Artisti e creativi

Avellino-Roma col rap del Cervello: benvenuti nella mia Spirale

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Il cervello

Antonio Preziosi,  giornalista di Fox Italia, in arte Il Cervello, classe 1991, rapperscreamer (sottogenere del metal) e compositore cresciuto ad Avellino, risiede a Roma da più di dieci anni. Ora ha lanciato il suo primo album, “Spirale“, dove parla della sua lotta (vinti) con i demoni interiori. La solitudine, paura del futuro, la linea sottile che divide la vita e la morte.

Antonio Preziosi Il Cervello
Antonio Preziosi Il Cervello

Come è nato il progetto musicale il Cervello e perché questo nome?

“Il progetto nasce dopo una lunga pausa di riflessione. In seguito a diverse delusioni avevo appeso il microfono al chiodo per focalizzarmi esclusivamente sul mio lavoro di giornalista. Ho impiegato il tempo a studiare, leggere libri su libri, guardare migliaia di film, viaggiare e conversare con i miei amici. Ero arrabbiato con il mondo per tutto ciò che non andava nella mia vita, ho allontanato amicizie e persone tossiche e per ultimo, ho capito che per cambiare le cose dovevo guardare prima di tutto dentro me stesso”. (Per scoprire di più su Il Cervello segui la sua pagina facebook)

Quando il primo incontro de Il Cervello con la musica?

“A 13 anni. Ero nel pieno della MTV Generation, guardavo videoclip musicali dalla mattina alla sera. In quel periodo ho scoperto tante delle mie band e artisti preferiti: Linkin Park, Marilyn Manson, David Bowie, Slipknot, KoRn, Nine Inch Nails, Faith No More e Red Hot Chili Peppers. In particolare, ero affascinato non solo dalla figura del frontman (del vocalist per intenderci) ma del bassista. Ispirato da Flea dei RHCP e Saturnino, collaboratore di Jovanotti, ho imbracciato il primo basso e ho militato in diverse band del panorama underground punk, metalcore e pop-punk”. (Se ti piacciono le interviste ai musicisti, leggi questa a Simone Tomassini che ha aperto centinaia di concerti per Vasco e aperto un’accademia speciale).

Quali gli artisti della scena hip hop italiana e straniera che ti hanno influenzato?

“Della scena Hip Hop italiana, sicuramente Neffa. Non semplicemente “rapper” ma un vero e proprio artista a 360 gradi. Gli Articolo 31, che in Italia hanno contribuito a rendere l’Hip Hop un fenomeno positivo di massa. Il primo Jovanotti (che come Neffa ha deciso poco dopo di sperimentare altri mondi musicali), Fabri Fibra (che ho adorato soprattutto nel periodo Turbe Giovanili/Mr.Simpatia). Di artisti hip hop stranieri invece: Beastie Boys, RUN DMC, Mos-Def, Tyler the Creator, Rakim, Mac Miller, Cypress Hill e Public Enemy. Attualmente ascolto molto Kanye West (come artista, non per le sue idee politiche e di vita), Jay-Z, Black Eyed Peas e Kendrick Lamar. Oltre ad un ascolto hip hop, ascolto praticamente tutti i generi musicali (o almeno la maggior parte). Di artisti italiani apprezzo i Subsonica, Linea 77, Brunori S.A.S, Cesare Cremonini, Lucio Dalla, De Gregori, De Andrè, Luigi Tenco, Bluvertigo/Morgan, Caparezza, Niccolo Fabì e Franco Battiato. Di internazionali (in aggiunta agli artisti della seconda domanda): Tom Waits, Iggy Pop, Rolling Stones, The Beatles, Tool, Radiohead”. (Su Instagram Il Cervello posta foto di backstage e retroscena)

Il tuo primo album, “Spirale”: raccontaci qualche aneddoto e il messaggio se si tratta di un concept album

“Spirale è innanzitutto un concept album, ogni canzone contiene un messaggio di distruzione e rinascita interiore. Mi sono ispirato all’Arcano XIII dei tarocchi, comunemente chiamata La morte. Una carta parecchio fraintesa. Molte persone credono che sia negativa in quanto rappresenta uno scheletro con una falce con due teste mozzate sul terreno (probabilmente tagliate dallo scheletro) ma non è semplicemente questo. In realtà rappresenta un periodo duro, autodistruttivo che conduce ad una vera e propria rinascita, preannuncia un bel momento. Uno dei momenti più difficili è stato sicuramente accettare la morte di mio Nonno (ho avuto la fortuna di fargli ascoltare l’album 2 giorni) prima della sua morte.

Ma non solo: avverte di non fermarsi alle apparenze, di guardare oltre, verso l’invisibile. La Spirale sta a significare invece il libero arbitrio. La copertina rappresenta la possibilità di scelta nella nostra vita: possiamo percorrere tante strade nella vita siamo liberi di capire qual è la migliore per noi”.

Io sono fatto di cera: raccontati la genesi di questo pezzo de Il Cervello…

Io sono fatto di cera è la riproduzione musicale e testuale dei demoni interiori in ognuno di noi. Può essere la storia di chiunque ed in parte anche la mia. È dedicata ad un amico che è stato sopraffatto dai propri tormenti.
Il videoclip è stato diretto da Michael Giannantiempo e scritto dallo stesso Micheal e da me vocalist. E’ambientato nel borgo fantasma di Apice Vecchia, nel beneventano. Una location cupa e ricca di mistero, perfetta per raccontare – tramite l’escamotage di un sogno lucido – la caduta prima della rinascita. I demoni mi tormentano per tutta la durata del videoclip, salvo poi comprendere di poter controllare il sogno e affrontarli. A fine video, mi sveglio e mi focalizzo non più sul passato, bensì sul presente e sul futuro, che sono entrambi ancora da scrivere”.

Hai una foto con teschio che ricorda Amleto: c’entra il tema della caducità della vita o volevi comunicare qualcos’altro?

“L’aspetto della fragilità è sicuramente parte del video ma in realtà si focalizza più su una temporanea caduta, sull’ansia di essere sovrastato, di non riuscire a realizzare i miei obiettivi. I teschi sono in parte ispirati al film “Endless Poetry” (Poesia sin fin) di Alejandro Jodorowsky”.

Progetti futuri a cui stai lavorando?

“Dopo Spirale EP uscirà un album completo da 10 tracce. Conterrà i primi 3 singoli (Io sono fatto di cera, Il tuo posto nel mondo e Storie di fantasmi) e le 2 strumentali. Inoltre, 5 canzoni di nuova produzione (alle quali sto lavorando personalmente alla composizione)”

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