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Il datore di lavoro può negare il congedo 104?

Il datore di lavoro può negare il congedo 104? Vediamo in questo articolo quali sono i diritti del lavoratore e il comportamento che dovrebbe tenere.

di The Wam

Marzo 2022

Il datore di lavoro può negare il congedo 104? È una domanda ricorrente, anche perché evidentemente molti si sono trovati di fronte a un rifiuto. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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La questione è indubbiamente delicata. Se, infatti, da una parte il congedo straordinario concesso con la Legge 104, e che può durare fino a due anni, è un diritto per il lavoratore che assiste un familiare con disabilità, è anche vero che in determinate occasioni quell’assenza prolungata può determinare delle difficoltà organizzative nell’azienda dove svolge l’attività.

Me vediamo come funziona e quali sono i diritti del lavoratore (anche rispetto alle esigenze del titolare dell’azienda dove opera).

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Chi ha il congedo 104 può essere licenziato?

Il datore di lavoro può negare il congedo 104? Chi ne ha diritto

Il congedo straordinario (articolo 42, comma 5 del decreto legislativo numero 119 del 2011) concede al familiare che assiste una persona con disabilità grave il diritto di beneficiare di due anni retribuiti di congedo (presi tutti insieme o frazionati).

Possono usufruirne (in ordine di priorità):

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Il datore di lavoro può negare il congedo 104? La domanda

La domanda per beneficiare del congedo straordinario deve essere presentata all’Inps (modello cod. SR10) via internet sul portale dell’Istituto (o rivolgendosi a un patronato). Una copia deve essere consegnata anche al datore di lavoro. L’Istituto di previdenza dopo aver esaminato la domanda comunicherà l’esito.

Vediamo cos’altro prevede l’articolo 42:

I disabili possono usufruire del congedo Legge 104

Il datore di lavoro può negare il congedo 104? Una sola persona

Così come per i permessi retribuiti anche il congedo straordinario non può essere richiesto se la persona con disabilità grave è ricoverata a tempo pieno in una struttura.

E sempre come i permessi il congedo può essere concesso a un solo lavoratore. L’eccezione riguarda solo per i genitori di un figlio con handicap: possono beneficiarne alternativamente.

Il datore di lavoro può negare il congedo 104? A chi non spetta

Non possono invece beneficiare del congedo retribuito legge 104 questi due lavoratori:

Non ne può beneficiare neppure il lavoratore che usufruisce della legge 104 per sé stesso, mentre ha diritto ai permessi retribuiti.

Legge 104 4 congedo straordinario, serve la residenza?

Il datore di lavoro può negare il congedo 104? Vediamo

Ma veniamo al dunque: il datore di lavoro può negare il congedo 104?

Come abbiamo visto tutta la procedura per chiedere e ottenere la fruizione del congedo straordinario non richiede che ci sia una comunicazione diretta tra il lavoratore e il datore di lavoro.

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Di fatto è l’Inps che informa il titolare dell’azienda del periodo in cui il dipendente non svolgerà la sua attività.

Il datore di lavoro può solo prendere atto della decisione del lavoratore, non ha quindi il potere di rifiutare o concedere quel periodo di “sospensione”.

Il datore di lavoro può negare il congedo 104? Correttezza

Ma è anche vero che il dipendente non dovrebbe mai agire senza rispettare quelli che sono i principi di correttezza e buona fede (inseriti anche nel contratto nazionale di lavoro).

E proprio per questo motivo, e per non ignorare anche le esigenze dell’azienda, sarebbe opportuno, se non ci sono cause che impongono la fruizione immediata del congedo, scegliere quei periodi in cui l’azienda potrebbe avere meno problemi per la sua assenza.

Ma non solo, quando è possibile sarebbe anche opportuno comunicarlo con un certo anticipo, così da consentire al datore di lavoro di provvedere in tempo.

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