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Guerra in Ucraina, il piano anti nucleare italiano

Guerra in Ucraina, il piano anti nucleare italiano: la bozza è stata diffusa ieri e si attiva in caso di disastro nucleare ai confini con il nostro Paese.

di The Wam

Marzo 2022

Guerra in Ucraina, il piano anti nucleare italiano. L’Italia, come altri Paesi europei, si prepara a rendere noto il nuovo Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Un vademecum con consigli su come comportarsi nel caso si verificasse un disastro ambientale legato alle radiazioni atomiche.

La bozza della piano strategico è stata diffusa ieri e rinnova quello che era stato preparato e adottato con decreto il 19 marzo del 2010.

Guerra in Ucraina: fronteggiare incidenti a impianti nucleari

Il piano si concentra in particolare su un punto: ««La necessità di individuare e disciplinare le misure necessarie a fronteggiare le conseguenze di incidenti in impianti nucleari di potenza ubicati “oltre frontiera”, ossia impianti prossimi al confine nazionale, in Europa e in paesi extraeuropei, tali da richiedere azioni d’intervento a livello nazionale e che non rientrino tra i presupposti per l’attivazione delle misure di Difesa Civile, di competenza del Ministero dell’Interno».

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Guerra in Ucraina: le centrali francesi

Stiamo quindi parlando, inutile negarlo, di possibili attacchi alle centrali nucleari che sono installate nei Paesi che confinano con il nostro, in particolare la Francia.

Un tema molto caldo: se la situazione della guerra in Ucraina dovesse degenerare ulteriormente, e cioè se il conflitto si espandesse anche fuori da quel territorio, le centrali nucleari sono tra gli obiettivi privilegiati: oltre a causare disastri peggiori di quelli di Chernobyl nel cuore dell’Europa, con conseguenze potenzialmente letali per migliaia e migliaia di persone, darebbe un colpo mortale alle risorse energetiche dell’Occidente.

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Guerra in Ucraina: restare al chiuso

Tra le indicazioni contenute nel piano c’è l’invito ai cittadini di «restare al chiuso, nelle abitazioni, con porte e finestre chiuse e i sistemi di ventilazione o condizionamento spenti, per brevi periodi di tempo, con un limite massimo ragionevolmente posto a due giorni».

C’è un passaggio importante che riguarda anche alla «iodoprofilassi» e alla verifica costante della filiera produttiva. In particolare con eventuali ma assai probabili restrizione della vendita di prodotti alimentari.

Non solo quelli italiani: saranno anche limitate le importazioni.

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Guerra in Ucraina: pillole di iodio

Il Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari consiglia anche di assumere pillole di iodio «a meno di 24 ore e fino a due ore dopo l’inizio previsto dell’esposizione».

Per gli esperti italiani somministrare lo iodio stabile nelle 24 ore che succedono all’esposizione non è una buona idea: i danni rischiano di essere superiori ai benefici.

Guerra in Ucraina: pillole di iodio, a chi

Il motivo? Prolungano l’emivita (tempo di decandenza delle sostanze radioattive) dello iodio radioattivo che ha già avuto il tempo di accumularsi nella tiroide.

La iodoprofilassi è prevista per i ragazzi che hanno tra 0 e 17 anni e per gli adulti tra i 18 e 40 (oltre a tutte le donne in stato di gravidanza e allattamento).

Guerra in Ucraina: regioni a rischio

Sarà il Ministero della Salute a decidere sull’organizzazione la distribuzione dello iodio stabile nelle aree che sono interessate dall’esposizione più alta alle radiazioni.

E le prime, ovviamente, saranno quelle che distano minore distanza dalla centrale nucleare danneggiata. Nel caso della Francia le regioni che avranno le peggiori conseguenze dopo poche ore sono la Val d’Aosta, il Piemonte, la Liguria e la Lombardia.

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Guerra in Ucraina: le tre fasi

La bozza del nuovo piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari è stato firmato dal capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

Sono previste tre fasi, che dipendono dalla gravità e dall’evoluzione dell’incidente nucleare:

Guerra in Ucraina: bonifica

È stata anche studiata una strategia di transizione. Ovvero la bonifica dei territori che sono stati contaminati e la gestione dei materiali che sono stati sottoposto alle radiazioni durante il periodo di emergenza.

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