Green pass obbligatorio: si teme il venerdì nero

5' di lettura

Domani è il giorno del green pass obbligatorio e si temono disagi e proteste. Sulle autostrade, nei porti, sui mezzi pubblici. Ma non solo. Si rischia la paralisi della logistica del Paese, con danni che rischiano di essere molto seri. Per le aziende, certo. Ma anche per i cittadini, che potrebbero trovare gli scaffali vuoti.

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Green pass obbligatorio: il blocco e l’impatto sull’economia

E di conseguenza l’impatto sarà grave anche per l’economia nel suo complesso. Proprio ora che si iniziava a intravedere la luce in fondo al tunnel di una crisi lunga e grave.

Il 20, 25% dei lavoratori non ha il green pass. Una media che è più o meno simile in tutti i settori. E che diventa un numero difficile da gestire nelle attività essenziali. Trasporti in primis.

La situazione più calda nel porto di Trieste (uno dei più importanti del Paese), ma la protesta si sta diffondendo anche altrove. Chi lavora nei porti non solo ha rifiutato di vaccinarsi, ma rifiuta in toto il green pass obbligatorio. A meno che non siano le imprese a garantire sui costi.

Come dire: dobbiamo farci il test, pagatelo voi.

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Green pass obbligatorio: la protesta può estendersi

Domani è il giorno del green pass obbligatorio, ma si inizia già con un braccio di ferro che rischia di paralizzare l’intero Paese. Soprattutto se il blocco, oltre la protesta, dovesse estendersi agli altri porti italiani.

Ma già la sospensione delle attività a Trieste potrebbe causare un bel po’ di disagi: da lì passano ogni giorno 3mila autotrasportatori.

Il rischio che i portuali incrocino le braccia in altri porti italiani è molto più che concreto.

A Genova, uno degli snodi cruciali del trasporto marittimo nel Mediterraneo, la tensione è molto alta. Al punto che alcune aziende hanno già fatto sapere che pagheranno i tamponi ai portuali. Eppure, nonostante tutto, nessuno ha la certezza che questo basti a scongiurare un blocco totale.

Situazione simile anche a Livorno e Gioia Tauro, dove comunque si sta effettuando uno screening per verificare quanti sono i lavoratori senza il green pass obbligatorio. Se si creano situazioni di grave disagio le aziende sono pronte a farsi carico del costo dei tamponi per i dipendenti.

Va meglio a Venezia, Napoli, Civitavecchia e Palermo, Salerno altri porti di rilevante importanza: il numero dei dipendenti vaccinati è molto alto, l’eventuale assenza di lavoratori privi di green pass obbligatorio non dovrebbe avere gravi conseguenze.

Green pass obbligatorio: la rabbia degli autotrasportatori

Ma, come detto, i problemi potrebbero arrivare anche dagli autotrasportatori. Si rischia un blocco quasi totale. Il presidente di Conftrasporti-Confcommercio ha sintetizzato la situazione così: «Può succedere di tutto».

Green pass obbligatorio: il caso Sputnik

Per gli autotrasportatori le questioni sul campo sono diverse. A cominciare da quella che ritengono sia una palese disparità di trattamento. Molti colleghi che provengono dall’estero non hanno il green pass, per ché sono vaccinati con Sputnik. Eppure il governo ha consentito loro di poter lavorare in Italia.

In realtà il governo è corso ai ripari, c’è infatti una circolare che equipara lo Sputnik agli altri vaccini, e quindi chi lo ha fatto è automaticamente in possesso di un green pass valido anche in Italia.

Ma forse questa “soluzione” è arrivata troppo tardi. Se infatti quel provvedimento non viene approvato ad horas il rischio caos è distante solo poche ore.

Green pass obbligatorio: il 30% non ce l’ha

Basta un dato: il 30% degli autotrasportatori non è vaccinato. Molti altri hanno fatto lo Sputnik.

Sul green pass obbligatorio parlavamo di braccio di ferro. E sì, perché il governo al momento non ha intenzione di fare marcia indietro. E Confindustria ha fatto sapere che gli industriali non hanno nessuna intenzione di accollarsi i costi dei green pass per i dipendenti.

Anzi, i dipendenti che creano dei disagi per le assenze ingiustificate potrebbero subire una richiesta di risarcimento dei danni.

Green pass obbligatorio: lo Stato non può pagare i test

Sullo sfondo ci sono anche due conti: allo Stato fare i test a tutti i lavoratori non vaccinati costerebbe 600 milioni al mese. Troppi. Per l’esecutivo quei soldi sono molto più utili per finanziare la prossima riforma fiscale o quella per le pensioni o ancora per rilanciare il sistema produttivo del Paese che ha barcollato a lungo in questi due anni di pandemia e profonda recessione economica.

Green pass obbligatorio: revocate lo sciopero

La posizione di governo e industriali, quel no secco e senza margini di trattativa, non è contribuisce certo a disinnescare proteste e tensione.

Ieri sera la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha intimato ai sindacati di categoria di revocare lo sciopero che è stato proclamato per domani (venerdì 15 ottobre).

Green pass obbligatorio: la proposta dei governatori

Grande preoccupazione è stata espressa anche dai governatori delle Regioni. Hanno proposto una soluzione mediana: i tamponi nasali fai da te. Costano meno e si possono effettuare la supervisione del responsabile d’ufficio.

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