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Iart, Var per marciatori: ecco come l’abbiamo creata

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2' di lettura

Una var per marciatori: ecco Iart. Un sensore che evidenzia le irregolarità durante la marcia e traccia le prestazioni dell’atleta in tempo reale. L’applicazione può essere regolata dal tuo smartphone. Iart è un progetto nato dall’idea di di Stanislao Grazioso e del marciatore Teodorico Caporaso, entrambi del Dipartimento di Ingegneria Industriale della Federico II di Napoli”.Ed è una delle tante startup innovative che gravitano intorno all’incubatore di idee Campania NewSteelLo stesso incubatore di alcune imprese che vi abbiamo già descrittoJafood che vuole rivoluzionare le consegne a domicilio e Megaride che sviluppa software anche per Audi e Ducati.

Iart, Var per marciatori: come funziona

“L’idea – spiega Stanislao – era quella di offrire un supporto efficace agli allenatori per tenere d’occhio e incrementare le prestazioni degli atleti. Iart consente al marciatore di indossare il sensore che non è invadente. E può essere monitorato dall’esterno, magari attraverso un’app del cellulare”.

Iart, var per marciatori: Teodorico Caporaso
Teodorico Caporaso

Iart, Var per marciatori: quale problema risolve

Il sistema permette di riscontrare le irregolarità durante la marcia. Dove ci sono regole molto stringenti in relazione all’andatura dell’atleta. Durante la competizione non ci devono essere, infatti, perdite di contatto evidenti fra il piede e l’asfalto. Lo strumento utilizzato per la valutazione è l’occhio umano.

“Iart permetterebbe di tracciare l’andamento di tutti gli atleti in modo certo e scientifico. Oltre a offrire agli allenatori una serie di parametri utili per la lettura della prestazione. In tempo reale”. (Leggi questo articolo dal sito ufficiale della Fidal, la Federazione italiana di atletica leggera, per approfondire le regole della marcia)

Iart, Var per marciatori: quale problema risolve

Per ora gli unicconcorrenti di Iart parlano spagnolo. Il Politecnico di Barcellona sta infatti sviluppando una suola che funge da sensore. Una soluzione, comunque, più invadente rispetto a quella di Teodorico e Stanislao.

“Noi – dice Stanislao – cercavamo un sistema efficace che fosse il meno fastidioso possibile per gli atleti. Vogliamo che Iart non si usuri dopo una marcia che può durare anche più di cinquanta chilometri”.

Iart, Var per marciatori: i riconoscimenti

Iart è stato già finalista alla Startcup Campania del 2018 ed è arrivato secondo alla “Student project competition” indetta dall’ISEA (associazione internazionale sull’ingegneria dello sport).

“Ora – spiega Stanislao – puntiamo a essere presenti alle olimpiadi di Parigi del 2024”.

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