I positivi che si nascondono saranno denunciati

I positivi che si nascondono saranno denunciati: lo hanno annunciato i presidenti delle Regioni, troppe persone evitano la quarantena da contagiati. Si rischiano ovvie sanzioni amministrative, ma anche una denuncia penale per epidemia colposa.

4' di lettura

I positivi che si nascondono saranno denunciati. È la proposta/minaccia delle Regioni per impedire la fuga dalla quarantena. Se gli appelli delle Asl sono caduti nel vuoto, l’avviso dei Governatori sembra molto più concreto. E preoccupante.

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I positivi che si nascondono: i dati

I casi di positivi che si nascondono, o meglio, eludono il periodo di quarantena, è alto in tutte le regioni italiane. Dalla Campania all’Emilia Romagna. Nel solo Veneto sono 783. Ovvero: 783 persone potenzialmente contagiose e tranquillamente in circolazione.

I positivi che si nascono, ma come funziona? In genere dopo un tampone positivo staccano i cellulari e si rendono – in termine giuridico – irreperibili. Non si riesce a rintracciarli.

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I positivi che si nascondono: tolleranza zero

Dalle Regioni in queste ore è arrivato chiaro e netto l’invito alle Asl che si occupano del tracciamento dei casi: nessuna tolleranza per chi si sottrae alla quarantena e va in giro con la consapevolezza di poter diffondere il virus. Tolleranza zero significa: denunciate i positivi che si nascondono.

E si tratta, per inteso, di una denuncia penale. Oltre alla sanzione, naturalmente.

I positivi che si nascondono, o meglio quelli che vanno al lavoro o a spasso non dicendo a nessuno di avere il virus (anche se in forma asintomatica), non solo rischiano di diffonderlo (e la variante Delta è molto più contagiosa come sappiamo), ma rende del tutto impossibile il tracciamento dei casi, una delle armi più efficaci per tentare di ridurre la diffusione del covid.

I positivi che si nascondono per andare in vacanza

Come detto molti positivi si nascondono non rispondendo alle telefonate dell’Asl. Ma c’è anche anche chi ha fornito numeri di telefono inventati o indirizzi fasulli. Molto spesso per evitare l’isolamento e non perdere il periodo di vacanza, o anche per non essere costretti a disertare il lavoro.

E quindi, dopo un primo test rapido positivo, non si presentano agli appuntamenti per il test molecolare di conferma. Quello che di fatto rende poi obbligatoria la quarantena.

I positivi che si nascondono: cosa rischiano?

Cosa rischiano i positivi che si nascondono, quelli che spariscono per evitare di finire in quarantena? Di certo la sanzione amministrativa di 400 euro. Ma il rischio penale è molto più grave: il reato ipotizzabile infatti è quello di epidemia colposa.

I positivi che si nascondono possono alimentare il contagio

Una situazione pericolosa, o che comunque rischia di alimentare il contagio e proprio alla vigilia, o quasi, della ripresa di settembre e della riapertura delle scuole.

I contagi in Italia restano piuttosto alti, ma con una crescita che seppur costante continua a restare lenta.

Il contagio in Italia

I nuovi casi sono stati ieri 7.224, con 49 morti.

Questo il dato regione per regione:

  • Lombardia:+ 504 casi
  • Veneto: + 505 casi
  • Campania: + 539 casi
  • Emilia-Romagna: + 637 casi
  • Piemonte: + 250 casi
  • Lazio: + 661 casi
  • Toscana: + 700 casi
  • Sicilia: + 1.508 casi
  • Puglia: + 347 casi
  • Friuli-Venezia Giulia: + 113 casi
  • Marche: + 156 casi
  • Liguria: + 206 casi
  • Abruzzo: + 101 casi
  • Calabria: + 282casi
  • P. A. Bolzano: + 58 casi
  • Sardegna: + 403 casi
  • Umbria: + 128 casi
  • P. A. Trento: + 48 casi
  • Basilicata: + 45 casi
  • Molise: +12 casi
  • Valle d’Aosta: +11 casi
  • Le Regioni più a rischio

Le Regioni con un numero maggiore di nuovi casi sono la Sicilia, il Lazio e l’Emilia Romagna.

L’isola ha evitato per un nulla il passaggio in zona gialla. Ma gli esperti ritengono che se il trend continua, l’isola entro settembre sarà in arancione.

Il timore è che i positivi che si nascondono possano alimentare la crescita del contagio e contribuire, insieme agli asintomatici, a un peggioramento della fascia di rischio e quindi con un aumento delle restrizioni. Non solo in Sicilia, ma in tutto il Paese.

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