Iacobacci: Pip, storia e cultura, così rinasce Santa Paolina

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Rilanciare il comune irpino di Santa Paolina e farne un paese moderno, turistico, ridando vigore alle attività artigianali e attirando investimenti da fuori provincia. E’ questa la sfida del candidato sindaco, Danilo Iacobacci, avvocato penalista presso il foro di Avellino, già Professore Universitario, oltre che Dottore di Ricerca in Politiche penali dell’Unione Europea ed autore di numerose pubblicazioni scientifiche, appoggiato dalla lista “Rinascita”. Un gruppo eterogeneo che ha riunito professionisti, artigiani e imprenditori. The Wam ha intervistato il candidato sindaco per scoprire i dettagli del suo progetto per Santa Paolina.

Rinascita è una sfida chiara. Come immaginate di rilanciare il paese?

“Innanzitutto con il turismo, partendo dalle nostre eccellenze. L’Irpinia è la provincia dei tre vini DOCG (Greco di Tufo, Fiano e Taurasi) e proprio Santa Paolina è uno degli otto comuni irpini che può vantare un’eccellente produzione di Greco di Tufo. Vogliamo valorizzare la produzione vinicola con la realizzazione di un percorso turistico enogastronomico, da portare avanti prima su scala comunale e poi creando un consorzio vinicolo. Vogliamo promuovere il nostro artigianato a partire dall’arte del tombolo, alimentando iniziative con Comuni che hanno una tradizione analoga”.

Scorrendo il suo programma elettorale, si nota particolare attenzione allo sviluppo industriale. Come immagina un percorso così complesso?

“Se i cittadini decideranno di premiarci, abbiamo in mente un progetto che parte dall’analisi del Puc (strumento urbanistico comunale) per puntare sul Piano degli Insediamento Produttivi (Pip). Creare un’area industriale, grazie alla sinergia con comuni vicini, per attirare investimenti da fuori provincia. Con contatti maturati con la mia attività di avvocato e professore, ho già in mente delle collaborazioni che si potrebbero sviluppare con realtà industriali e produttive affermate in Italia. La realizzazione del Pip avrebbe un duplice vantaggio, uno a breve e uno a medio termine: impiego di ditte edili del posto, conformemente al regolamento previsto in materia, e nuovi posti di lavoro generati dalle attività che decideranno di investire su Santa Paolina. Un paese bellissimo che, purtroppo, si sta spopolando: con i giovani che vanno via, spesso a malincuore perché non hanno lavoro. E proprio per loro abbiamo in mente lo sviluppo di Master universitari”.

Come intende sviluppare quest’altro aspetto del suo programma e perché lo ritiene fondamentale?

“Immagino corsi di specializzazione, nati dalla sinergia con università pubbliche ed enti di formazione privati che, oltre a formare i ragazzi per il mondo del lavoro, hanno il vantaggio di attirare laureandi da fuori provincia. E così, nei giorni del master, finire per dare vigore al tessuto ricettivo e produttivo locale. Un’altra questione a cui tengo molto è la realizzazione di un presidio sanitario con annesso sito di primo soccorso dotato di defibrillatore e la riqualificazione del centro storico a partire dal manto stradale di Corso Vittorio Veneto”.

Un tasto dolente di Santa Paolina e altri piccoli comuni è una povertà di offerta culturale che finisce per non riflettere le potenzialità del paese e le sue ricchezze. Che ne pensa?

“Io amo questo paese, dove ho trascorso gran parte dell’infanzia e anche il periodo universitario. Quando mi appoggiavo da mia nonna. Lei è stata fondamentale per il raggiungimento del mio sogno di fare l’avvocato. Sarebbe stata davvero felice di vedermi intraprendere questa sfida. Anche per onorare la sua memoria ho deciso di fare della sua casa, proprio quell’abitazione dove studiavo, la mia “base operativa”. Scusami la digressione, per tornare alla tua domanda: vogliamo organizzare eventi che non siano fini a sé stessi ma tratteggino un percorso di valorizzazione valido tutto l’anno. Quindi sicuro un’ “Estate di Santa Paolina” e un “Natale di Santa Paolina” all’insegna della comunità. Abbiamo poi qualche idea, coinvolgendo delle associazioni, per realizzare una scuola di teatro e un cineforum che impegni i giovani che intendono partecipare. Noto una particolare sensibilità dei ragazzi verso tematiche come quelle ambientali. E’ per questo che ci teniamo alla bonifica di siti inquinati e all’organizzazione di iniziative come le giornate ecologiche”.

La presentazione della sua lista ha un po’ spiazzato tutti. E anche la composizione è piuttosto eterogenea. Come si fanno convivere professionalità così diverse?

“Sono eterogenei come lo è ogni comunità. Le differenze sono ricchezze che si integrano fra loro. Abbiamo per esempio Roberto Papa, un artigiano che disegna pelli ed esporta i suoi prodotti ovunque, o Marilena Aufiero, un’avvocatessa che ha deciso di non andare via e ha inventato dal nulla una cantina, Bambinuto, che esporta perfino in Usa e in Giappone. Lei ama questo paese come tutti noi. E poi ci sono Alfonso Gnerre, Giovanni De Rienzo e Giovanni Antonio Leone, Mariagrazia Cecere e Maria Luisa Lepore, che hanno deciso di vivere a Santa Paolina e fanno chi l’operaio, chi la parrucchiera e chi la salumiera. Lavori differenti, ma una fiducia comune nel rilancio di questo paese. Se penso al concetto di Rinascita, poi, non posso non citare Gabriella Maria Spinelli. Una forza della natura. Ha affrontato con coraggio e determinazione straordinarie il suo handicap. Ha costruito una famiglia eccezionale. Anche per lei e grazie a lei vogliamo ridurre le barriere architettoniche in città. Cito poi Matteo Iandoli e Luigi Iandoli: quest’ultimo è un sindaco che si è occupato di opere pubbliche fondamentali per Santa Paolina. Avere in squadra la loro saggezza e conoscenza del paese e delle sue esigenze è un valore inestimabile. Ringrazio tutti loro per aver accettato questa sfida: sono la migliore squadra che potessi desiderare”.

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