Iacopo Melio: vivo in carrozzina ma faccio salti altissimi

Iacopo Melio
6' di lettura

Iacopo Melio, un vero eroe. La Sindrome di Escobar lo ha costretto a vivere sulla sedia a rotelle, ma lui ha trasformato la disabilità nella spinta per abbattere gli stereotipi. Con la sua fondazione e i progetti per il sociale ha riunito centinaia di migliaia di persone. Sul web la comunità che lo segue ha superato il mezzo milione.

Iacopo è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella. La sua è una storia straordinaria. L’abbiamo raccolta, su The Wam, grazie all’aiuto di Luca Iavarone, direttore creativo di Fanpage, che per primo ce ne aveva parlato. Iacopo è il nostro eroe digitale di oggi.

Chi è Iacopo Melio oggi?

“Un ragazzo come tanti, così banale da essere un ottimo studente fuoricorso: mi manca un esame, ormai da tre anni, per la laurea in Scienze Politiche, curriculum in comunicazione e giornalismo. Ho ventisei anni e abito a Cerreto Guidi, un Comune sperduto in provincia di Firenze, tra olivi e viti che creano un paesaggio mozzafiato. Lavoro come giornalista freelance per Fanpage.it e pubblico libri”. (Sul suo sito scopri di più su Iacopo Melio)

Quali sono i “salti altissimi” che compi ogni giorno?

“Con il mio lavoro cerco di dare voce a chi subisce ogni giorno la violenza del non ascolto, raccontando le loro storie e provando ad attivare piccoli cambiamenti nella testa di chi mi legge: imparare a mettersi nei panni degli altri non è semplice, ma una volta che iniziamo a praticare l’empatia riusciamo ad avere sguardi preziosi sul mondo”.

La sindrome di Escobar non ti ha mai fermato. Quale atteggiamento mentale hai utilizzato per affrontare al meglio la situazione, soprattutto quando eri molto giovane?

“Non ho mai dovuto affrontare niente se non me stesso: la disabilità ha sempre fatto parte di me. Non sono un “incidentato”, non sono diventato disabile dopo esser nato. Per me questa è la mia normalità, coi suoi alti e i suoi bassi, perciò non c’è stato alcun atteggiamento mentale da sfoderare se non quello di vivere la mia vita, e quel che comporta, nel modo più naturale possibile”.

Quando e come è nato “un mare tutto possibile”, una campagna di crowdfunding di straordinario impatto?

“Quello è stato uno dei tanti progetti finanziati con la mia Onlus #vorreiprendereiltreno. Ogni anno in occasione del mio compleanno creo una raccolta fondi. Nel 2017 ho scelto di destinare il ricavato della consueta raccolta all’acquisto di due sedie “JOB”, che permettono a chi è disabile di fare il bagno nel mare. Le sedie le abbiamo poi regalate ad uno stabilimento balneare accessibile di Marina di Grosseto (GR). Credo sia stato un segnale bello forte: il diritto al divertimento viene spesso messo in secondo, ma anche terzo o quarto piano quando, invece, fare una vacanza al mare significa anche tutelare la salute delle persone essendo una vera e propria terapia”.

Sui social network sei seguitissimo: quali sono i segreti di Iacopo Melio per una comunicazione vincente?

“La spontaneità e la naturalezza sono sempre vincenti, così come mantenere un contatto diretto con chi legge. A questo proposito, non vorrò mai qualcuno a gestire i miei canali social personali, proprio perché credo che occorra una certa vicinanza col “pubblico”. In questo modo non c’è alcun piedistallo né filtro, ma si è tutti sullo stesso piano: se a questo si aggiunge il prendersi spesso poco sul serio e l’usare ironia (e autoironia), allora davvero i concetti espressi possono arrivare in modo più leggero ed efficace”. (Sulla sua pagina facebook Iacopo pubblica ogni giorno tanti contenuti interessanti e ispiranti)

Come si costruisce una comunità affiatata e attiva come quella di Iacopo Melio?

“Con costanza, raccontando e raccontandosi ogni giorno, dalle cose più piccole e quotidiane alle battaglie più serie e strutturate. Cerco sempre di guadagnare la fiducia di chi mi segue, che si tratti del mio lavoro o dell’impegno con la Onlus, aggiungendo alle parole fatti e prove concrete: quando le persone toccano con mano ciò che fai, in modo positivo, provano piacere nel sentirsi partecipi”. (Se trovi questo articolo interessante, condividilo con i tasti social. A te costa un attimo, ma ci aiuterebbe a crescere molto)

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Vorrei prendere il treno: come è nata la tua onlus e di che progetti si occupa oggi?

“Tutto è partito da un mio articolo autoironico sulle barriere architettoniche, diventato così virale sul web da accendere per qualche mese l’attenzione soprattutto sui “progressi” istituzionali che l’articolo stesso aveva portato. Così ho deciso, insieme a due persone fidate, di fondare una Onlus con l’obiettivo di continuare a sensibilizzare e al tempo stesso realizzare progetti sulla disabilità, non solo per quanto riguarda l’accessibilità ma per un’inclusione a 360 gradi. Ad oggi, infatti, ci occupiamo di varie tematiche oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche: pet-therapy, sostegno psicologico, musicoterapia, trasporto scolastico, sicurezza nelle scuole e tanto altro”.

Sono single per forza, non piglio l’autobus”: così dici in un tuo fortunato scritto. Per te la condivisione di ciò che vivi ogni giorno è un valore aggiunto: dove si trova il coraggio per esporsi e mettersi così in gioco?

“Le cose artefatte non funzionano. Per avvicinare le persone serve mostrarsi veri, umani, e quindi anche fragili. Non dico che non debba esserci alcuna privacy, ma se si sceglie di portare avanti certe battaglie è indispensabile esporsi e mettersi in gioco, l’importante è farlo senza maschere né troppi scudi: pronti a ricevere critiche e attacchi, ma anche continuamente aperti al dialogo e al confronto. Se si vuol ricevere, da questa società, si deve essere pronti anche a dare facendo la propria parte”.

Iacopo Melio
Iacopo Melio

Che significa, per Iacopo Melio, vivere ogni giorno prendendo il bello che arriva?

“Significa imparare a cambiare prospettiva, godendosi il mondo attraverso punti di vista inediti che, senza dubbio, non possono che arricchire. Che non vuol dire non avere mai momenti di sconforto, ma quantomeno imparare, da essi, a risollevarsi (anche, o soprattutto, sapendo chiedere aiuto quando occorre)”.

Che vuol dire oggi essere disabili in Italia?

“Significa pagare un prezzo troppo alto per poter essere liberi. Non avere i giusti strumenti per poter scegliere il futuro che si desidera. Significa non essere, ancora, pienamente indipendenti e autonomi. Significa dover lottare ogni giorno per veder riconosciuto il proprio status di cittadino”. (Sulla pagina Instagram di Iacopo foto dei suoi progetti)

I tre insegnamenti più importanti che daresti a tuo figlio?

“Gli insegnerei ad ascoltare, osservare e agire. Perché si può sempre fare”.

Iacopo Melio
Iacopo Melio

Puoi realizzare un solo grande progetto: che sarebbe?

“A livello personale, vorrei riuscire ad ottenere un’indipendenza lavorativa e personale tale da poter andare a vivere da solo, con un assistente domiciliare, un giorno. A livello collettivo, sarebbe un sogno poter smuovere la politica con le sole parole, al punto da finanziare il “Fondo Vita Indipendente” abbastanza da coprire tutte le richieste”.

Un film che non manca mai nel tuo pc e perché?

Il postino” di Massimo Troisi, perché di amore dobbiamo ammalarci e restare malati”.

Un libro che non manca mai nella tua biblioteca e perché?

Angelicamente anarchico di Don Andrea Gallo, che tengo perennemente sul comodino, perché è l’unica Bibbia in cui credo”.

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