Ho parlato col diavolo a Lourdes, poi quella donna mi ha salvata|VIDEO

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Il diavolo mi ha parlato più volte a Lourdes. Ma ho incontrato anche il bene, che mi ha salvato, tutte le volte. Una donna, Carmela, mi aveva promesso una grazia. Io ho scoperto un tumore maligno al seno e poi ne sono guarita, senza chemioterapia”. Maria, nome di fantasia, ha raccontato a The Wam la sua storia. E ci ha parlato di alcuni incontri col demonio: non era avvolto dalle fiamme né aveva le corna, ma indossava l’abito bianco di una suora e poi il volto di una signora che, fino ad allora, non aveva dato segni di instabilità. 

Il racconto di Maria è particolare perché si muove al di là del velo della fede. Si parla del diavolo, di incontri inquietanti, ma anche di segni premonitori e di salvezze insperate. Anche per questo l’intervistata, che svolge un ruolo pubblico ed ha già rifiutato l’invito di alcune tv, preferisce restare anonima. Ma desidera comunque divulgare la sua storia affinché sia di aiuto a chi vive un momento difficile. E ha tanto bisogno di fede. (Di seguito il racconto in video di Maria girato e montato da Marco Silvestro)

Maria, il tuo primo viaggio al santuario di Lourdes risale al 2015: lì è accaduto qualcosa che ti ha cambiato per sempre. Raccontacelo

“Avevo incontrato la fede cinque anni prima, grazie a un libricino trovato in casa da mio marito. Da allora recito ogni mattina il Rosario. Poi, nel 2015, mia madre e mia sorella mi hanno convinto ad andare a Lourdes. Abbiamo viaggiato con il treno verde, destinato a molti malati in cerca della grazia. Non sono stata bene: ho avuto la pressione molto alta. Arrivate a Lourdes siamo andate alla chiesa di Bernadette. Lì ho incontrato il male. Mentre pregavamo, due suore vestite di bianco si sono avvicinate. Una delle due ha iniziato a parlare. Mia madre non si spiegava come potessi conoscerle, visto che non ero mai stata in Francia né tanto meno a Lourdes”.

Che ti hanno chiesto?

“Ha parlato solo una delle due donne. Mi ha detto: “Ti senti bene?”. Io ho risposto di sì. E lei ha continuato: “Hai bevuto, hai bevuto molto?” E io ho risposto di nuovo di sì, che stavo bene. Lei – allora – si è abbassata verso di me e ha detto: “Vuoi venire con me?”. Mi sono sentita strana, ho risposto: “Madre, grazie, sto bene qui”. Lei allora si è accovacciata di nuovo, ha ghignato, mostrando dei denti che non sembravano umani. Erano più lunghi e affilati. Io ero paralizzata. Mia sorella mi diceva di non muovermi. Le due suore si sono allontanate, a noi sembrava stessero alle nostre spalle: così ci siamo voltate. Non c’erano più. L’uomo sull’altare, che conoscevamo, aveva smesso di leggere i testi sacri perché non ci riusciva più a vedere. Ha raccontato di aver avuto un annebbiamento. Quando siamo tornate da Lourdes, gli abbiamo chiesto i filmati per scoprire dov’erano andate quelle due suore.

doverano finite?

“Nei video non c’erano. Li abbiamo guardati e riguardati, ma non c’era traccia di quelle donne”.

Santuario di Lourdes

Quellincontro, inquietante e strano, non è stato lunico.

No, usciti dalla chiesa ho tranquillizzato mia madre. Almeno ci ho provato. Il giorno dopo siamo andati alle piscine. Lì ho recitato il Rosario e molti si sono fermati ad ascoltarci. Quindi non ho fatto caso su chi c’era e chi no. Nel pomeriggio era prevista una processione. Ho chiesto a mia madre se volesse partecipare. Allora una donna, nonostante la folla, si è avvicinata e ci ha proposto di usare il suo Risciò. Mi ispirava tranquillità. Mentre facevamo salire a bordo mia mamma e le davamo la candela votiva, mi si è avvicinata un’altra donna. Ha iniziato a urlare contro di me e non capivo perché: “Posso ‘esse na mamma toia” (posso essere tua madre), mi ha detto in dialetto napoletano. E ha aggiunto: “Secondo, te, stamattina lo hai recitato bene il Rosario alle piscine?”. Io ho risposto: “Signora, la prossima volta, se vuole, lo recitiamo insieme”. Poi delle urla alle mie spalle: a mia madre era caduta la candela e le fiamme si stavano diffondendo nel Risciò. Grazie alla proprietaria del mezzo siamo riusciti a salvarla. Dopo quest’episodio mia mamma e mia sorella volevano farmi confessare, ma non è stato possibile”.

In che senso, a Lourdes non mancano certo i preti

“Sì, e ci eravamo rivolti anche a uno che abita nella nostra stessa città ed era lì con noi. Eppure, lui, si è inspiegabilmente rifiutato ed è andato via. A mezzanotte ci siamo recati alla messa che si tiene nella grotta di Bernadette. Alcuni turisti che scattavano foto ci hanno impedito di godere a pieno dell’eucaristia. Alla fine della messa mia sorella ha fatto qualcosa di strano: mi ha dato una rivista, uno di quei magazine di gossip. Io, vista l’ora, ho tentato di dirle che, tornata in albergo, sarei andata a dormire. Ma lei non ha voluto sentire ragioni. Arrivata in camera ho messo la rivista fra il bidet e il wc”.

Cosa è accaduto quella notte?

“Intorno alle 3 mi sono sentita male: la pressione era di nuovo alta. Appena arrivata in bagno la mia vista si è annebbiata, poi sono svenuta. Quando mi sono rialzata la rivista era sotto la mia testa, ha attutito il colpo col pavimento”.

A questo punto arriva lincontro più straordinario di tutti

“Sì, la mattina molto presto, decido di andare alla grotta di Bernadette. Da sola. Mi sono inginocchiata. Mentre recitavo il secondo Mistero Luminoso, una signora anziana si è accovacciata accanto a me e mi ha sfiorato con la mano. Io ho cercato di dirle che stavo pregando. Lei non ha voluto sentire ragioni: “Mi manda la Madonna”, ha detto. Io sono scoppiata in lacrime: dopo quello che mi era accaduto, stavo davvero male. La donna ha aggiunto di chiamarsi Carmela, mi ha rassicurato e poi ha iniziato a pregare in un napoletano strettissimo. Faticavo a starle dietro. Ho capito solo: “Maria ti è madre, Giuseppe ti è padre, i Santi sono tuoi fratelli”. Poi quella donna mi ha detto di prendere una pietra e portarmi a casa un pezzo di Lourdes. Quella pietra ce l’ho ancora qui (me la mostra). Carmela mi ha anche annunciato che avrei avuto una grazia”.

Che hai pensato?

“Io ero molto provata, ma dopo aver ascoltato quelle parole ho pensato subito a mio padre, a mio figlio, a mio marito. Poi nel 2016 ho chiesto di essere visitata perché sentivo dolore al seno. I primi esami non hanno rivelato nulla. Io ho insistito per essere operata: hanno scoperto un tumore di cinque centimetri. Mi hanno detto che è un cancro silente. Dopo un intervento sono guarita, senza chemioterapia e radioterapia. I medici non sono riusciti a spiegarsi come facevo a sapere di quel male. Io l’ho subito collegato alla grazia e a quell’incontro straordinario a Lourdes. Credo che il diavolo sia tra noi, spesso ha bei vestiti, parla in modo forbito e sa tentarci. Ma sento che anche il bene è presente e se lo cerchiamo, se lo ascoltiamo, non ci lascerà mai da soli”.

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