Si può guidare con una invalidità civile al 100 per cento? Cosa dice la legge, in merito? Ne parliamo in questo articolo - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata.
Si può guidare con una invalidità civile al 100 per cento?
Si può guidare con una invalidità civile al 100 per cento? Prima di rispondere alla domanda, è opportuno spiegare che, il riconoscimento di una percentuale di invalidità civile, anche totale, non provoca la fine della vita sociale.
Possiamo, dunque, affermare che non esiste un divieto assoluto di guidare un veicolo con un’invalidità civile al 100 per cento. Non si può generalizzare in base alla percentuale di invalidità civile, ma è necessario valutare ogni caso tenendo conto della capacità di guidare in condizioni di sicurezza per sé e per gli altri.
Anche chi ha diritto all’indennità di accompagnamento, concessa alle persone invalide civili al 100% che non deambulano o svolgono autonomamente funzioni della vita quotidiana, può prendere e rinnovare la patente e, quindi, può guidare un’autovettura.
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Esistono, però, delle patologie a causa delle quali è sconsigliato guidare o, addirittura, vietano il rilascio o il rinnovo della patente. Ne parleremo nei prossimi paragrafi.
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Guidare con una invalidità civile al 100 per cento: quando è vietato?
Si può guidare con una invalidità civile al 100 per cento? Abbiamo visto che l’invalidità civile al 100 per cento non necessariamente impedisce alla persona di guidare un’autovettura. Possono farlo anche i titolari dell’indennità di accompagnamento.
Ogni caso va preso singolarmente: esistono patologie e delle affezioni a causa delle quali è sconsigliato guidare, come le malattie del sistema nervoso, le affezioni cardiovascolari, il diabete grave, i disturbi psichici o quando si è in cura con farmaci specifici.
Alcune di queste escludono la possibilità di rilascio del certificato di idoneità alla guida, poiché incompatibili con la sicurezza stradale.
L’elenco comprende:
- affezioni cardiovascolari (nei casi dubbi, quando per esempio le affezioni sono corrette da apposite protesi, sarà la commissione medica dell’Asl locale a giudicare l’idoneità, avvalendosi della consulenza di uno specialista, tenendo conto dei rischi connessi con la guida dei veicoli conducibili con le patenti C, D ed E).
- diabete mellito con trattamento con insulina (salvo casi eccezionali giustificati dal parere di un medico autorizzato e con controllo medico regolare);
- malattie endocrine (salvo il caso in cui la possibilità di rilascio o conferma sia certificata dalla commissione medica);
- malattie del sistema nervoso come encefalite, sclerosi multipla, miastenia grave o malattie del sistema nervoso, associate ad atrofia muscolare progressiva e/o a disturbi miotonici; malattie del sistema nervoso periferico; postumi invalidanti di traumatismi del sistema nervoso centrale o periferico (la patente può essere rilasciata o confermata a condizione che queste malattie non siano in stato avanzato e che le funzioni degli arti risulti buona);
- epilessia (è concessa la patente di guida A e B solo ai soggetti che non presentino crisi comiziali da almeno due anni, a prescindere dalle terapie antiepilettiche. La validità della patente non può essere superiore a due anni. Invece le patenti di guida C, D ed E non può essere rilasciata o confermata a chi soffre o abbia sofferto di epilessia);
- malattie psichiche riferite al sistema nervoso centrale, dovute a malattie, traumatismi o postumi di interventi chirurgici che provocano un ritardo menale grave e soffrono di psicosi o di turbe della personalità (salvo casi in cui la commissione medica, avvalendosi di uno specialista, decida in modo contrario. La patente non sarà superiore ai due anni).
- malattie del sangue (salvo i casi in cui la possibilità di rilascio o rinnovo sia certificata dalla commissione medica col parere di uno specialista);
- malattie dell’apparato urogenitale come l’insufficienza renale grave (la patente può essere rilasciata o confermata quando l’insufficienza renale risulti positivamente corretta a seguito di dialisi o trapianto. La validità non è superiore ai due anni);
- sostanze psicoattive come alcool, stupefacenti o sostanze psicotrope (nel caso in cui la dipendenza non è attuale, la commissione medica, sulla base di accertamenti clinici e con la consulenza di uno specialista, può esprimere parere favorevole. La validità della patente non è superiore ai due anni).

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