I 7 motivi per cui tuo figlio piange

I 7 motivi per cui tuo figlio piange: le cause più frequenti e qual è il modo migliore di comportarsi. La cosa più importante è capire perché, non basta dire non piangere. Dalla stanchezza, alla fame, al bisogno di attenzioni.

7' di lettura

I 7 motivi per cui tuo figlio piange: i bambini piangono per comunicare un disagio, un bisogno o per un motivo che non sempre è razionale. (scopri le ultime notizie e poi Leggi su Telegram tutte le news sull’Assegno Unico. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Per i genitori può essere causa di frustrazione, soprattutto quando il piccolo piange spesso e non se ne capisce il motivo.

Prima che comincino a parlare è ovviamente più difficile comprendere il motivo del pianto. Spesso lo è anche dopo, quando iniziano a verbalizzare: non sempre le cause hanno una logica, almeno non per gli adulti.

Il pianto, come sapete, a volte può essere salutare. E non solo nei bambini. In determinante circostanze aiuta a sentirsi meglio.

La prima cosa da fare è quella di mettersi nella posizione giusta. Non serve dire al bambino «smetti di piangere». È più utile chiedersi perché piange. Capire il motivo aiuta a risolvere la situazione.

Queste sono alcune delle cause più frequenti per il pianto dei bambini.

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I 7 motivi per cui tuo figlio piange: la stanchezza

Quando il bambino piange per una qualsiasi sciocchezza, molto probabilmente ha dormito troppo poco. Riuscire a evitare che il bimbo pianga perché è stanco non è facile. O meglio, non sempre. Però è possibile ridurne la frequenza. Bisogna mantenere un programma di sonno. Abituarlo a coricarsi a una certa ora (adeguata all’età e ai riposini diurni, che dovrebbero essere due al giorno fino ai 15, 18 mesi e uno solo fino ai 3, 4 anni).

L’ora di andare a letto varia rispetto all’età del bambino e all’ora in cui si risveglia la mattina. Bisognerebbe comunque metterli sotto le coperte tra le 19 e le 21.

Se durante il giorno fa i capricci e sembra assonnato, meglio aiutarlo a fare un sonnellino. Un modo sicuro per consentirgli di riprende il controllo.

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I 7 motivi per cui tuo figlio piange: fame

La fame è un altro motivo frequente per il pianto dei bambini. A volte, quando hanno 3, 4 anni, possono dimenticare di fare uno spuntino perché impegnati a giocare. O hanno fame subito dopo essersi svegliati da un riposino diurno.

In questo caso è semplice intervenire: se tuo figlio non mangia da un po’ e inizia a sembrare irritabile, forse è il caso di offrirgli uno spuntino sano.

I 7 motivi per cui tuo figlio piange: cerca attenzione

Quando il bambino cerca attenzione può passare dal sorriso alle lacrime in pochi istanti. Basta allontanarsi da lui. Una situazione che può lasciare interdetti e che ci spinge a dire «e ora che ti succede?».

Le lacrime sono uno degli strumenti più utilizzati dai piccoli per attirare l’attenzione. L’hanno sperimentata da quando sono venuti al mondo: se piango mamma e papà arrivano subito.

Quando è così, piuttosto che chiedere con malcelata irritazione «ma perché piangi?», sarebbe meglio ignorare il suo comportamento. Ovviamente quando è possibile.

Come? Anche evitando il contatto visivo. Alla lunga il bambino capirà che piangere e fare capricci non è né divertente, né utile se nessuno ti presta ascolto.

Bisogna attivare delle alternative per il piccolo: fargli comprendere che se usa parole gentili o segue delle regole ottiene di più. Chiaro che questi atteggiamenti devono essere incoraggiati e quindi il comportamento corretto deve essere sempre lodato.

Oltretutto questa ricerca di attenzioni può essere ridotta se per qualche minuto ogni giorno si gioca come desiderano loro.

I 7 motivi per cui tuo figlio piange: vuole qualcosa

I bambini piangono quando vogliono qualcosa. I pediatri ti diranno che i piccoli non capiscono la differenza tra desideri e bisogni. Li confondono: se voglio andare sulle giostre non si limitano a desiderarlo, lo pretendono. Subito.

Qual è in questi casi il comportamento più sbagliato? Cedere, per un senso di colpa o perché proprio non vuoi sentire altri pianti.

Quando accade si sta insegnando ai bambini che grazie alle lacrime può ottenere quello che vuole. Il che non farà che aumentare la frequenza del pianto durante le giornate. Con la riproposizione della stessa equazione vincente: piango/ottengo.

Non bisogna mai cambiare il comportamento in base alle lacrime del bambino. Meglio dire al piccolo «mi spiace, oggi non possiamo andare sulle giostre», e dimostrare chi è il genitore.

I 7 motivi per cui tuo figlio piange: troppi stimoli

I bambini piangono anche quando hanno troppi stimoli. Può accadere e sembra un paradosso, proprio mentre si diverte di più a una festa o in luoghi dove è possibile giocare con altri bambini. Capita infatti che all’improvviso, in queste situazioni, i piccoli inizino a piangere e senza un reale motivo. Potrebbe bastare una pausa, portarlo per qualche minuto lontano dal trambusto.

Se non dovesse funzionare, forse è meglio portarlo prima a casa.

I 7 motivi per cui tuo figlio piange: stress

Lo stress fa piangere soprattutto i bambini più grandi. Quelli che spesso vengono avviati dai genitori ad attività fisiche (piscina, calcio e così via), lezioni varie (inglese, piano): non hanno più il tempo per lasciarsi andare a giochi creativi, che sono utili anche per rilassarsi.

Cause di stress per i bambini possono essere anche le cose che gli capitano intorno:

  • litigi tra i genitori;
  • momenti particolari della famiglia (il malore del nonno, il cambio di casa);
  • ma anche – ed è stato dimostrato palese tra pandemia e guerra – le notizie che sente in televisione o dall’ascolto delle conversazioni degli adulti.

Il bambino può quindi essere stressato anche da cose che non lo riguardano in modo diretto.

Ai bambini più grandi si può insegnare a gestire lo stress e in particolare se gli viene consentito di svolgere attività creative e salutari.

I 7 motivi per cui tuo figlio piange

I 7 motivi per cui tuo figlio piange: non vuole fare qualcosa

I bambini piangono anche quando non vogliono fare qualcosa, come andare a letto o mettere in ordine i giocattoli. A volte quella tristezza può essere vera, ma più spesso è solo un trucco per evitare di fare una cosa che non gli piace.

Come bisogna comportarsi? La cosa da evitare è avviare con il piccolo una lunga discussione. Non serve a nulla e scalfisce l’autorevolezza del genitore. Meglio limitarsi a una frase di questo tipo: «So bene che è difficile mettere a posto i giocattoli se hai intenzione di continuare a giocare, ma bisogna farlo».

Spesso ovviamente non basta. Serve a questo punto imporre delle regole: «Se non li rimetti a posto ora, non ci giochi fino a domani». Ma non deve essere un avvertimento fine a se stesso, deve essere attuato.

Serve anche al bambino: gli insegni come agire in modo positivo quando se sente male per qualcosa che non vuole fare.

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