Emilia Vertullo I colori dei ciechi
Attualità

Emilia, 22 anni: ho illustrato i colori che vedono i ciechi

Emilia Vertullo, 22 anni, di Avellino, ha realizzato un digital book, Il colore dei colori: illustra i colori che le hanno descritto ciechi e ipovedenti

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“Ho disegnato i colori che vedono i ciechi”. Un progetto denso di umanità, nato dalla creatività di un’artista ventiduenne, dotata di una sensibilità rara, Emilia Vertullo. Avellinese, laureanda all’Accademia di Belle arti di Napoli, in Design della Comunicazione – Multimedia presso Abana, Italia.

Emilia Vertullo illustra I colori dei ciechi
Emilia Vertullo

“Volevo fare qualcosa in cui credevo davvero”

Per la sua tesi Emilia ha realizzato un digital book, “Il colore dei colori“: una raccolta di illustrazioni digitali che prendono spunto da interviste rilasciate da ciechi o ipovedenti. Emilia, quando arriva in redazione, è visibilmente emozionata. Sguardo vivo, sorriso accennato. Ma poi inizia a parlare del suo progetto e allora la sicurezza e la passione prevalgono su tutto il resto. E’ un fiume in piena: l’intervista scorre via tutta d’un fiato, interrotta solo dall’aprirsi della porta della stanza accanto dove il nostro collega, Luciano Trapanese, sta mettendo “sotto torchio” un politico. (Qui scopri di più su “Il colore dei colori” e sulle illustrazioni di Emilia).

“Ho deciso di realizzare questo digital book perché mi piacciono le sfide. Volevo fare qualcosa in cui credevo. Ma non sapevo ancora quello che mi aspettava. Raccontare queste storie è stato bellissimo, ma anche estenuante. I miei intervistati descrivevano le difficoltà affrontate per via della cecità: la loro forza mi ha conquistato. Una ricerca costante di normalità: gesti ai quali noi non diamo peso e che per loro sono una conquista. Penso ad esempio a una passeggiata all’aperto”.

Storie di vita uniche

Una serie di storie emozionanti: “Chi conosce il mio progetto, mi chiede sempre come facciano i ciechi a descrivere il colore. Beh, anche io sono rimasta sorpresa. Collegano le sfumature a sensazioni molto profonde e articolate. Ricordo di una ragazza che associava il rosso a qualcosa di morbido e profumato. Io ho disegnato un campo di fragole”.

Dieci tavole, compresa la copertina. Frutto di diciannove interviste, diciannove storie diverse con un unico comune denominatore: la ricerca di normalità.

“Tutte le persone che ho avuto la fortuna di intervistare, mi hanno detto di non essere degli eroi con sensi super-sviluppati. Semplicemente uomini e donne che si costruiscono la propria quotidianità giorno dopo giorno. Un pezzetto alla volta, senza arrendersi mai”.

Emilia Vertullo illustra i colori dei ciechi

Una cacciatrice di emozioni

La difficoltà era rappresentata dal tempo necessario a sviluppare l’empatia con gli intervistati, senza turbarli.

“Le interviste sono telefoniche. Non vedi chi hai di fronte e come reagisce alle tue domande. Così ho cercato di essere estremamente delicata e non invadente. Ho provato a cogliere l’essenza delle percezioni di chi mi dedicava il proprio tempo”. (Di artisti e creativi, leggi l’intervista a Simone Tomassini che ha aperto centinaia di concerti di Vasco)

Un ruolo determinante, nel progetto di Emilia, lo hanno giocato le prof, Ivana Gaeta e Daniela Pregreffi. Oltre ai suoi genitori: “Loro mi hanno sempre sostenuto. Fin da piccola. Ricordo quando ho iniziato a disegnare. Avevo quattro anni. Ho rappresentato una fattoria e alcuni animali. I miei genitori rimasero sorpresi: nonostante la mia età, avevo raffigurato tutto con buone proporzioni e prospettive. Con il tempo ho sempre assecondato questa mia vena artistica”.

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