Green pass per statali e privati: sospeso chi non ce l’ha

Green pass per statali e privati: sospeso chi non ce l'ha, il governo ha deciso di adottare la linea dura per chi decide di non vaccinarsi. Dopo 5 giorni scatta la sospensione senza stipendio e sono previsti anche provvedimenti disciplinari. Escluso il licenziamento e per ora anche l'obbligo vaccinale. I tamponi non saranno gratuiti, ma offerti a prezzo calmierato.

4' di lettura

Green pass per statali e privati, il governo ha deciso di adottare la linea dura contro i lavoratori che ne sono sprovvisti senza un valido motivo. Non ci sarà un tampone gratuito per chi rifiuta di vaccinarsi. Sarà invece disponibile per chi non può sottoporsi alle iniezioni.

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Per chi dice no al vaccino scatterà l’inevitabile sospensione dal lavoro.

Per i lavoratori che ad oggi hanno scelto di non farsi somministrare le dosi anti covid resta qualche settimana di tempo per decidere.

Hanno tre possibilità:

  • vaccinarsi;
  • fare un tampone ogni due giorni (a pagamento);
  • restare a casa.

Green pass per statali e privati: obiettivo 80%

È la strada che ha scelto il governo per aumentare la platea dei vaccinati e avvicinarsi a una soglia di sicurezza che è stata stimata intorno all’80% delle persone under 12 immunizzate.

Aumentare il numero dei vaccinati significa più sicurezza per i fragili che il vaccino non possono farlo, ma significa anche ridurre la possibile circolazione di nuova varianti del Covid.

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Green pass per statali e privati: si torna in ufficio

Spingere forte sul green pass per statali e privati, significa anche – come sostiene il ministro Renato Brunetta riportare in ufficio migliaia di impiegati pubblici che da due anni lavorano da casa.

Per il ministro della salute, Roberto Speranza, la vaccinazione diffusa sarà indispensabile per evitare emergenze all’interno degli ospedali, ovvero ridurre il numero di pazienti ricoverati nei reparti o nelle terapie intensive.

Ma sarà – ragiona il governo – anche il modo migliore per evitare chiusure per l’apparato produttivo del Paese.

In pratica: voltare pagina davvero rispetto agli ultimi due anni.

Green pass per statali e privati: oggi la prima decisione

Si farà presto. Già oggi è convocato il Consiglio dei ministri. L’incontro alle 4 del pomeriggio. Sarà anticipato dalla riunione della Cabina di Regia, con il confronto tra il premier, i capidelegazione della maggioranza e le Regioni.

Il sì definitivo alla strategia del governo dovrebbe essere certo, anche se non manca qualche fibrillazione nel governo. Ma sarà superata.

Green pass per statali e privati: la scuola apripista

Anche perché, un peso lo ha avuto la scuola. O meglio: la decisione di imporre il certificato verde negli istituti scolastici si è dimostrata molto efficace. Al punto che l’esecutivo ha rotto gli indugi e accelerato sul green pass per statali e privati.

Una scelta che per ora esclude – così sostiene Draghi – l’obbligo vaccinale.

Green pass per statali e privati: le stesse sanzioni e niente licenziamento

La scuola è stata dunque la base per sperimentare il funzionamento del green pass per statali e privati. Sarà ricalcato lo stesso schema anche per le sanzioni.

Dopo 5 giorni senza il certificato verde il lavoratore sarà lasciato a casa e senza stipendio.

Nessun licenziamento, dunque.

Il green pass per statali e privati sarà introdotto da metà ottobre. Un obbligo, quello del certificato verde, che sarà esteso anche per entrare negli uffici pubblici, negli studi professionali, nei negozi.

Green pass per statali e privati: multe da 400 a 1000 euro

I lavoratori che si presenteranno senza il green pass saranno sanzionati. Le multe oscilleranno tra 400 e 1000 euro. Ma non solo, potrebbero essere previsti anche dei provvedimenti disciplinari.

L’obiettivo, lo abbiamo detto, è molto chiaro: arrivare per la fine di ottobre ad aver vaccinato 44 milioni di persone. E quindi l’82% della popolazione.

Green pass per statali e privati: tampone a prezzo calmierato

Proprio per raggiungere questo obiettivo il presidente del Consiglio ha respinto la proposta dei sindacati che suggerivano di offrire il tampone gratuito per chi ha scelto di non vaccinarsi. Per il premier sarebbe un disincentivo forte a non sottoporsi alla somministrazione delle dosi.

Si arriverà molto probabilmente a tamponi con prezzi calmierati. 22 euro a test. Comunque una spesa importante per chi vuole continuare ad andare al lavoro senza vaccinarsi.

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