Il vaccino che protegge più a lungo tra Pfizer, Moderna, J&J

Il vaccino che protegge più a lungo tra Pfizer, Moderna e Johnson & Jhonson: in un esteso studio americano è stato analizzata l'efficacia della copertura. Cosa ha comportato l'ingresso della variante Delta.

4' di lettura

Qual è il vaccino che protegge più a lungo dal covid? Uno studio ha analizzato il comportamento dei tre prodotti: la copertura cala per tutti i tre con il passare del tempo. Ma non per tutti allo stesso modo.

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Il vaccino che protegge più a lungo: la variante Delta

Che i vaccini non proteggessero per sempre o molto a lungo è stato chiaro sin dall’inizio. Ma il tempo di questa copertura si è ulteriormente ridotto dopo che è diventata dominante in tutto il mondo la variante Delta, più aggressiva e contagiosa.

Il vaccino che protegge più a lungo: il calo di Johnson & Johnson

Il vaccino che ha ridotto più di altri la durata della copertura è stato quello di Johnson e Johnson. Poi vedremo come e soprattutto qual è il comportamento degli altri due prodotti.

Lo studio è stato effettuato dal Public Health Institute di Oakland, dal Veterans Affairs Medical Center di San Francisco e dall’University of Texas Health Science Center da poco pubblicata sulla prestigiosa rivista Science.

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Il vaccino che protegge più a lungo: niente analisi per AstraZeneca

Non è stato analizzato il comportamento del vaccino AstraZeneca perché negli Stati Uniti non è mai stato approvato.

L’indagine è stata effettuata tra il primo febbraio e il primo ottobre del 2021 su 780.225 veterani.

Un campione notevole. E quindi, si suppone, con risultati veritieri.

Il vaccino che protegge più a lungo: la situazione a marzo

Agli inizi di marzo, quando la variante aveva appena fatto il suo ingresso negli Stati Uniti, i tre vaccini avevano più o meno la stessa efficacia nel prevenire le infezioni.

Questo era il dato:

  • 86,4% per i vaccinati con J&J
  • 86,9% per i vaccinati con Pfizer-BioNtech
  • 89,2% per i vaccinati con Moderna

Il vaccino che protegge più a lungo: la sutuazione a settembre

Sei mesi dopo però la situazione è cambiata in modo drastico. Ed è accaduto proprio quando la variante Delta è diventata dominante.

A settembre questa era l’efficacia dei vaccini nel prevenire l’infezione:

  • 13,1% per i vaccinati con J&J
  • 43,3% per i vaccinati con Pfizer-BioNTech
  • 58% per i vaccinati cin Moderna

Il vaccino che protegge più a lungo: confronto in Germania

Se i dati riferiti a Pfizer e Moderna non sorprendono, è davvero importante il calo della protezione per il vaccino Johnson & Johnson. Arriva una conferma anche dalla Germania, che sta vivendo una quarta ondata più intensa di quelle precedenti.

Il Robert Koch Institute ha segnalato che il 26% dei pazienti era vaccinato. Una percentuale che sale al 34% tra i ricoverato. Ebbene, le infezioni sono molto più comuni tra i cittadini che sono stati vaccinati con una monodose di Johnson & Johnson.

Il vaccino che protegge più a lungo: così in Italia

In Italia hanno ricevuto il vaccino Johnson & Johnson 1,6 milioni di persone. Dovranno farsi somministrare il richiamo sei mesi dopo la prima iniezione.

Forse un periodo di tempo troppo lungo, se si considera lo studio americano. Ma soprattutto in confronto alla decisione che è stata presa dall’autorità sanitarie Usa: lì chi ha fatto il vaccino Johnson & Johnson , anche gli under 18, dovrà fare il richiamo due mesi dopo la prima iniezione.

Il vaccino che protegge più a lungo: efficacia contro la morte

Se l’efficacia dei vaccini contro l’infezione è scesa in modo piuttosto rapido nel giro dei sei mesi, è anche vero che la protezione contro l’infezione grave o la morte è rimasta quasi del tutto inalterata.

Anche questo aspetto è stato dimostrato da molto studi scientifici.

Ma non tutti e tre i vaccini hanno avuto la stessa efficacia.

Dopo otto mesi vediamo qual era il tasso di protezione media dei singoli vaccini per fasce di età:

  • 81,7% under 65;
  • 71,6% over 65.

Tra gli under 65:

  • 73% per J&J:
  • 81,5% per Moderna;
  • 84,3% per Pfizer-BioNtech.

Negli over 65:

  • 52,2% per J&J;
  • 75,5% per Moderna;
  • 70,1% per Pfizer-BioNTech.

E dunque, nonostante la variante Delta, i vaccini sono rimasti efficaci contro i decessi.

Chi ha avuto la somministrazione del vaccino ha avuto un rischio di morte notevolmente ridotto rispetto a chi non ha avuto nessuna iniezione.

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