Il Fuoco freddo dell’arte per salvare una gioventù bruciata

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Chiusi in una stanza, lasciano che la vita scorra via. Prigionieri di un’apatia che li tiene intrappolati in una gabbia, fino a quando una tela irrompe nelle loro esistenze, cambiandole per sempre. I protagonisti del cortometraggio del 25enne Alessandro Guerriero, “Fuoco Freddo”, approdato alla 43esima edizione del Festival Laceno d’oro di Avellino, sono due ragazzi che si confrontano con un forte disagio esistenziale.

L’opera è stata girata al Roma, dove Alessandro, originario del capoluogo irpino, ha studiato e sta realizzando il suo sogno di fare il regista. 

Il cortometraggio, che dura nove minuti, è stato girato con l’aiuto di alcuni amici: siciliani, fiorentini, romani.

“Il progetto – spiega Alessandro a The Wam – è autofinanziato. I protagonisti del film sono un artista e uno scienziato. Uno estroso e pervaso da emozioni dirompenti, l’altro freddo e razionale. Entrambi sono però prigionieri di un forte male di vivere”.

Fino a quando l’arte irrompe nelle loro vite. Una tela e un cavalletto diventano la porta per fuggire da una esistenza che non sentono davvero propria. Come l’Alice di Lewis Carroll i due ragazzi vanno alla scoperta di un mondo pieno di rivelazioni stranianti in una escalation di episodi surreali.

“I due protagonisti del corto vomitano le loro emozioni sulla tela. In un continuo viaggio di ricerca alla scoperta della propria vita e soprattutto degli obiettivi da centrare”

Il film è stato prodotto dall’Associazione culturale del registra, L.A.C.S. – Laboratorio Arte Musica e Spettacolo.

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