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Guerra in Ucraina, razionato il gas per fare scorta

Guerra in Ucraina, razionato il gas per fare scorta: l'Italia rischia di restare al buio il prossimo inverno, si cercano alternative, ma non è facile.

di The Wam

Marzo 2022

Guerra in Ucraina, razionato il gas per fare scorta. Una delle conseguenze della guerra che si sta combattendo in Ucraina è la possibile (anzi probabile) crisi energetica. Per l’Italia soprattutto, che dipende per oltre il 40% delle forniture che arrivano dalla Russia. (Scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Per ora gas (soprattutto) e petrolio continuano ad arrivare, anche perché la piattaforma Swift, quella che consente i pagamenti internazionali, funziona ancora con la Russia, ma solo per saldare i conti con le forniture.

Guerra in Ucraina, razionato il gas per fare scorta: 700 milioni al giorno

Potrebbe durare per poco (ulteriori sanzioni avrebbero l’effetto di bloccare del tutto l’accesso russo a Swift), così come Putin potrebbe per ritorsione sospendere l’erogazione della materia prima. Una mossa disperata, rinuncerebbe a 700 milioni al giorno, che però avrebbe effetti dirompenti su molti Paesi europei, Italia e Germania soprattutto.

Le due opzioni sono possibili. Per molti inevitabili.

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Guerra in Ucraina, razionato il gas per fare scorta: resteremo al freddo

E allora? Resteremo al buio, le famiglie al freddo e tante aziende chiuse?

Il rischio c’è, inutile negarlo.

Non è neppure così semplice decidere di cambiare fornitore: per ridurre la dipendenza da Mosca saranno necessari almeno due anni.

Il che significa che se la crisi con la Russia dovesse continuare, il prossimo inverno rischia di essere molto complicato. Per adesso e per tutta l’estate le riserve potranno aiutarci. Ma già dall’autunno la questione diventerà assai più difficile da gestire.

Proprio per questo i governi stanno correndo contro il tempo per cercare di trovare delle soluzioni tampone.

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Guerra in Ucraina, razionato il gas per fare scorta: gas algerino

Ieri il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è andato in Algeria. Obiettivo: aumentare la quota di gas algerino che arriva in Sicilia con il gasdotto Transmed. È già un impianto importante, fornisce il 28% del nostro fabbisogno.

Lo scorso anno abbiamo importato 15 miliardi di metri cubi. Al momento però l’Algeria può aumentare la fornitura, ma solo di altri 3 miliardi di metri cubi. Troppo poco. Incrementare in modo più consistente le importazioni dal Paese nordafricano è però operazione complessa.

Gli investimenti per nuovi impianti erano stati sospesi, anche perché a lungo si è ripetuto che di gas ne sarebbe stato utilizzato sempre di meno.

Gli impianti che ci sono devono oltretutto fornire la domanda interna algerina, che è in continuo aumento.

Saranno quindi necessari nuovi investimenti da parte di Eni. Ma serve tempo. E di tempo ce n’è poco.

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Guerra in Ucraina, razionato il gas per fare scorta: autonomia 24 giorni

L’Italia inizia lo stoccaggio il prossimo mese (aprile), è determinante per affrontare il prossimo inverno. In questo momento abbiamo 24 giorni di autonomia.

Non è ipotizzabile nel breve periodo rinunciare al gas russo.

Gli stoccaggi sono al 41%. In questo momento l’obiettivo è quello di incrementare le riserve. Ma per farlo bisognerà razionare il gas utilizzato per produrre energia elettrica. Quello che resta andrà stoccato per il prossimo inverno.

Guerra in Ucraina, razionato il gas per fare scorta: centrali a carbone

In questo potrebbe in parte aiutare la riattivazione delle centrali a carbone e a olio combustibile (altamente inquinanti): potrebbero aumentare la produzione energetica italiana consentendo di stoccare il gas in eccesso per la prossima stagione fredda.

Le centrali a carbone utilizzabili sono sei. Possono aiutare in qualche modo, ma non risolvono il problema.

Intanto i servizi segreti hanno spiegato al governo che la dipendenza dell’Italia dalle importazioni di gas russo può essere un elemento di grave criticità per il Paese.

L’obiettivo al momento è quello di avere gli stoccaggi pieni e lavorare in modo veloce per rinforzare nell’immediato forniture alternative a quella del Cremlino. Ma servono stoccaggi pieni. Altrimenti il prossimo inverno rischia di essere davvero molto duro.

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