Il richiamo per chi ha fatto AstraZeneca: caos in Italia

Il richiamo per chi ha fatto AstraZeneca: scarsa comunicazione e dubbi tra i 900mila italiani che dovranno fare la seconda dose con un vaccino diverso. Studi in tutto il mondo dimostrano che la vaccinazione eterologa è più efficace. Ma il Cts non lo comunica con chiarezza e i governatori vanno in ordine sparso. Cittadini confusi.

5' di lettura

Il richiamo per chi ha fatto AstraZeneca è fonte di dubbi e incertezze per 900mila italiani. Hanno già avuto la prima dose con il vaccino anglo-svedese, ora sono in attesa di sapere quale prodotto tra Pfizer e Moderna sarà somministrato per la seconda.

La questione riguarda tutti gli under 60 che hanno avuto AstraZeneca, per chi ha più di 60 anni non cambia niente: prima dose AstraZeneca, seconda dose AsrtraZeneca.

Il richiamo per chi ha fatto AstraZeneca alimenta il caos, che si riverbera immediatamente sui centralini degli hub di molte regioni: in migliaia chiedono chiarimenti, spiegazioni. Vogliono sapere cosa accadrà e se è sicuro ed efficace cambiare vaccino tra la prima e la seconda dose.

Sono cresciuti anche i dubbi sul numero sufficiente di vaccini per raggiungere questa benedetta immunità di gregge (l’80% degli italiani completamente vaccinati). Il commissario per l’emergenza ha rassicurato tutti: fino a settembre saranno a disposizione 55.49 milioni di dosi di vaccino. Ma per raggiungere l’immunità ne bastano 44.46.

Sarebbero dunque in eccesso. E le dosi di AstraZeneca rimaste inutilizzate saranno inviate al programma Covax, per aiutare i Paesi che non riescono ad acquistare vaccini.

Il richiamo per chi ha fatto AstraZeneca e gli errori del Cts

Il richiamo per chi ha fatto AstraZeneca non dovrebbe essere un problema. Eppure ancora una volta la comunicazione è stata sbagliata o insufficiente. È una delle pecche più evidenti di questa campagna vaccinale, che continua a ripetersi.

Istituto Superiore della Sanità e Comitato tecnico scientifico hanno agito con estrema lentezza nell’allineare i rispettivi pareri, che sono favorevoli alla combinazione di vaccini (uno con vettore virale, AstraZeneca, l’altro con mRna messaggero, Pfizer o Moderna).

Il risultato è una pioggia di dubbi, tra i cittadini e tra gli stessi governatori di Regione. Anzi, proprio le Regioni hanno subito trovato l’ennesimo pretesto per agire in ordine sparso. La Lombardia a scopro precauzionale ha addirittura sospeso le somministrazioni, poi ha compreso di aver commesso un errore e fatto marcia indietro.

Doppia somministrazione? È anche meglio: gli studi

Il motivo di questa comunicazione assente o sbagliata non si comprende. Anche perché importanti studi che arrivano da Spagna, Gran Bretagna e Germania, confermano la tesi che la combinazione di vaccini, dia una copertura migliore anche a medio termine.

Non si tratta di supposizione, ma di studi dimostrati. Non bastava citarli e adottare subito una decisione chiara, netta e precisa per sollevare il velo del dubbio tra i cittadini?

E ribadiamo, non sono supposizioni: la Germania ha già iniziato la somministrazione eterologa (con due vaccini diversi tra il primo e il secondo).

Caos anche per Johnson e Johnson

Le Regioni vanno alla rinfusa anche sul vaccino monodose Johnson e Johnson. Così, senza una ragione, hanno sospeso la somministrazione agli under 60 la Liguria, l’Emilia Romagna, il Piemonte, la Puglia e la Lombardia.

Il motivo? Il prodotto della Johnson e Johnson usa una tecnologia simile a quella di AstraZeneca, ovvero il vettore virale.

Ora, se è vero che l’Italia non può essere governata da decine di governatori in preda a manie di protagonismo, è pur vero che il Cts continua a fornire informazioni che lasciano spazio a troppe interpretazione. Usa una formula vaga che equivale alla rinuncia di assumersi una qualsiasi responsabilità. Il male di questo Paese.

La solita vaghezza sugli effetti del vaccino

Cosa prescrive il Cts rispetto al vaccino Johnson e Johnson? «Non viene sconsigliato l’uso agli under 60 anche se si riscontrano infinitesimali correlazioni trombotiche in sedi inusuali».

Il Cts dovrebbe dire: si può usare, non si può usare. Stop.

Proprio come per qualsiasi altro farmaco, che può avere effetti collaterali.

Il richiamo per il vaccino AstraZeneca è diventato nuova fonte di caos in una campagna vaccinale che nonostante tutto sta procedendo con una certa velocità e che potrebbe immunizzare l’intero Paese entro la fine dell’estate.

Nel frattempo, per la cronaca, il vaccino monodose Johnson e Johnson è stato somministrato in Italia a 1,1 milione di persone. Non sono stati segnalati problemi, eppure la vaghezza della formula utilizzate dal Cts continuaì a generare confusione, distinguo, prese di posizione e decisioni opposte tra i tanti governatori di questo Paese.

Clima di incertezza a un passo dalla meta

Oltre ad alimentare un clima di incertezza che non è esattamente quello che serve ora, a un passo dalla fine del tunnel dell’emergenza sanitaria.

I numeri positivi della campagna vaccinale sono evidenti. Negli ultimi mesi i morti sono passati dai 400/500 al giorno ai 52 di ieri. Il tasso medio di saturazione dei reparti ospedalieri è precipitato all8% e si stanno svuotando anche le terapie intensive.

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