Il medico di base deve fare le visite a casa?

Il medico di base deve fare le visite a casa? Vediamo cosa dice la norma e quali sono gli obblighi del professionista. Come si valuta la “non trasferibilità” dei pazienti. Cosa rischia il medico se rifiuta di visitare un caso urgente. Fin dove possono spingersi le richieste degli assistiti. E se e quando si paga una visita domiciliare.

6' di lettura

Il medico di base deve fare le visite a casa? La questione è molto dibattuta, soprattutto in questi periodi, con l’influenza, malattie dell’apparato respiratorio (e casi di Covid) che costringono a letto tanti cittadini. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Rispondiamo subito alla domanda iniziale, poi verifichiamo insieme i vincoli, le eccezioni e cosa stabiliscono i contratti e la legge.

Potrebbe interessarti sapere quanto guadagna un medico di base; ma anche come si sceglie e si cambia un medico di base; c’è anche un focus su invaliditàediritti.it che ti informa su come avere un medico di base senza avere la residenza.

Il medico di base deve fare le visite a casa? Cosa dice il contratto

L’accordo collettivo nazionale, e quindi il documento che fornisce una definizione precisa dei doveri del medico di base, prevede che il professionista è tenuto a visitare e gratuitamente a casa i suoi assistiti quando lo richiedono. Ma ci sono dei vincoli. Ovvero, la richiesta dei pazienti è legittima solo quando il paziente non è trasferibile. E quindi se le sue condizioni di salute non consentono di poter andare allo studio.

Se si verificano queste condizioni il medico di base dovrà effettuare le visite domiciliari entro quest’arco temporale:

  • se la richiesta perviene entro le 10, nella stessa giornata;
  • se la richiesta perviene dopo le 10, entro le 12 del giorno successivo.

C’è da aggiungere anche che il sabato e nei giorni festivi il medico di base non ha l’obbligo di svolgere la sua consueta attività ambulatoriale. Deve però recarsi nelle abitazioni di chi ha presentato una richiesta entro le dieci di quel giorno, o dopo le 10 del giorno precedente.

Chi fa richiesta di una visita domiciliare dopo le 10 di un giorno festivo dovrà rivolgersi alla guardia medica.

È comunque buona prassi richiedere la visita domiciliare solo nei casi di effettivo bisogno (nei paragrafi successivi spieghiamo il perché), laddove è possibile è sempre preferibile recarsi in ambulatorio.

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Il medico di base deve fare le visite a casa? Casi urgenti

Nei casi urgenti però, il medico di base deve recarsi a casa dell’assistito nel più breve tempo possibile. Se il medico fa parte di uno studio associato il paziente può essere visitato anche da un collega.

Quando un medico di base può ritenere un caso urgente? Beh, prima di tutto partendo dalla conoscenza dell’assistito e della patologia che lo affligge, ma anche valutando i sintomi che sono stati descritti al telefono. In questi casi il professionista potrà anche consigliare, se ritiene che la situazione sia particolarmente grave, di chiamare subito una ambulanza.

Bisogna aggiungere, comunque, che le valutazioni del medico sono di sua esclusiva responsabilità. E quindi, se la scelta si rivela sbagliata, se cioè in una situazione di gravità e improrogabilità della visita, decide di non recarsi nell’abitazione dell’assistito, rischia di risponderne anche a livello penale. Il reato ipotizzato in questi casi è quello di rifiuto di atti d’ufficio.

Il reato di rifiuto di atti d’ufficio, secondo la Cassazione, ha la natura di reato di pericolo. Cosa significa? Che può scattare anche se quel rifiuto non ha poi delle conseguenze sul paziente. Perché il “no” del medico ha esposto l’assistito a un pericolo grave.

Il medico di base deve fare le visite a casa? Limiti della non trasferibilità

Ma chi e come si decide se un paziente non è trasferibile? La legge non è chiara sul punto e lascia spazio a interpretazioni che possono variare da caso a caso. Molto dipende anche dall’età e dalle condizioni cliniche del paziente.

La non trasferibilità può essere dunque soggettiva e causare delle incomprensioni tra medico e paziente. Un esempio tipico: un forte raffreddore può essere ritenuto una ragione valida per non andare in ambulatorio e pretendere la visita domiciliare mentre il medico ha un’opinione diversa.

Il medico di base deve fare le visite a casa? Troppi pazienti

Un medico di base può avere fino a 1.500 assistiti. Per questo motivo si consiglia di evitare, quando la presenza del professionista non è necessaria, di chiedere la visita domiciliare. Si lascerà così il tempo al medico di prendersi cura di malati che ne hanno più urgente bisogno.

A proposito di ambulatorio, molti vorrebbero sapere se c’è una norma precisa che regola l’orario di apertura e chiusura dello studio di un medico di base. Ebbene no, sono gestiti in piena autonomia dal professionista che però ha l’obbligo di comunicare ogni variazione all’Asl con 30 giorni di anticipo.

Il medico di base deve fare le visite a casa? Sono a pagamento

Le visite a casa sono a pagamento? I casi sono diversi. Ovvero: se il paziente non è trasferibile le visite domiciliari sono sempre gratuite.

I pazienti però possono anche chiedere al medico di base una visita domiciliare pure se le condizioni non sono così gravi da imporre uno stato di “non trasferibilità”. In questo caso il medico ha la facoltà di chiedere un compenso all’assistito.

Questo aspetto è stato definito anche da alcune sentenze della Cassazione. Per i giudici dell’Alta Corte se la visita a domicilio non rientra tra quelle che si possono definire indispensabili, diventa di fatto una visita privata e quindi è legittima una richiesta di pagamento.

È previsto il pagamento anche per i cittadini che si rivolgono a un medico di base diverso dal proprio. Il tariffario è questo:

  • 15 euro per le visite ambulatoriali;
  • 25 euro per le visite domiciliari.
Il medico di base deve fare le visite a casa?

Il medico di base deve fare le visite a casa? Scarsa fiducia

Nel corso degli anni il rapporto tra medici di base e pazienti è molto cambiato. In passato la fiducia era totale, oggi invece questa figura è spesso soggetta a una serie di critiche e lamentele. Del resto rappresenta spesso il primo livello dell’assistenza sanitaria. Molte delle critiche riguardano proprio il rifiuto dei medici di base a fornire assistenza domiciliare. Cosa che provoca anche l’inevitabile intasamento del pronto soccorso.

Anche per questo è importante conoscere quali sono le competenze e gli obblighi di questa figura importante della “sanità di prossimità”. Ma anche sapere fino in fondo quali sono i suoi obblighi e i diritti degli assistiti.

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