Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Fisco e tasse » Gestione del Debito » Pignoramento / I debiti pagati a rate interrompono la prescrizione?

I debiti pagati a rate interrompono la prescrizione?

I debiti pagati a rate interrompono la prescrizione? Vediamo in questo post se e quando la richiesta di rateizzazione di una cartella esattoriale comporta anche l’interruzione della prescrizione e l’impossibilità di contestare il debito.

di The Wam

Aprile 2024

I debiti pagati a rate interrompono la prescrizione? Il riferimento è alle cartelle esattoriali. Ci chiediamo se quando si chiede la rateizzazione venga anche bloccato il termine di prescrizione. Ma non solo: in questi casi è ancora possibile contestare il debito? Vediamo. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è la prescrizione?

La prescrizione stabilisce l’annullamento del diritto a richiedere il pagamento di un debito dopo un certo periodo. Questo intervallo di tempo varia a seconda della tipologia di debito. Se, durante questo periodo, il creditore non avvia azioni per la riscossione o non sollecita il pagamento, non potrà più pretendere la somma dovuta.

Durata della prescrizione per le cartelle esattoriali

La durata della prescrizione si differenzia in base al tipo di tributo:

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Quando si interrompe il termine di prescrizione

La prescrizione può essere interrotta. Quando accade, il conteggio del tempo necessario affinché un debito si prescriva riparte dall’inizio. Può avvenire in determinate circostanze e in base alle azioni sia del creditore sia del debitore.

Azioni del creditore che interrompono la prescrizione

L’interruzione della prescrizione si verifica quando il creditore compie azioni legali per esercitare il proprio diritto alla riscossione. Sono incluse:

Un’eccezione importante riguarda il pignoramento: in questo caso, la prescrizione non solo si interrompe ma rimane sospesa per tutta la durata della procedura.

Azioni del debitore che interrompono la prescrizione

Anche alcuni comportamenti del debitore hanno lo stesso effetto:

Quando la prescrizione viene interrotta, il periodo durante il quale il debito può essere richiesto ricomincia a decorrere da capo, a partire dal giorno successivo all’evento interruttivo.

I debiti pagati a rate interrompono la prescrizione? Sì

La decisione di pagare un debito a rate ha un impatto importante sulla prescrizione: comporta l’interruzione del termine per i debiti contenuti nelle cartelle esattoriali. Significa che, dalla richiesta di rateizzazione, il tempo disponibile per la riscossione degli importi dovuti riparte da zero.

Effetti della rateizzazione sul termine di prescrizione

Come accennato, quando il debitore aderisce a un piano di rateizzazione e rispetta gli accordi pagando regolarmente le rate, il termine di prescrizione rimane sospeso. La sospensione dura fino a quando le rate vengono pagate come previsto. Se il debitore smette di versare le quote e diventa moroso e in questo caso il piano di rateizzazione decade. Una delle conseguenze? La prescrizione riprende il suo corso normale da quel momento.

Questa interpretazione è stata confermata da numerose sentenze, come quella della Corte di giustizia tributaria della Liguria con il numero 252/3/2023. Un’ulteriore conferma arriva da un recente orientamento della Corte di Cassazione. L’Alta Corte ha chiarito che la semplice richiesta di rateizzazione da parte del debitore interrompa la prescrizione del debito, indipendentemente dall’accettazione piena del debito da parte del contribuente. Il principio è stato confermato nella sentenza numero 9242/2024 del 8 aprile 2024, emessa dopo un ricorso presentato da una società di riscossione.

Riconoscimento del debito e richiesta di rateizzazione

Secondo l’articolo 2944 del codice civile, l’atto di riconoscimento del diritto altrui, come avviene con la richiesta di rateizzazione, non impone una esplicita intenzione di accettazione del debito. È sufficiente mostrare la volontà di riconoscere l’esistenza del debito per interrompere la prescrizione. Questo aspetto è rilevante: indica che la semplice presentazione di una domanda di rateizzazione comporta di fatto un riconoscimento del debito da parte del debitore.

Quando chiedi la prescrizione ammetti anche il debito?

La presentazione di una richiesta di dilazione, o rateizzazione, però, non equivale automaticamente all’ammissione del debito da parte del contribuente. È un concetto fondamentale. IL motivo? Consente al debitore di mantenere aperta la possibilità di contestare la cartella esattoriale anche dopo aver avviato il pagamento a rate.

Distinzione tra dilazione e ammissione del debito

Secondo la Corte di Cassazione, infatti, la richiesta di pagamento a rate non manifesta necessariamente una piena accettazione del debito da parte del contribuente. Il debitore potrebbe scegliere la rateizzazione non perché riconosce il debito, ma per evitare conseguenze negative come pignoramenti o fermi amministrativi.

La possibilità di rateizzare senza un’esplicita ammissione del debito lascia quindi spazio al contribuente di valutare e, se necessario, contestare le cartelle esattoriali in un secondo momento.

Contestazione del debito post-rateizzazione

La possibilità di contestare una cartella esattoriale dopo aver richiesto la dilazione è comunque legata alla prescrizione del debito. Se la prescrizione si è completata prima della richiesta di rateizzazione, il debitore può ancora sollevare questa eccezione. Ma se la prescrizione si completa dopo la richiesta di dilazione, l’opportunità non è più disponibile, perché la dilazione interrompe il termine prescrizionale.

È possibile contestare il debito dopo la richiesta di rateizzazione?

Anche dopo aver avviato un piano di rateizzazione, esiste dunque la possibilità di contestare il debito. È una scelta da tenere in considerazione soprattutto quando si scopre che alcune cartelle esattoriali potrebbero essere state emesse in maniera non legittima o sono ormai prescritte.

Contestazione e prescrizione

La contestazione di una cartella esattoriale, avvenuta dopo la richiesta di rateizzazione, può riguardare anche la prescrizione del debito. Se la prescrizione del debito si è verificata prima della presentazione della richiesta di dilazione, il debitore ha ancora la possibilità di sollevare l’eccezione.

In altre parole, se il termine prescrizionale si è concluso prima che il debitore chiedesse la dilazione, questa via rimane aperta. Al contrario, se la prescrizione si completa dopo la richiesta di dilazione, l’eccezione di prescrizione non può essere accolta, a causa dell’interruzione del termine di prescrizione causata dalla stessa dilazione.

Importanza della dilazione nelle strategie di gestione del debito

La rateizzazione quindi non è solo uno strumento di gestione finanziaria ma anche un elemento strategico nella gestione delle controversie legate alle cartelle esattoriali. Circa il 50% delle entrate di riscossione proviene dai piani di rateizzazione in corso. Questo dimostra l’importanza e la diffusione della rateizzazione come strumento a disposizione dei contribuenti.

In conclusione, la rateizzazione delle cartelle esattoriali può essere una scelta importante per i contribuenti. Consente non solo di gestire meglio il proprio debito ma anche di mantenere aperte le opzioni per eventuali contestazioni. È fondamentale, tuttavia, essere consapevoli delle implicazioni legali legate alla prescrizione del debito: la rateizzazione interrompe il termine prescrizionale, ma non costituisce di per sé un’ammissione del debito.

I debiti pagati a rate interrompono la prescrizione?
Nell’immagine c’è un uomo pieno di debiti che ha deciso di pagarli a rate.

FAQ (domande e risposte)

La richiesta di rateizzazione interrompe la prescrizione dei debiti?

Sì, avviare un piano di rateizzazione per il pagamento delle cartelle esattoriali interrompe il termine di prescrizione dei debiti in questione. Questo avviene perché la richiesta di rateizzazione è considerata un riconoscimento del debito da parte del debitore, che manifesta così la volontà di saldare quanto dovuto. Dal momento della richiesta, il conteggio del tempo necessario per la prescrizione del debito riparte da zero, sospendendo il termine prescrizionale finché il debitore aderisce al piano di rateizzazione e onora i pagamenti come concordato.

Quanto dura la prescrizione per i tributi statali come l’Irpef?

Per i tributi dovuti allo Stato, come l’Irpef, l’Iva, l’Ires, l’Irap, e altri simili, il termine di prescrizione è di 10 anni. Questo significa che, dopo dieci anni dall’azione di riscossione o dall’ultimo sollecito di pagamento senza che il creditore abbia intrapreso ulteriori azioni legali per esercitare il proprio diritto, il debito non può più essere richiesto.

La prescrizione si può interrompere con un’azione esecutiva?

Sì, la prescrizione dei debiti si interrompe con l’avvio di un’azione esecutiva da parte del creditore, come il pignoramento, un preavviso di fermo auto, o ipoteca. Queste azioni dimostrano l’esercizio attivo del diritto da parte del creditore e, pertanto, interrompono il termine di prescrizione, facendo ripartire il conteggio da capo. Nel caso specifico del pignoramento, la prescrizione rimane sospesa per tutta la durata della procedura esecutiva.

Una semplice richiesta di rateizzazione può interrompere la prescrizione?

Sì, anche la semplice richiesta di rateizzazione da parte del debitore interrompe la prescrizione del debito. Questo accade perché tale richiesta implica un riconoscimento implicito del debito da parte del debitore, come confermato da sentenze della Corte di Cassazione. Questo principio sottolinea che non è necessaria una piena accettazione del debito da parte del debitore per interrompere la prescrizione; basta la manifestazione di volontà di dilazionare i pagamenti.

È possibile contestare il debito dopo aver chiesto la rateizzazione?

Sì, è possibile contestare il debito anche dopo aver iniziato un piano di rateizzazione. La legge consente al debitore di sollevare contestazioni relative alla cartella esattoriale, compresa l’eventuale prescrizione del debito, purché questa sia avvenuta prima della richiesta di rateizzazione. La richiesta di dilazione, infatti, non costituisce di per sé un’ammissione del debito, permettendo così al contribuente di esaminare e, se ritenuto necessario, contestare la legittimità delle richieste di pagamento anche in seguito.

Qual è il ruolo della dilazione nella gestione delle cartelle esattoriali?

La dilazione gioca un ruolo cruciale nella gestione delle cartelle esattoriali, offrendo ai contribuenti uno strumento flessibile per gestire i propri debiti senza dover affrontare immediatamente l’intero importo dovuto. Circa il 50% delle entrate di riscossione deriva dai piani di rateizzazione, evidenziando come questa opzione sia ampiamente utilizzata e apprezzata dai contribuenti. La dilazione permette di evitare conseguenze negative come pignoramenti o fermi, offrendo al contempo la possibilità di contestare la cartella esattoriale o di verificare l’applicabilità della prescrizione in un secondo momento.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul fisco e sulle tasse:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp