Il quinto della pensione da chi può essere pignorato

Il quinto della pensione da chi può essere pignorato e come cambia la procedura se l'atto esecutivo è in mano a un privato o all'Agenzia delle Entrate. Quali sono i limiti, le soglie imposti all'azione del creditore. E cosa cambia tra il pignoramento notificato all'Inps o alla banca dove viene accreditata la pensione.

5' di lettura

Il quinto della pensione da chi può essere pignorato e come. Sul pignoramento delle pensioni c’è una vasta letteratura, così come tanti limiti per i creditori che tentano di aggredire l’assegno pensionistico del debitore. Non a caso si parla di “quinto” e non a caso rispunta la questione del minimo vitale. Ovvero quella somma che non può essere sottratta in nessun modo a chi deve restituire del denaro e vive con la sua pensione.

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Il quinto della pensione da chi può essere pignorato: all’Inps

Prima di tutto vediamo come un creditore può aggredire la pensione del debitore.

La strada più ovvia è quella di pignorare il quinto dell’assegno prima ancora che l’Inps lo eroghi all’assistito. Proprio per questo l’atto di pignoramento va notificato direttamente all’Istituto di previdenza sociale (e ovviamente al debitore).

In questo modo l’Inps trattiene il 20% della pensione in questione (appunto, un quinto) e lo versa al creditore fino a quando il debito può considerarsi estinto.

Ma come si arriva a questo? Basta una comunicazione all’Inps?

Non proprio. È necessaria un’udienza davanti al giudice. Deve essere infatti il magistrato (giudice dell’Esecuzione) ad autorizzare il “trasferimento”.

L’udienza avviene alla presenza delle parti. Il debitore può tentare di arginare le richieste del creditore presentando un atto di opposizione. La mossa può avere successo se esistono vizi di forma, procedura o sostanza.

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Il quinto della pensione da chi può essere pignorato: sul conto corrente

Ma il creditore può scegliere anche un’altra strada per pignorare il quinto della pensione. Ovvero agire quando l’assegno viene versato sul conto corrente bancario o postale del pensionato.

Non cambia molto rispetto al pignoramento alla fonte (l’Inps).

In questo caso l’atto di pignoramento viene notificato all’istituto bancario (e ovviamente al pensionato).

Da quel momento scattato la trattenuta del quinto dell’assegno, in attesa che una sentenza confermi in via definitiva il versamento del denaro dalla banca (o dalle Poste) al creditore.

La trattenuta, è chiaro, continuerà fino alla estinzione del debito.

Per evitare il pignoramento del quinto della pensione non serve aprire un altro conto corrente (e informando l’Inps di accreditare sul nuovo conto la pensione).

Se la banca è la stessa il quinto continuerà a essere “sottratto” ogni mese.

Se la banca è un’altra non sarà così difficile per il creditore verificare se è stato aperto un altro conto corrente: basta infatti dare un’occhiata all’Anagrafe Tributaria.

Il quinto della pensione da chi può essere pignorato: il minimo vitale

Ora arriviamo al minimo vitale, che è un altro punto fondamentale quando si parla di pignoramenti che riguardano le pensioni.

Vediamo cosa accade se il pignoramento è tramite Inps.

Il quinto pignorabile deve essere calcolato dopo aver sottratto il minimo vitale alla pensione netta. Il minimo vitale equivale a un importo pari a una volta e mezza l’assegno sociale. Per intenderci nel 2022 sarà di 702,15 (l’assegno sociale viene aggiornato ogni anno).

Un esempio per essere più chiari:

se un pensionato percepisce 1000 euro al mese, bisogna sottrarre 702,15. Avremo 297,85 euro.

Il quinto si applica solo su quella cifra: è possibile quindi pignorare 59,57 euro al mese.

Il quinto della pensione da chi può essere pignorato: i soldi sul conto

Se il pignoramento viene effettuato sul conto corrente (o postale) la procedura cambia. Anche perché entrano in gioco i soldi che eventualmente sono depositati sul conto. E pure quelli possono essere aggrediti dal creditore, ma sempre con dei limiti.

Vediamo quali.

Il creditore potrà prelevare l’importo che eccede il triplo dell’assegno sociale. Ora il triplo dell’assegno sociale (per il 2022) è di 1.441 euro, il che significa che se il pensionato ha depositato sul conto corrente 2.000 euro, il creditore potrà pignorare solo la differenza tra i 2000 euro e il triplo dell’assegno sociale (1.441), e quindi: 596 euro.

Invece sulla mensilità della pensione che vengono versate dopo dall’Inps sul conto, la banca può effettuare la trattenuta di un quinto fino alla totale estinzione del debito.

Il quinto della pensione da chi può essere pignorato: Agenzia delle Entrate

Questo è quello che accade se il creditore è un privato. La questione cambia ancora se invece il pignoramento è stato richiesto dall’Agenzia Entrate e Riscossione.

In quel caso si agisce in base all’importo dell’assegno pensionistico. E quindi si pignorerà:

  • un decimo: se l’importo della pensione non supera i 2.500 euro;
  • un settimo: se l’importo della pensione oscilla tra 2.500 e 5.000 euro;
  • un quinto: se l’importo della pensione è superiore a 5.000 euro.

Il quinto della pensione da chi può essere pignorato: cosa serve per pignorare

Per poter pignorare la pensione il creditore deve essere in possesso di un titolo esecutivo:

  • una sentenza;
  • un decreto ingiuntivo (se non c’è stata opposizione nei 40 giorni);
  • un assegno protestato;
  • una cambiale protestata;
  • un contratto di mutuo che è stato firmato davanti al notaio.

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