Green pass solo ai vaccinati, un tampone non basta

Green pass solo ai vaccinati, un tampone non basta: lo sostiene il più stretto collaboratore del ministro della Salute e potrebbe essere la strada del governo. Una sorta di obbligo vaccinale mascherato. Il Covid è endemico, sarà irrilevanti con il 95% di vaccinati. I Paesi ricchi potrebbero farcela in primavera. Ma resta il problema dei Paesi più poveri...

4' di lettura

Green pass solo ai vaccinati perché un tampone non basta. Il certificato verde va dato solo a chi è immunizzato: con il ciclo vaccinale completo o è guarito dal virus.

Per Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza, non ci sono dubbi: «È un’illusione pensare di poter convivere con il virus».

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Green pass solo ai vaccinati: per spingere a immunizzarsi

Per il professore il green pass solo ai vaccinati potrebbe anche essere la soluzione per spingere a immunizzarsi anche i cosiddetti irriducibili.

Senza vaccino, è la radice del ragionamento, non si può pensare di tornare alla “normalità”.

In una intervista al Messaggero il consigliere del ministro fa l’esempio di Australia e Nuova Zelanda, che «hanno fatto molto bene nella prima fase, però poi non hanno condotto un’adeguata campagna vaccinale. Quindi il virus continua a circolare, soprattutto con le varianti». E ora, infatti, «sono entrambe in lockdown».

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Green pass solo ai vaccinati: il covid è endemico

Che il Covid sia diventato endemico non ci sono dubbi. L’obiettivo è renderlo a bassa endemia, quindi in totale controllo. Ma per farlo – secondo Ricciardi – «bisogna vaccinare il 95% degli italiani». Resterebbero fuori 3 milioni di non vaccinati. «Una cifra alta, ma gestibile».

Green pass solo ai vaccinati: obiettivo 95% di immunizzati

Il 95% dei vaccinati. E pensare che all’inizio della pandemia l’immunità di gregge era stata fissata al 70%. La nuova e più contagiosa variante Delta ha fatto salire quella soglia ad almeno l’80%. Ora, secondo Ricciardi, bisognerebbe spostare l’asticella ancora più su, fin quasi al 100%.

Un obiettivo più che ambizioso, quasi irrealizzabile.

Green pass solo ai vaccinati: terza dose, decide l’Ema

Sulla terza dose l’Italia sta aspettando la decisione dell’Ema, l’ente regolatorio europeo sui farmaci. Un organismo molto prudente. È quasi certo che darà il via libera. Il nostro Paese avvierà il terzo richiamo di vaccino somministrandolo alle persone fragili e agli anziani.

Poi, evidentemente tutti gli altri. Anche perché il green pass è a scadenza. È stato prolungato da 9 a 12 mesi. Ma tre mesi fanno presto a passare.

Green pass solo ai vaccinati: obiettivo primavera

Per il professore la primavera del 2022 può essere «una tappa importante per i Paesi ricchi». Ovvero: il virus potrebbe essere sotto controllo, con casi sporadici e nessuna pressione sulle strutture sanitarie. «Ma se restano del tutto scoperti i Paesi poveri – aggiunge – beh, allora il discorso potrebbe cambiare e di questo passo la pandemia non finirà prima del 2024. Serve una strategia planetaria».

Green pass solo ai vaccinati: chi non si immunizza è un problema individuale

Per l’Italia Ricciardi ha pochi dubbi. «Serve una strategia del green pass veramente estensiva (il green pass solo ai vaccinati). E quindi fatta rispettare in tutto, trasporti, scuola lavoro, bar, ristoranti. Questo è un incoraggiamento alla vaccinazione».

L’obiettivo, questo il parere del consigliere del ministro della Sanità, è quello di «far diventare il problema dei non protetti individuale e non collettivo».

Ma questo, sia chiaro, è solo il parere di un consulente, seppur consigliere influente del ministro che per ovvi motivi è quello che più direttamente sta gestendo la reazione del Paese alla pandemia.

«L’obbligatorietà del vaccino – infatti aggiunge – deve essere decisa dal governo. E si tratterebbe di protezione anche nei confronti di chi ha paura di vaccinarsi. Comunque non sono contrario».

Green pass solo ai vaccinati: obbligo mascherato

Ma del resto con il green pass solo ai vaccinati la strada per l’obbligo vaccinale (mascherato) sarebbe di fatto segnata. Oggi il tampone negativo rappresenta comunque una alternativa. Eliminare questa chance significherebbe condannare all’isolamento chi non vuole vaccinarsi.

Green pass solo ai vaccinati: i prof no vax scelgono il congedo

Intanto nelle scuole si sta verificando quello che un po’ si temeva: i professori no vax non hanno intenzione di sottoporsi al vaccino per insegnare (l’alternativa è un impraticabile tampone ogni due giorni). Rischiano come saprete la sospensione senza stipendio.

Ebbene i professori “irriducibili” hanno deciso di chiedere tutti il congedo. Lasciando buchi importanti nell’organico e a pochi giorni dalla ripresa delle lezioni.

Un altro problema per quello che deve essere l’anno della ripresa per le scuole, dopo due anni caratterizzati da chiusure e lezioni a distanza.

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