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I segreti della chimica dietro i libri di Primo Levi

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È mai esistita una connessione tra letteratura e scienza? Ce lo spiega il professor Antonio Saccone, docente di letteratura italiana contemporanea all’Università Federico II di Napoli, attraverso vari excursus all’interno del convegno svoltosi all’Università degli Studi di Salerno che vede protagonista Primo Levi, chimico oltre che scrittore, introducendo il centenario della sua nascita che si celebrerà nel 2019.

L’interconnessione tra letteratura e chimica è sempre esistita, basti pensare al pensiero scientifico Settecentesco dove l’uomo veniva definito “il prodotto della natura”. Lo stesso Galileo , scienziato e appassionato di letteratura, credeva che la più grande scoperta umana fosse l’alfabeto, definito dallo scienziato come un “sistema combinatorio che rende conto della molteplicità dell’universo”.

La scienza, sin dai tempi più antichi, ha modificato la vita umana; sino ad oggi non potevamo credere che essa potesse essere in correlazione con un’altra disciplina ma le cose sono cambiate. Nel 900, continua il professor Saccone, si diffuse il movimento futurista (movimento di modernità e tecnica) e, durante questo periodo, uno scienziato faceva leva sulla cultura novecentesca: Albert Einstein. Lo scienziato  affermava che la scrittura doveva stare “al passo con i tempi” ed essere soggetta a dei metodi scientifici . Il libro stesso di Primo Levi, intitolato “Il sistema periodico”, è costituito da paragrafi che hanno il nome di elementi chimici; egli è stato influenzato dalle diverse correnti e pensieri tanto da definirsi “spaccato in due metà paranoiche”. Con il tempo l’autore ha riscontrato biasimi ma anche aiuti come quello del suo fedele compagno (nonché l’allora direttore editoriale dell’Einaudi) Italo Calvino che fu un suo sostenitore. 

La tecnologia trasforma il mondo umano e con esso i nostri comportamenti ; da essa possiamo imparare molto come Levi fece con il metodo scientifico scoprendo e studiando diversi elementi che ha successivamente utilizzato nelle sue opere. Il professore Saccone, infine, sottolinea come la duplicità in Levi (chimico da una parte e letterato dall’altra) si possa contestualizzare nel nostro mondo: si cerca di dividere le due discipline, scienza e letteratura, ma, in realtà, l’una aiuta l’altra entrando in contatto ed entrando nel profondo delle cose.

Forse Primo Levi aveva già anticipato la nostra società o, chissà, forse la scienza ha anticipato noi o ha trasformato l’uomo in una macchina ma noi non ce ne siamo ancora accorti.

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