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Guerra in Ucraina, il generale: calma, ma fate scorte

Guerra in Ucraina, il generale: calma, ma fate scorte di acqua e cibo, lo ha dichiarato un alto ufficiale svizzero, ora non c'è rischio ma è meglio tenersi pronti.

di The Wam

Marzo 2022

Guerra in Ucraina, il generale prima lancia un appello alla calma, poi aggiunge: «Non è sicuramente una cattiva idea tenersi pronti, ad esempio allestendo scorte di emergenza». (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Guerra in Ucraina: i consigli del generale

Il generale in questione è Thomas Süssli, dell’esercito svizzero. La dichiarazione è stata fatta durante una intervista a Blick Tv. L’alto ufficiale ha raccomandato di conservare cibo e bevande per cinque giorni. Consiglia di avere come riserva nove litri di acqua a persona.

Guerra in Ucraina: ci siamo svegliati

Sembra assurdo, ha aggiunto: «Molti credevano che non ci sarebbe mai stata una guerra in Europa, ora ci siamo svegliati».

Il generale comunque ritiene che al momento non ci siano indizi sufficienti che si possa arrivare ad un conflitto con armi nucleari.

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Guerra in Ucraina: vademecum per i cittadini

La Svizzera ha comunque diffuso una sorta di vademecum in caso di emergenza nucleare. Compresa la distribuzione di pillole di iodio.

Guerra in Ucraina: meglio essere pronti

Per Süssli comunque le minacce atomiche del presidente russo Vladimir Putin dovrebbero essere niente di più che un segnale, un avvertimento politico. Ma in questa fase sarebbe un errore ignorare le parole del Cremlino. Anche per questo, ritiene, è meglio essere pronti a fronteggiare anche l’ipotesi peggiore.

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Guerra in Ucraina: esercito pronto

L’esercito svizzero è pronto, ha tutte le capacità per rispondere a un attacco, ma non è così numeroso da poter resistere a un conflitto di lunga durata.

«Ci stiamo impegnando a potenziare le nostre risorse, ma non risponderemo all’appello del presidente ucraino Zelensky: «Non potremo unirci alle sue forze armate, anche perché la legge militare lo vieta espressamente».

E infatti anche i cittadini svizzeri che si recano in Ucraina per combattere rischiano fino a tre anni di prigione.

Fa comunque una certa impressione parlare dell’esercito svizzero che si prepara, se la situazione della guerra in Ucraina dovesse precipitare, a un conflitto. La Svizzera è un Paese neutrale per antonomasia.

Guerra in Ucraina: black list

Ma le sanzioni imposte dal governo elvetico al Cremlino hanno un peso. Come l’Italia anche la Svizzera è finita nella black list diffusa dal presidente Putin.

In ogni caso il governo ha pubblicato online una sorta di vademecum in caso di attacco nucleare. La decisione di diffondere questo “libretto” di istruzioni è stata adottata dopo che migliaia di cittadini svizzeri hanno chiesto cosa fare, come comportarsi nello scenario peggiore.

Nel piano sono descritte le misure che sarebbero adottate in caso di emergenza. Dalle app, ai sistemi di informazione per comunicare l’allerta nucleare, fino alla distribuzione di compresse allo iodio, che sono indicate per attenuare gli effetti delle radiazioni (ma solo se assunte entro 7, 8 ore dall’esposizione).

Il governo ha comunque affermato: «In questo momento non ci sono scenari che rendano necessaria la distribuzione o l’assunzione di compresse allo iodio. La Confederazione non ha ancora deciso di ordinare le misure di protezione che sono previste in caso di conflitto nucleare».

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Guerra in Ucraina: rifugi per tutti

In Svizzera ci sono già 365mila rifugi privati e pubblici con 9 milioni di posti protetti per i suoi abitanti. In pratica la nazione elvetica è in grado di assicurare una adeguata sistemazione in caso di conflitto a più del 100% della sua popolazione.

I rifugi saranno attribuiti ai cittadini solo quando – si spera mai – la sicurezza lo riterrà indispensabile. E quindi nel caso la guerra in Ucraina dovesse diffondersi al resto del continente.

Ma saranno i singoli Cantoni a occuparsi di questo aspetto.

I rifugi sono stati progettati negli anni per ricevere i cittadini svizzeri per qualche ora o alcuni giorni.

In questo momento quei “posti sicuri” sono utilizzati ovviamente per altro. Ospitano depositi, cantine, servono per le sedi di associazioni.

Ma bastano pochi minuti per trasformarli in rifugi, che poi era la loro destinazione originaria.

Guerra in Ucraina: app e sirene

Ci saranno le sirene ad avvisare la popolazione di eventuali situazioni di pericolo, ma non solo. La stessa funzione sarà svolta dalle radio e dall’app Alertswiss, che si raccomanda di installare sullo smartphone.

Guerra in Ucraina: pillole di iodio

Se durante la guerra in Ucraina dovesse invece verificarsi un incidente nucleare verranno distribuite compresse di iodio a tutte le persone che abitano entro i 50 chilometri dalla centrale colpita.

Come ormai saprete le pillole di iodio non consentono alla tiroide di assorbire lo iodio radioattivo impedendo così di sviluppare il cancro alla tiroide.

Nei pressi di tutte le centrali nucleari svizzere è già iniziato lo stoccaggio di queste compresse. Saranno distribuite alle farmacie in caso di “incidente”.

Al momento non è prevista la distribuzione di pillole a chi abita a più di 50 chilometri dalle centrali.

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