio quasi ovunque o vaccinazione obbligatoria

L’intenzione del governo è dunque chiara: estendere quanto più è possibile l’uso del green pass. In questo modo si evita la vaccinazione obbligatoria, ma di fatto gli effetti potrebbero essere gli stessi.

E comunque l’obiettivo è quello di ridurre al minimo possibile il numero delle persone che rifiutano l’immunizzazione.

La scelta a questo punto, nonostante i mal di pancia di Salvini (non compresi da esponenti di primo piano della Lega, a partire da Zaia e Fedriga), è ridotta a due chance:

  • obbligo vaccinale
  • obbligo di green pass molto esteso.

Green pass obbligatorio quasi ovunque: la terza dose

Nel frattempo si pensa già alla terza dose di richiamo. Dovrebbe partire tra un mese, prima ai fragili e al personale sanitario, poi via via per fasce di età a tutta la popolazione.

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